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financing & leasing

Budget: la prima barriera alla digital transformation

Secondo il Digital Transformation Index di Dell il 62% delle aziende si trova ad affrontare nuovi concorrenti a causa delle tecnologie digitali. Eppure 2 su 3 non reagiscono adeguatamente, soprattutto per la scarsa disponibilità di risorse. Un problema che coinvolge direttamente i CFO: la soluzione può essere nei modelli a consumo flessibile, spiega Dell EMC Italia

03 Nov 2017

Carlo Sarboraria*

C’è stato un momento in cui essere leader di mercato garantiva un successo a lungo termine. Oggi, grazie alla tecnologia, anche le piccole organizzazioni possono, forti dell’agilità e flessibilità data dalla dimensione, competere con i grandi player, impegnati nella sfida di migliorare la propria offerta rendendola più dinamica e moderna.

Come tutti i cambiamenti, anche questo desta qualche preoccupazione, come dimostra anche una nostra recente indagine – Digital Transformation Index – che evidenzia come il 78% delle imprese ritenga le startup digitali una minaccia per la loro organizzazione, oggi e in futuro.

Sempre secondo il sondaggio, l’importanza di definire una strategia digitale e di implementare nuove tecnologie per migliorare l’efficienza dell’azienda è diffusa e condivisa: il 62% ha visto entrare nuovi concorrenti nel proprio settore a causa delle tecnologie digitali, il 48% non sa prevedere come sarà tra tre anni il mercato in cui opera, e il 45% teme che l’offerta della propria azienda possa essere obsoleta entro cinque anni.

Eppure due intervistati su tre –  soprattutto di grandi aziende – dichiarano che non stanno implementando le giuste azioni per sfruttare le tecnologie digitali. Le motivazioni sono diverse, ma quella più ricorrente è il budget, cioè l’insufficiente disponibilità di risorse da investire.

La sfida per il mercato finance

Oggi la tecnologia è più economica e accessibile che mai: le grandi organizzazioni come le banche, le assicurazioni, le agenzie governative e i retailer, che hanno tradizionalmente beneficiato della loro dimensione e influenza, stanno incontrando difficoltà che derivano dalla cosiddettaera legacy. Sostituire le tecnologie esistenti ha un costo troppo alto perchè questo possa essere fatto in tutta l’organizzazione; per questo si preferisce iniziare con progetti più piccoli e scaglionati nel tempo, che però non garantiscono gli stessi risultati.

Dall’altro lato, le piccole aziende, adottando un approccio “digital first” e avendo minori costi operativi, sono riuscite ad entrare nel mercato, rimescolando le carte. Pensando la tecnologia as-a-service, sono state in grado di minimizzare i costi dell’infrastruttura up-front che, voluta dai big player, era stata finora una barriera al loro ingresso nel mercato.

La minaccia di nuovi concorrenti e il rischio di un forte ridimensionamento nei prossimi 3-5 anni, dovrebbero essere elementi sufficienti per elevare l’IT da centro di costo a business enabler per competere sul mercato.

Il collo di bottiglia

Budget ridotti per gli investimenti in nuove tecnologie non dipendono necessariamente da una scarsa disponibilità di liquidità dell’azienda. Se guardiamo i dati del nostro Digital Transformation Index, i due terzi degli intervistati dichiarano per la loro azienda fatturati da 500 milioni a 50 miliardi di dollari.

Cosa impedisce dunque gli investimenti in tecnologia? Anche qui ricorriamo ai dati della nostra indagine per rispondere: solo nel 41% delle organizzazioni intervistate la trasformazione digitale è supportata dal board. Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, vi è una mancanza di volontà da parte dei C-level di investire in tecnologia su larga scala. Questo non sorprende, dal momento che tradizionalmente la tecnologia è stata considerata un centro di costo piuttosto che un investimento capace di generare profitti. Ma oggi questo approccio non è più consentito e l’impegno dei C-level dovrebbe essere quello di trovare modi più efficienti per migliorare l’infrastruttura e la capacità di fare business.

Finanziamento Smart

Utilizzando un modello di consumo flessibile, le aziende possono accelerare la trasformazione dell’infrastruttura IT, senza dover sostenere costi iniziali. Inoltre, offrendo periodi di prova ed essendo scalabili, queste soluzioni possono davvero offrire buone garanzie di successo.

Se le piccole aziende hanno un vantaggio in termini di costi operativi più bassi e di maggiore agilità, il ruolo dei partner tecnologici deve essere quello di affiancare i responsabili IT – soprattutto delle grandi aziende – per aiutarli a indirizzare le decisioni dei C-level verso la soluzione tecnologica migliore per le loro esigenze.

Superare la barriera del budget

Più elementi ci fanno dire che modelli di consumo flessibile e soluzioni Technology-as-a-Service possono ottimizzare i vantaggi offerti dalle tecnologie aziendali, con un costo più basso e con possibilità di scalare. Certamente per i CFO il tema del budget non è secondario, ma per la sopravvivenza delle aziende, è bene che si trovino soluzioni e modelli per implementare strategie e infrastrutture digitali.

* Regional Sales Director, Dell Financial Services, Dell EMC Italia

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