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Finance, il Cognitive Computing per andare oltre il reporting “self-service”

«Quali che siano i benefici del self-service reporting, troppe volte il risultato è una giustapposizione di fogli Excel e un approccio “a silos” alla gestione dei dati», spiega Andrea Maderna, General Manager di Board International. «Mantenere la completa governance dei dati richiede una tecnologia che dia ai CFO una visione unificata, validata e coerente, fornendo le informazioni in tempo utile, a prescindere dalla fonte»

01 Dic 2017

La risposta alle sfide che i CFO di oggi devono affrontare può essere il self-service reporting? In effetti, visto che le organizzazioni sono poco propense ad aumentare il numero di risorse in area Finance, molto spesso il self-service reporting è visto come la soluzione ideale. Tuttavia questa visione ottimistica è, talvolta, lontana dalla situazione di fatto.

«Quali che siano i benefici del self-service reporting, troppe volte il risultato è una mera giustapposizione di fogli Excel e un approccio “a silos” alla gestione dei dati, con uno scarso controllo su di essi», afferma Andrea Maderna, General Manager di Board International, azienda nota nel campo delle soluzioni unificate di analytics, BI e Performance Management a supporto di tutti i processi decisionali. «Quando le informazioni provengono da un numero crescente di fonti differenti, i direttori finanziari dovrebbero essere preoccupati in particolare dall’accuratezza dei dati che stanno utilizzando».

Mantenere la completa governance dei dati richiede una tecnologia che fornisca ai CFO una visione unificata, validata e coerente, fornendo le informazioni in tempo utile, a prescindere dalla fonte.

Per far fronte a queste sfide, una delle soluzioni a supporto delle aziende è il cognitive computing, che rappresenta una vera e propria rivoluzione per il financial reporting, perché, come ribadisce Maderna, «sta rendendo l’interazione con i dati più semplice e naturale, come se si trattasse di una comunicazione tra esseri umani. Le tecnologie cognitive permetteranno agli utenti di utilizzare al meglio le informazioni senza dover conoscere le fonti di provenienza. In tal modo, tuttavia, aumentano i potenziali rischi in merito a correttezza e accuratezza. Ciò significa che più aumenta il livello di automazione dei processi finanziari, più abbiamo bisogno di alimentare i nostri sistemi con dati validati e affidabili. Le organizzazioni devono perciò investire sufficienti risorse e tempo per automatizzare e strutturare a sufficienza la gestione dei dati, così da trarre il massimo vantaggio da queste nuove tecnologie e sfruttare i benefici che derivano dall’essere al passo con le ultime innovazioni».

Grazie a Board, piattaforma che unifica Reporting, Business Analytics, pianificazione e simulazione, aziende di primo piano a livello internazionale, agili e in rapida crescita, stanno traendo molti benefici da processi decisionali rapidi e accurati. «Le organizzazioni hanno bisogno di raccogliere, integrare e analizzare le informazioni a livello enterprise, e i nostri clienti apprezzano molto come aiutiamo i decision-maker a interagire con queste informazioni in modo intuitivo, visivo e attraverso funzionalità di tipo drag-and-drop», spiega Maderna. «Con la piattaforma Board è possibile anche simulare, monitorare e quindi pianificare l’impatto delle decisioni sulle peformance dell’azienda».

Le tecnologie cognitive della piattaforma Board, come la Search Generated Analytics, lo Storytelling e la collaborazione contestuale, sono un alleato prezioso per modernizzare i processi di financial reporting e analisi delle organizzazioni. Combinare in un singolo ambiente interattivo analisi, pianificazione e simulazione è il vero punto di forza della soluzione, che è stata infatti scelta da organizzazioni di successo, tra cui ricordiamo H&M, KPMG e Volkswagen.

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