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Esperienze

Sacchi: «Report su mobile e venti volte più veloci con la tecnologia in-memory»

Il CIO di Sacchi Elettroforniture, uno dei principali distributori italiani di materiale elettrico, racconta il progetto di adozione di SAP Hana come database per il data warehouse della società, e di BusinessObjects come interfaccia grafica di business intelligence

08 Dic 2013

Daniele Lazzarin

La sede di Sacchi Elettroforniture a DesioIl recente SAPforum di Milano (vedi qui per il reportage) è stata l’occasione per SAP di dare spazio ai primi casi reali italiani di implementazione della tecnologia Hana, su cui il colosso tedesco delle enterprise application conta moltissimo per il suo futuro. In estrema sintesi, Hana lavora sui dati direttamente nella memoria principale del server (in-memory computing), senza doverli prelevare da memorie esterne, riducendo così fortemente i tempi di analisi, e permettendo analisi di grandi volumi di dati non aggregati, e applicazioni di pianificazione e simulazione in tempi molto inferiori alle soluzioni precedenti.

Uno dei casi Hana presentati a Milano riguarda Sacchi Elettroforniture, uno dei principali distributori italiani di materiale elettrico, che si evidenzia sia per il numero di utenti finali interessati (circa 550), sia per l’accessibilità e visibilità immediata di informazioni prima difficilmente raggiungibili, e sia per le forti riduzioni concretamente riscontrate dei tempi di caricamento dei dati, e di elaborazione di query e report. Per capire più in dettaglio il progetto abbiamo intervistato il CIO di Sacchi, Angelo Redaelli.

Fondata nel 1957, Sacchi Elettroforniture ha un fatturato di oltre 440 milioni di euro, una cinquantina di punti vendita in Lombardia, Liguria, Piemonte e Toscana, un Centro Logistico a Desio (MB) con 45.000 articoli gestiti, una flotta di 80 automezzi, 970 dipendenti e circa 20.000 clienti. «L’obiettivo era di trasformare il data warehouse che già Sacchi aveva, basato su SAP Business Warehouse, in una soluzione con possibilità di lavorare su enormi quantità di dati con tempi totalmente diversi da quelli precedenti – spiega Redaelli -. Scendendo più nel dettaglio tecnologico, si è trattato di sostituire, per il data warehouse, il database Oracle con un’appliance già ottimizzata con hardware Fujitsu e software database Hana in-memory. Questo ha evitato una gran mole di lavoro di configurazione del software sull’hardware».

L’utente finale può personalizzare i report

Angelo Redaelli, CIO di Sacchi ElettrofornitureIl volume di dati coinvolto è di due terabyte. «Si tratta per ora solo dei dati consolidati nel data warehouse: nel sistema ERP il volume è molto superiore – precisa Redaelli -. Noi trattiamo oltre 1,5 milioni di codici prodotto, oltre 20mila clienti, 15 milioni di ordini e 22 milioni di consegne, 45mila gestiti a stock pronta consegna, poi documenti di consegna, fatture, e così via».

Dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda il “motore” di gestione ed elaborazione dei dati le attività principali sono state la migrazione dal vecchio al nuovo database, e la definizione dell’alimentazione di quest’ultimo dall’ERP. Ma Sacchi ha deciso anche di intervenire sul layer di presentazione delle informazioni. «L’esigenza era di presentare le query e report precedenti con un’interfaccia più semplice e immediata di quella nativa di SAP Business Warehouse, da poter usare anche in modalità “touch” con tablet e smartphone, in particolare da parte dei 150 tecnici commerciali».

«Prima avevamo anche qualche report fatto via web, ma svilupparli era piuttosto macchinoso, e in ogni caso la resa grafica era faticosa da consultare, per cui abbiamo optato per BusinessObjects, sia per dare l’idea immediata dell’informazione fornita dal dato, senza dover scorrere righe e colonne, sia per permettere all’utente finale un certo margine di personalizzazione senza dover essere esperto di tecnologie o ricorrere ogni volta all’IT anche per varianti minime».

Emergono anche informazioni prima difficilmente raggiungibili

E’ un’evoluzione forte, sottolinea Redaelli, nel senso che lo stesso insieme di dati presentato in righe e colonne è difficilmente leggibile, mentre se è presentato graficamente lo è immediatamente. Non solo: emergono anche informazioni che prima erano difficilmente raggiungibili e sfruttabili. «Ora per esempio la forza vendita può approfondire il dal dato del venduto per area geografica, fino al comportamento di un singolo cliente negli anni, muovendo velocemente milioni di record per fare dei confronti».

Per quanto riguarda i tempi, le misure condotte da Sacchi e da BMS (il system integrator che ha curato il progetto) mostrano forti benefici su due aspetti. Il primo è il caricamento dei dati dal sistema ERP verso Hana: «Qui abbiamo rilevato tempi cinque volte inferiori alla situazione precedente». Il secondo sono le performance di query e report: «Qui il rapporto rispetto a prima è di uno a 10, in certi casi di uno a 20 in funzione del tipo di query».

Sviluppi futuri: analisi predittive e “retail analytics”

Benefici rilevanti, quindi, ma un progetto del genere richiede un investimento notevole, anche considerato lo scenario economico, per cui abbiamo chiesto a Redaelli come ha convinto il top management. «E’ vero, parliamo di cifre ben superiori a qualche migliaio di euro, perché Hana è una piattaforma. Questo è un primo passo in vista di altri possibili sviluppi, come il coinvolgimento di tutto il volume di dati dell’ERP, le analisi predittive, il “retail analytics” per i riassortimenti e la gestione di offerte e promozioni», spiega Redaelli.

«L’azienda ha voluto essere innovativa anche in momenti economicamente difficili: il management è attratto soprattutto dalla prospettiva di essere più veloce e più “profondo” nel prendere decisioni sempre più complesse in un mercato in turbolenza ormai costante». Più concretamente, un aiuto importante per ottenere l’approvazione è venuto dalla “proof of concept”, conclude il CIO di Sacchi Elettroforniture: «Abbiamo messo in parallelo il nostro sistema attuale con una macchina dotata di Hana fornitaci in demo, in cui abbiamo caricato tutto il database del data warehouse, e abbiamo fatto qualche query-campione con i nostri dati, ottenendo così una dimostrazione pratica delle differenze dei tempi di risposta e della resa grafica della nuova interfaccia di presentazione».

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