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Intelligenza artificiale

Ecco come la realtà aumentata può migliorare i processi aziendali

Nel suo centro dedicato Area 360 a Lomazzo, il system integrator Reply ha sviluppato applicazioni di business, con sperimentazioni e utilizzi già in atto negli ambiti formazione, manutenzione, prototipazione, demo e design review per i settori manufatturiero e sanità. «Già attivi una cinquantina di progetti»

20 Apr 2016

Giuseppe Goglio

Cave, la soluzione Reply, sfrutta l'intelligenza artificiale per migliorare processi aziendali in diversi contestiRestata per lungo tempo in nicchie più o meno ristrette, come per esempio quella dei giochi, l’intelligenza artificiale sembra finalmente pronta per rilanciare la sfida verso un’utenza più estesa. Non solo nei comunque circoscritti confini del mondo ludico.

Tra le dimostrazioni più interessanti ci sono gli sviluppi in atto in Area 360, il Centro di Realtà Aumentata e Virtuale di Reply a Lomazzo, presso Como, che è uno dei centri più avanzati in Italia in questo campo. «Secondo la Legge di Moore, l’innovazione percepita oggi è di gran lunga superiore a quella dei decenni passati e in termini di quantità, nei prossimi anni continuerà ad accelerare – osserva Filippo Rizzante, CTO di Reply -. Questa disponibilità rilancia attività come l’intelligenza artificiale, dalle forti esigenze computazionali».

La scommessa del system integrator è appunto già tradotta in pratica nel Centro di Lomazzo, collocato all’interno di ComoNext, a metà strada tra Milano e il capoluogo lariano. Qui è possibile toccare con mano diverse applicazioni: dall’evoluzione degli strumenti per i videogame di nuova generazione, fino a una nuova serie di opportunità per i processi aziendali. «Attualmente la tecnologia non risparmia alcun settore – riprende Rizzante -. Di conseguenza, il nostro compito comporta anche saper gestire diverse culture, dall’ingegnere al designer, per mettere insieme tutte queste anime e fornire una soluzione».

Il tema intelligenza artificiale viene affrontato sotto quattro aspetti. Alla base, realtà virtuale e l’estensione della realtà immersiva, frutto dell’aggiunta di dispositivi sensoriali, tracciano il futuro per il settore videogame. Sopra di queste, la realtà aumentata e la relativa espansione della combinazione più approfondita con il mondo fisico e contestuale, aprono un mercato considerato molto promettente. «Siamo pronti a mettere a disposizione dei processi aziendali la nostra esperienza – riprende Rizzante -. Di recente, abbiamo acquisito una startup di una decina di ragazzi con interessanti risultati nello sviluppo di soluzioni per la realtà virtuale su processi core aziendali. Stiamo già lavorando per estenderne la portata».

Dalla progettazione all’assistenza, con un importante supporto alla formazione, diversi sono i campi dove la realtà virtuale è già in grado di garantire un contributo utile a segnare un salto di qualità. «Al momento, abbiamo individuato applicazioni in quattro direzioni principali – interviene Paolo Capitelli, partner di Forge Reply -. Oltre a evolvere le modalità di formazione o manutenzione, possiamo introdurre nuove procedure di design review, anche collaborativo o nella presentazione e configurazione di prodotti. Pensiamo per esempio ai grandi manufatti, difficili se non impossibili da trasportare. Infine, applicazioni nel campo della Sanità, dove il paziente si muove in scenari virtuali, utili ad analizzare i parametri”.

Gli esempi concreti non mancano, a partire dall’applicazione all’apparenza più semplice: Concave, estensione curva di uno schermo cinematografico con relativo proiettore, può già contare su almeno un paio di realizzazioni significative. L3 Colzoni, produttore di sistemi di illuminazione in ambito aereo e navale, usa la tecnologia per valutare in fase di progettazione posizione ed efficacia dei punti luce utili a orientare velivoli su una nave portaelicotteri, anche in simulazione notturna. Un progetto realizzato per un costruttore di automobili, permette invece di analizzare progetti o singoli componenti in fase avanzata, rimandando se non eliminando la necessità di realizzare prototipi e introducendo la possibilità di applicare variazioni da valutare all’istante.

Un primo passaggio successivo, prevede l’utilizzo di ologrammi su Holo screen, introducendo una visione 3D più realistica e utile per un esame ravvicinato degli oggetti, difficile da raggiungere su un grande schermo. Innovativa in questo caso, la tecnologia stereoscopica, ottenuta con un solo proiettore a due polarizzazioni.

Decisamente più ispirate al mondo dei videogiochi, alcune applicazioni “portabie VR”, legate all’utilizzo di smartphone montati su appositi occhiali con lenti in comune plastica, senza particolari accorgimenti se non il supporto utile a godere di una panoramica ampia e sincronizzata con i movimenti di ambienti modellati. Magneti Marelli l’ha sfruttata per il tour di un museo virtuale, mentre per un produttore di forni professionali diventa motivo di attrazione in occasione di fiere del settore.

Più complessa infine Cave. Una vera e propria stanza virtuale con diverse telecamere a infrarossi collegate a un sistema di server e in grado di ricostruire continuamente un’ambientazione in base alla posizione dell’utente, trasmessa da un paio di occhiali. L’intento è permettere l’analisi di oggetti grandi e complessi direttamente dall’interno, ricalcolando la scena al minimo movimento. Nel caso di BLM, la ricognizione a un progetto di impianto industriale seguendo fedelmente il percorso di ogni tubo o raccordo.

«Credo possiamo definire Area 360 uno dei centri principali in Italia per l’analisi di soluzioni di realtà aumentata – conclude Rizzante -. Mettiamo a disposizione un gruppo di una ventina di persone in grado di contare su ogni sorta di strumentazione. Il risultato sono già diversi clienti, attivi su una cinquantina di progetti».

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