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Made in Italy

Confindustria lancia Storytalia, «Rafforziamo l’export delle Pmi»

Dopo tre anni di gestazione sembra finalmente pronto a partire il primo test di Storytalia, il progetto di Confindustria per fare conoscere all’estero il made in Italy. Mentre in Francia il governo ha firmato un accordo direttamente con Alibaba, il primo portale di e-commerce per i cinesi

23 Mag 2014

Luigi Ferro

mobile businessL’associazione italiana degli industriali ha deciso di realizzare un negozio online per promuovere le eccellenze italiane. A rivelarlo nel corso del convegno “Esportare la dolce vita” è stato Paolo Zegna, presidente del comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria e promotore del progetto partito in via embrionale nel 2010 con il nome di Stil novo, ma che era rimasto fermo in attesa di concludere una serie di negoziazioni. II progetto, sviluppato con il supporto di Intesa Sanpaolo e Unicredit, esordirà in Cina, dove si starebbero chiudendo gli ultimi accordi per inaugurare il primo dei concept store che saranno poi esportati in altri mercati emergenti strategici. Storytalia coinvolgerà marchi di abbigliamento, accessori, occhiali e beauty mentre sembra tramontata l’ipotesi di coinvolgere anche nomi del food e dell’arredo.

Zegna ha spiegato che “il negozio partirà il prossimo autunno. Storytalia a tendere aggregherà prodotti di decine di piccole e medie imprese del Bello e Ben Fatto con l’obiettivo di dare un esempio di come dall’aggregazione e dal racconto delle tante storie che stanno dietro alle nostre capacità creative e manifatturiere, si possa puntare ad ovviare quei problemi che le piccole realtà italiane hanno molto spesso nel trovare da sole un proprio spazio nei mercati internazionali”.

Il progetto è stato annunciato durante la presentazione della V edizione della ricerca “Esportare la dolce vita” realizzata dal Centro Studi Confindustria e Prometeia sulle potenzialità degli asset del made in Italy (dalla moda al food dagli accessori al design) nei nuovi mercati e sulle opportunità per le imprese. Secondo lo studio, nel 2019 i Paesi emergenti importeranno dall’Italia sino a 16,6 miliardi di euro di prodotti cosiddetti “belli e ben fatti” (beni di fascia medio-alta dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento, calzature e occhialeria-gioielleria). Significa quasi 5 miliardi di euro in più rispetto al 2013, in aumento del 40% in sei anni e di 23 punti sopra alla dinamica stimata per le importazioni nei mercati maturi.
Dei 16,6 miliardi di export italiano 2,6 arriveranno dall’alimentare con la Russia che assorbirà un import pari a quello di tutta l’area asiatica. L’arredo dovrebbe raggiungere 3,8 miliardi di euro soprattutto tra Russia, Emirati Arabi, Arabia Saudita e (a sorpresa) Malesia. Mercati analoghi nell’abbigliamento (a 4,7 miliardi) e nelle calzature (a 2,1 miliardi) in cui nelle classifiche fa capolino il Kazakistan. L’occhialeria aumenterà a 800 milioni di euro, per lo più in America Latina, mentre il segmento dell’oreficeria-gioielleria salirà fino a 3 miliardi di euro, con una quota rilevante in più verso gli Emirati.

Anche i francesi sono interessati ai mercati emergenti, ma per dare forza ai loro prodotti hanno scelto una strada differente. Il 16 maggio è stato firmato un accordo tra il presidente di Alibaba Jack Ma e il ministro francese degli Affari esteri Laurent Fabius.

L’intesa punta a rafforzare la visibilità dei prodotti francesi sul portale di e-commerce. Per questo Alibaba si impegna a concedere alle aziende francesi una procedura d’iscrizione accelerata sulla piattaforma Tmall e un sostegno di marketing privilegiato.

Una campagna promozionale sarà lanciata il 19 maggio dalla società di e-commerce. Il portale italiano invece, quando sarà partito, dovrà farsi conoscere dai consumatori di tutto il mondo.

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