Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Focus

Ricerca del Politecnico di Milano. Il ruolo propulsore delle grandi imprese per la diffusione dei progetti di Fatturazione Elettronica e dei modelli di Integrazione del Ciclo Ordine Pagamento in Italia

Nelle precedenti uscite di questa Newsletter abbiamo evidenziato come siano molteplici gli attori in grado di condizionare e di favorire la diffusione delle…

17 Set 2010

Nelle precedenti uscite di questa Newsletter abbiamo
evidenziato come siano molteplici gli attori in grado di
condizionare e di favorire la diffusione delle soluzioni di
Integrazione del Ciclo dell'Ordine, Conservazione
Sostitutiva e Fatturazione Elettronica in Italia. La Pubblica
Amministrazione, in particolare a livello regionale, le
comunità EDI, gli stessi vertici aziendali (se consapevoli dei
benefici che la Fatturazione Elettronica consente di
conseguire) sono tutti soggetti in grado di giocare un ruolo
rilevante nella spinta verso una più decisa adozione delle
soluzioni di integrazione e dematerializzazione del ciclo
dell’ordine. Nell’ultima Ricerca
dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e
Dematerializzazione della School of Management del Politecnico
di Milano, www.osservatori.net, si pone
molta attenzione anche all’importanza delle scelte svolte
dalle grandi imprese, che costituiscono dei veri e
propri “poli” in grado di spingere verso
l’innovazione.


Il ruolo delle grandi imprese – e, in ogni caso, delle
imprese di qualsiasi dimensione leader nella propria filiera
– nella diffusione della Fatturazione Elettronica e dei
modelli di Integrazione del Ciclo Ordine Pagamento è
sostanziale. È indubbiamente vero che il tessuto
nazionale – ed europeo – è costituito
prevalentemente da PMI
, ma è altrettanto vero che
tutte queste imprese sono inserite in ecosistemi
guidati, più o meno consapevolmente, da medio-grandi
imprese
(in filiere, per l’appunto). Se tutte le
grandi imprese si muovessero decisamente verso l’adozione
di modelli di Fatturazione Elettronica – e lo facessero
con la consapevolezza che una partecipazione matura dei
loro clienti e fornitori più piccoli è fattore
decisivo
per il successo della loro stessa iniziativa
– avremmo tassi di adozione decisamente più
significativi. In realtà, solo alcune grandi imprese hanno
intrapreso con decisione questa strada e lo hanno fatto secondo
due modalità diverse, in generale coerenti con le
caratteristiche strutturali del settore di appartenenza.


Dove esistevano progetti di filiera o vi sono state le
condizioni per avviarli – Largo consumo,
Elettrodomestici ed Elettronica di consumo, Farmaceutico,
Materiale elettrico, Automotive
almeno in parte
– la maggior parte delle grandi imprese si è coinvolta,
in modo più o meno proattivo, riconoscendo i benefici
di un approccio sistemico basato su standard comuni.

In quei settori dove non sono ancora state sviluppate
iniziative di sistema – per una resistenza culturale o
perché una o poche imprese fanno da sole sistema – si
assiste, invece, alla presenza di alcuni progetti
“privati”. Questi progetti di integrazione e
collaborazione B2b si basano usualmente su una combinazione di
strumenti di completa automazione (simil-EDI) e di parziale
automazione attraverso portali Web-based, in funzione delle
caratteristiche dei clienti e dei fornitori con i quali si
vuole interagire. Molti di questi progetti prevedono la
Veicolazione Elettronica delle fatture – o la messa a
disposizione delle fatture su un portale – tipicamente
all’interno di un processo di gestione automatizzata del
ciclo commerciale, dal pre-vendita al post-vendita.

Articolo 1 di 5