Esperienze

Snam, un percorso strutturato per accelerare la digital transformation

Gloria Gazzano, Direttore ICT, racconta il progetto avviato nel 2012 che punta a portare all’interno dell’azienda nuove competenze e conoscenze, valorizzando le risorse della direzione ICT. «L’obiettivo è realizzare un’innovazione ripetibile e non episodica, e che riassume in sé creatività, execution e appeal».

27 Lug 2015

Redazione

Gloria Gazzano, Direttore ICT, SnamDa alcuni anni Snam è impegnata in un ampio progetto di innovazione che include lo scouting di Startup hi-tech e l’integrazione dei loro prodotti innovativi come soluzioni interne all’azienda. «Si tratta di un progetto che abbiamo voluto impostare in modo strutturato partendo dalla fase di individuazione delle startup, alla loro selezione e all’avviamento di proof of concept o inserimento all’interno dei cantieri di innovazione.», ha spiega Gloria Gazzano, Direttore ICT di Snam, intervenendo in un incontro della Digital Innovation Academy del Politecnico di Milano, che aggiunge: «l’obiettivo è stato quello di realizzare un’innovazione ripetibile e non episodica, e che riassumesse in sé creatività, execution e appeal».

Nello stesso tempo il progetto di Gazzano ha puntato a valorizzare le risorse della Direzione ICT, composta da 130 persone, offrendo loro la possibilità di mettere in campo la loro craetività. Nel 2012 l’azienda ha strutturato due filoni di innovazione ICT (ne avevamo parlato sulla nostra testata): l’out-in (portare all’interno competenze e conoscenze provenienti dall’ecosistema esterno all’azienda) e l’in-out (stimolare attraverso strumenti di creatività l’innovazione delle persone della direzione ICT), allo scopo di mettere in atto un minuzioso processo di analisi per capire dove e come lanciare i “cantieri di innovazione”.

Parallelamente ha poi consolidato alcuni elementi organizzativi necessari all’innovazione in azienda: gli inno-seeker, l’inno-manager, un board dedicato; ha inoltre individuato le fonti esterne necessarie alla fertilizzazione e ha cominciato a produrre degli output, come le video-pillole di innovazione presenti sulla piattaforma di collaboration, la newsletter e gli incontri con le startup. «Nel 2013 abbiamo ufficialmente aggiunto le startup tra le fonti, armonizzando il loro potenziale contributo all’interno dell’articolato processo di innovazione, con l’obiettivo di ottenere risultati in poco tempo», racconta la Manager. «Nel 2014, infine, abbiamo creato gli inno-speech, eventi rivolti alle persone ICT a cui invitiamo persone esterne illuminate con l’obiettivo di fertilizzare le idee di tutte le parti in gioco; i momenti conviviali che accompagnano questi incontri sono poi molto utili per rompere gli schemi delle distanze all’interno dell’organizzazione e permettono una maggiore condivisione».

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Per quanto riguarda la selezione iniziale delle Startup, Snam ha deciso di affidarsi al supporto di terze parti: ha quindi partecipato a iniziative dedicate, scegliendo gli ambiti di interesse, ma anche a iniziative multi-client. «Abbiamo identificato fin da subito alcune persone interne con competenze specifiche che a rotazione partecipavano ai pitch day. Purtroppo ci siamo resi ben presto conto che la partecipazione a questi incontri non bastava, bisognava elaborare un processo strutturato per gestire lo scouting delle Startup, in armonia con il processo complessivo di innovazione in azienda, in modo da integrare le Startup nei cantieri subito dopo la selezione».

Per omogenizzare le valutazioni delle diverse Startup da parte dei diversi gruppi di competenza, è stata elaborata una matrice ad hoc che classifica le startup in base a due KPI: il livello di applicabilità e il livello di innovazione (alti o bassi).«In questo modo possiamo per esempio valutare la loro coerenza con i progetti ICT e di innovazione che abbiamo in corso», spiega la manager, che conclude: «si tratta comunque di un processo con mortalità elevatissima e grande dispendiosità di risorse: in quasi 3 anni abbiamo valutato 91 Startup, realizzato 7 follow up e 3 poc, e solo 2 prodotti sono stati messi in produzione. Avviare collaborazioni con le startup non è automatico, ma richiede azioni specifiche. E a questo scopo tavoli di confronto, tra sole aziende ma anche tra aziende e Startup, diventano fondamentali per condividere la propria cultura tecnologica e di innovazione».

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