Management

Come nasce un prodotto complesso: le “regole d’oro” di Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali Italia

In Generali Italia, il Marketing ha la responsabilità del coordinamento dello sviluppo prodotti, per «integrare il punto di vista del cliente all’interno del processo, che coinvolge un team ampio e articolato», ha raccontato la manager. Fondamentale poi una comunicazione credibile: servono empatia e autenticità, scegliendo parole semplici

14 Ott 2022

Manuela Gianni

Direttrice, Digital4Executive

Lo sviluppo di prodotti e servizi complessi, come quelli assicurativi, è un’attività complessa e articolata che richiede di unire tanti aspetti diversi avendo sempre come bussola il punto di vista del cliente. Ne ha parlato Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali Italia, intervenendo all’evento Ma-Te organizzato dall’Università Bicocca.

Sviluppare un nuovo prodotto o servizio significa portare avanti un piano articolato di azioni che va dall’ideazione al lancio sul mercato. È un’attività stimolante e creativa, ma anche complessa. Vanno tenuti in considerazione molti aspetti e, soprattutto, è necessaria la collaborazione tra i vari reparti.

La manager ha infatti spiegato che il marketing ha il compito, cruciale, di “unire i pezzi”. «Un product owner, il responsabile dello sviluppo del prodotto, deve avere due caratteristiche fondamentali: la capacità di gestire un team e la capacità di collegare temi e competenze tecniche». Nel caso di Generali Italia, oggi significa in concreto coordinare un team ampio, circa 30 persone di almeno 15 funzioni diverse. «Guidare e indirizzare il gruppo di lavoro è un esercizio continuo di unione degli elementi, in un percorso che parte dai bisogni del cliente, dal benchmark con il competitor, fino a cercare coerenza e adesione con la nostra strategia di azienda. Non è una semplice to do list: serve capacità di analisi di decodifica, per riuscire a vedere il progetto dall’alto».

Il product owner è dunque un manager con un bagaglio enorme di competenze? In parte sì, ma le attitudini personali sono altrettanto importanti. «Anche se non si sa tutto, è fondamentale saper guardare con un occhio che sia libero da condizionamenti. La tecnicalità è importante, ma servono qualità come capacità di inclusione e di gestire l’errore, empatia, ironia, curiosità», ha detto Nardi.

Sviluppo prodotto, il ruolo della comunicazione

Naturalmente costruire bene un prodotto non basta, serve comunicarlo bene, e questo, secondo la Responsabile Marketing, vuol dire mettersi nei panni di chi ci ascolta, della persona target a cui quel progetto è dedicato.

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«La comunicazione è metà del lavoro: se hai fatto un grandissimo progetto ma non sei capace di comunicarlo ai tuoi stakeholder interni e esterni questo inficia il risultato. Perché la comunicazione, sia nel mondo fisico sia nel mondo digitale, è fatta di empatia e quindi di capacità di entrare nei panni dell’altro. Prima bisogna capire a chi si sta parlando, e solo dopo scrivere i contenuti della comunicazione. Cercando parole facili, perchè bisogna arrivare facilmente al punto».

Da ultimo, un consiglio prezioso: «Diventa sempre più forte il bisogno di autenticità: nella comunicazione bisogna essere credibili, nel mondo reale come in quello virtuale. Come consumatori, oggi abbiamo tanti strumenti per capire se le persone stanno dicendo delle cose in cui credono oppure se stanno bluffando». Un rischio, dunque, che le aziende non possono correre.

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Manuela Gianni
Direttrice, Digital4Executive

Giornalista, ingegnere, speaker, si occupa di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice di Digital4Executive sin dalla nascita, portale online con 6 newsletter verticali (Executive, Marketing, HR, SupplyChain, Finance, Procurement), parte del Network Digital360.

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