Management

Supply chain sempre più complesse, ma gli strumenti per gestirle sono superati

C’è un forte divario tra la consapevolezza della strategicità della gestione della filiera, e il passaggio all’azione e ai piani concreti. Lo rileva il “JDA Vision 2015 Supply Chain Market Study”. Va a rilento l’adozione di pratiche e soluzioni tecnologiche avanzate per pianificazione e programmazione della produzione, pianificazione ed esecuzione della supply chain, gestione di domanda e trasporti

24 Mar 2015

Redazione

Le aziende manifatturiere e i retailer riconoscono un’accresciuta complessità della supply chain e più di 8 aziende su 10 hanno implementato o stanno implementando una strategia di segmentazione della supply chain, soprattutto quelle più grandi con oltre 5 miliardi di fatturato.

Tuttavia molte di esse fanno ancora affidamento su strumenti superati e processi inefficaci per gestirne in modo completo le criticità, e c’è un forte divario tra visione e capacità di mettere a punto le azioni necessarie per realizzare una strategia che riconosca alla supply chain un ruolo di primo attore nel soddisfare con profitto i clienti, mantenendo competitività.

Queste sono alcune delle evidenze emerse dal “JDA Vision 2015 Supply Chain Market Study”, il report realizzato da Talant Research Group per JDA Software, che ha coinvolto 255 decisori aziendali di retailer e aziende manifatturiere in 17 Paesi – Nord America (52%), Europa, Medio Oriente e Africa (33%), Asia Pacifico (13%), e America Latina (2%) -.

«Nonostante i decisori aziendali riconoscano la complessità delle supply chain, spesso distribuite su più aree geografiche, con decine di partner commerciali coinvolti – dichiara Kevin Iaquinto, Chief Marketing Officer di JDA -, nei fatti vi è una lenta adozione di pratiche e soluzioni tecnologiche all’avanguardia per gestire le sfide in aree chiave quali pianificazione e programmazione della produzione, pianificazione ed esecuzione della supply chain, gestione della domanda e dei trasporti».

La criticità del Sales & Operations Planning

In particolare i manager intervistati hanno affermato di adottare strumenti e prassi più efficaci per supportare una pianificazione ottimale delle operazioni, e tra i processi della supply chain verso cui rivolgono particolare attenzione spiccano l’integrazione della parte relativa al Sales and Operations Planning (S&OP) – citata come prioritaria a livello strategico dal 58% degli intervistati per i prossimi 12 mesi – e l’agilità dei processi di pianificazione e produzione, indicata dal 48%.

Per quanto riguarda poi la gestione delle scorte, per gli executive gli obiettivi principali da perseguire sono il miglioramento dei livelli di servizio (93%) e l’allineamento delle scorte alla domanda (88%). Tuttavia, relativamente a questa area, alle aziende manca ancora un metodo chiaro per misurarne e migliorarne l’efficacia: gli intervistati, infatti, hanno indicato almeno 25 parametri diversi per valutare le performance in ambito di gestione delle scorte. La maggior parte delle aziende non dispone di strumenti tecnologici avanzati e specifici, ma a dimostrazione che la gestione delle scorte è uno dei punti di maggiore attenzione per la logistica aziendale, il 59% degli intervistati ha indicato la sua automazione come un’iniziativa chiave per il futuro.

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Inoltre i tre principali obiettivi relativi alla pianificazione ed esecuzione della supply chain sono l’integrazione di processi S&OP con il processo di pianificazione dell’inventario (indicato dal 100%), il miglioramento della produttività degli addetti alla pianificazione tramite una gestione più efficiente delle eccezioni e una maggiore automazione (indicato dal 93%), la razionalizzazione del portafoglio prodotti (indicato dal 90%).

Strumenti predittivi, solo il 3% li usa

Per quanto riguarda la gestione della domanda, sebbene oggi le aziende siano chiamate a lanciare frequentemente nuovi prodotti e a sostenere campagne promozionali più aggressive per soddisfare le esigenze dei consumatori, non dispongono ancora di soluzioni avanzate per prevedere gli effetti di queste costose iniziative. Per il lancio di nuovi prodotti il 59% delle aziende coinvolte nel sondaggio di JDA non utilizza strumenti predittivi o fa affidamento su stime retrospettive sviluppate dai team di vendita e marketing. Ad oggi è solo il 3% delle organizzazioni a utilizzare tecnologie a supporto delle metodologie statistiche per prevedere i risultati delle promozioni commerciali.

Un altro punto critico: la gestione dei trasporti

La gestione dei processi di trasporto è una delle cartine di tornasole in termini di redditività, tuttavia secondo la survey di JDA il 33% degli ordini richiede azioni aggiuntive di expediting, riducendo sensibilmente i margini. Inoltre appena il 26% delle organizzazioni adotta un modello basato su servizi condivisi per la gestione centralizzata dei trasporti, solo il 46% ha istituito un programma per i vettori e il 43% delle società utilizza soluzioni software per ottimizzare la gestione di processi e operazioni nell’ambito dell’organizzazione dei trasporti. La buona notizia è che otto aziende su dieci hanno dichiarato che è in corso un processo di centralizzazione o che è stato programmato per i prossimi 12 mesi.

In definitiva, per combattere la crescente complessità della supply chain, le aziende saranno costrette ad utilizzare in modo capillare soluzioni tecnologiche innovative, concentrandosi soprattutto sull’automatizzazione e centralizzazione della gestione dei trasporti, sull’adozione di soluzioni avanzate per la pianificazione e la schedulazione della produzione, sull’utilizzo degli analytics per incorporare Big Data per la previsione e pianificazione, e, infini, sull’ottimizzazione e integrazione della distribuzione e della logistica.

«Fino a che non vi sarà un utilizzo più capillare di soluzioni tecnologiche avanzate, e non si farà maggiore riferimento a best practice comprovate, le aziende manifatturiere e i retailer continueranno a incontrare difficoltà per l’ottimizzazione completa delle loro supply chain», conclude Iaquinto.

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