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Riverbed: il monitoraggio è la chiave per l’ottimizzazione dell’IT

Il controllo delle prestazioni applicative, con la possibilità di assegnare priorità, e la virtualizzazione dello storage sono tra le tecnologie su cui la società investito per rispondere alla crescente richiesta generata dai progetti di consolidamento e Cloud. Intervista ad Albert Zammar, country manager Italy di Riverbed

28 Mag 2013

Piero Todorovich

Il monitoraggio delle prestazioni delle applicazioni è oggi un aspetto più critico rispetto al passato, man mano che le aziende, per ridurre i costi o semplificare la gestione IT, consolidano i sistemi, incrementando l’impiego delle reti in applicazioni di cloud privato e pubblico.

Il traffico di rete sotto osservazione

Questo il motivo per cui Riverbed, tra i pionieri della WAN optimization, ossia strumenti per togliere i server da filiali e uffici periferici, ha deciso di investire in questo segmento di soluzioni: “Del tutto complementare all’ottimizzazione dei sistemi in cui abbiamo sempre operato”, spiega Albert Zammar, country manager Italy di Riverbed. L’interesse per l’application perfomance monitoring ha portato Riverbed ad acquisire Opnet nello scorso ottobre, aggiungendo ulteriori strumenti alle tecnologie acquisite in precedenza nel campo del monitoraggio della rete e della packet inspection. “Tecnologie che permettono di avere visibilità dal traffico in rete e via via ai livelli più alti dell’esperienza dell’utente finale. Questo per permettere ottimizzazioni dei sistemi, senza che vengano sacrificate le performance dei servizi vitali aziendali”.

La virtualizzazione dello storage

Il monitoraggio si aggiunge alle potenzialità delle soluzioni Granite, sviluppate internamente da Riverbed, per la virtualizzazione dello storage. Con queste è possibile spostare gli array di dischi dalle filiali aziendali al data center centrale. “Assieme al supporto per il backup in cloud, queste soluzioni permettono di ottimizzare l’IT anche nei reparti di progettazione che usano applicazioni CAD o PLM con requisiti stringenti di sicurezza e accesso ai dati – precisa Zammar. Soluzioni che aiutano l’adozione di servizi cloud a consumo come Office 365 e altri, integrandone la gestione”.

Cresciuta a livello globale di circa il 20% nell’ultimo anno fiscale, Riverbed sta ottenendo buoni risultati anche in Italia, “in particolare presso la media-grande azienda che è alla ricerca di componenti per supportare, sul fronte IT, i processi di globalizzazione – spiega Zammar -. Tra i nostri clienti ci sono aziende del settore manifatturiero e della moda, ma anche in ambito bancario, assicurativo e metalmeccanico. Le soluzioni permettono di avvalersi di dispositivi mobili e BYOD, mentre la virtualizzazione dello storage di affrontare progetti di ottimizzazione anche dove era impossibile in passato, in particolare nel settore della progettazione. Con le nostre soluzioni alcune imprese sono riuscite a integrare ambienti gestionali complessi, frutto di acquisizioni di realtà all’estero”.

Riverbed ha tra i propri piani una revisione del proprio programma di canale per sviluppare specializzazioni in settori diversi dalla WAN optimization. “Con la prossima revisione, attesa nella seconda metà dell’anno, completeremo l’inserimento dei reseller Opnet specializzati sulle tecnologie dell’application monitoring – precisa Zammar -. Rispetto al passato, intendiamo puntare su pochi operatori specializzati supportati dai distributori Computerlinks e Zycko, che gestisce anche il training. Per i prossimi mesi guardiamo con interesse al mercato della PA dove riteniamo possa esserci grande interesse per le nostre soluzioni”.

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