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Focus

La difficoltà di accesso al credito ha penalizzato le PMI italiane

Il rapporto 2012 dell’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, certifica la pesantezza delle difficoltà che hanno…

03 Mag 2012

Il rapporto 2012 dell’OCSE,
l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico, certifica la pesantezza delle difficoltà che
hanno colpito le piccole e medie imprese italiane
.

Il Rapporto 2012 indica il tracollo registrato nel periodo fra il
2007 e il 2010 quando i fallimenti sono passati da 11,2 ogni
diecimila imprese a 20,3 del 2010.

La crisi dell’economia ha colpito duro nella Penisola nel
2010 ed è ipotizzabile che il dato 2011 non sia certo
rassicurante.

Il problema del credito dalle banche

Il rapporto conferma la difficile situazione anche sul fronte dei
prestiti anche se, scrive il rapporto, “In Italia,
l’impatto della crisi sul sistema bancario è stato
ammortizzato da un modello di intermediazione più orientato
verso i prestiti diretti che alle transazioni sul mercato dei
capitali”.

Questo significa che le banche italiane rispetto a quelle
di altri paesi hanno registrato un’esposizione minore di
titoli tossici.
Nonostante questo i problemi per le
aziende sono arrivati anche dal credito delle banche.

Da metà del 2008 in poi il credito verso le piccole
imprese ha subito una brusca contrazione che ha dato segni di
ripresa nella seconda metà del 2010
anche se non è
ancora tornata ai livelli pre-crisi. Nel 2010 i prestiti per le
PMI arrivavano al 19% sul totale di quelli concessi alle imprese.
Nello stesso periodo in Francia erano il 26%, il 29% in Usa e il
77% in Portogallo.

In totale la metà dei prestiti è andata alle aziende,
ma lo small and medium business ha portato a casa solo il 10%
contro il 40% che è andato alle grandi imprese
. In
più, i piccoli, hanno dovuto sostenere condizioni più severe
rispetto a quelle chieste ai big con tassi di interesse più alti
e aumento delle garanzie.

Il rapporto afferma che il tasso di interesse per le PMI (incluse
fee e commissioni) è cresciuto nel 2007 e nel 2008 raggiungendo
il picco del 6,6% nel terzo trimestre 2008. Poi è sceso fino al
3,6% nel quarto trimestre del 2009 rimanendo stabile nel 2010.

Lo spread fra gli interessi di grandi e piccoli è
cresciuto anch’esso dallo 0,6% del quarto trimestre 2007
fino all’1,5% della fine del 2010
. Male anche per
quanto riguarda i venture capital. Siamo ultimi in europa con 672
milioni di euro contro i 911 del 2008.

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