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Business intelligence

Visual analytics, P&G fa scuola con le “sfere decisionali”

Il percorso della multinazionale del largo consumo Procter & Gamble verso la “democratizzazione” e visualizzazione delle informazioni, spiegata da Filippo Passerini, Group President Global Business Services e CIO: «Un “analytics journey” iniziato nel 2006, basato su Decision Cockpit, Business Sphere e Heatmap, in cui continueremo a investire»

01 Dic 2013

Daniele Lazzarin

Filippo Passerini, Group President, Global Business Services e CIO di Procter & GambleProcter & Gamble (P&G) ha spesso fatto scuola negli utilizzi innovativi dell’IT nel business e anche nel campo Analytics/Big Data la multinazionale dei beni di consumo si è posta all’avanguardia. Filippo Passerini, Group President, Global Business Services e CIO di Procter & Gamble, ha illustrato il percorso compiuto al Workshop “Digital Data & Analytics” della Management Academy for ICT Executives del MIP/Politecnico di Milano.

Il gruppo Procter & Gamble, fondato nel 1837, è un complesso industriale di beni di consumo con sede a Cincinnati, Ohio. Vanta uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità (tra cui Gillette, Oral B, Pantene, Vicks, Wella, Ariel, Bolt, Dash, Duracell, Mastro Lindo, Swiffer, Viakal) e opera in oltre 80 paesi nel mondo. Nell’anno 2010 presentava 127.000 dipendenti e si collocava al 26esimo posto nell’annuale classifica Fortune500.

Filippo Passerini è cresciuto in P&G, con la multinazionale ha lavorato e vissuto in 6 Paesi, ed è responsabile di tutti gli shared services a livello globale e di tutta l’IT. Supervisiona direttamente 6.000 persone ed altrettanti collaboratori esterni. Al Workshop ha illustrato il percorso dell’azienda verso la “democratizzazione” e soprattutto la visualizzazione dell’informazione, che in P&G sono diventati strumenti primari di supporto decisionale e di management.

Quello che Passerini ha definito “Analytics Journey” di P&G è iniziato nel 2006 con una prima fase che ha comportato la dismissione di 20mila report cartacei o digitali, e l’introduzione di “decision cockpits” su desktop o device mobili. «Tutte le persone coinvolte in una certa decisione hanno accesso agli stessi dati nello stesso momento. I cockpits permettono di fare approfondimenti dinamici e progressivi (drill-down) per determinare esattamente la natura del problema, alert automatici nel caso ci sia una variazione rispetto agli obiettivi di business stabiliti, e visualizzazione (color coding) per rendere l’interpretazione più intuitiva ed immediata», spiega Passerini.

Cinquanta Business Sphere per “immergersi” nelle decisioni

Una delle Business Sphere di P&GUn altro strumento estremamente innovativo utilizzato in P&G sono le “Business Sphere”, grandi sale riunioni equipaggiate con enormi schermi che mostrano i dati elaborati in tempo reale dai sistemi di Visual Analytics dell’azienda, presentati graficamente in modo tale da facilitare al massimo le decisioni. “Abbiamo cinquanta Business Sphere nel mondo. L’idea è stata quella di creare un ambiente “immersivo” che faciliti le decisioni del team di Business che lavora su un determinato problema e progetto. L’intento è velocizzare la rapidità e la qualità delle decisioni, attraverso modelli analytics e correlazione tra le variabili di business. Questa innovazione ha creato un ulteriore incentivo alla standardizzazione dei dati e all’automazione”.

Un esempio di utilizzo delle Business Sphere è la simulazione della collocazione di un nuovo prodotto su uno scaffale virtuale di supermercato, con feedback in tempo reale dei consumatori su packaging, dimensioni, colori, etichetta e così via, e possibilità di introdurre i conseguenti cambiamenti in tempo reale. Un altro esempio sono le “heatmap”, mappe grafiche per approfondire per esempio la quota di mercato di una certa categoria di prodotto in un certo mercato, mettendo immediatamente in evidenza la forza di P&G rispetto ai concorrenti e la dimensione, e quindi l’importanza, del mercato, senza perdere tempo in approfondimenti fuorvianti.

Ridurre i costi in altre aree per investire ancora in business intelligence

«L’idea è rispondere velocemente non solo al “what”, cioè cosa sta accadendo, ma anche al “why”, ovvero perché ciò sta accadendo, e quindi determinare l’aspetto “how” – cosa possiamo fare per migliorare». Ciò che si tratti del lancio di un nuovo prodotto, di una campagna di marketing, o dello snellimento della supply chain.

P&G, continua Passerini, ha iniziato già nel 2010 a investire in Visual Analytics, simulazione, analisi di processi molto specifici, quando gran parte delle aziende puntava su reporting e analisi dei trend. «Vogliamo continuare ad investire in quest’area perchè pensiamo offra ancora un grande potenziale ed un vantaggio competitivo. Per cui continuiamo ad ottimizzare e ridurre i costi in altri ambiti per avere le risorse da investire nella Business Intelligence ed Analytics».

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