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Focus

Recuperare produttività attraverso la fatturazione elettronica. Le stime del Politecnico di Milano sulle opportunità che l’Italia potrebbe cogliere da subito

Le soluzioni di fatturazione elettronica sono in grado di portare alle imprese che le adottano benefici significativi, riducendo in maniera rilevante il costo…

01 Feb 2010
Le soluzioni di fatturazione elettronica sono in grado di portare
alle imprese che le adottano benefici significativi, riducendo in
maniera rilevante il costo legato alla gestione del ciclo
ordine-consegna-fatturazione-pagmento. Ma come potrebbero
ripercuotersi i benefici percepiti dai singoli sull’intero
sistema Paese
, nell’ipotesi di una sempre più
capillare diffusione dei progetti di fatturazione elettronica e
integrazione del ciclo dell’ordine? L’ultima Ricerca
presentata dall’Osservatorio Fatturazione
Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del
Politecnico di Milano
(www.osservatori.net) ha
affrontato anche questo tema, analizzando anche le condizioni
che, all’interno dei diversi settori e nella Pubblica
Amministrazione condizionano lo sviluppo di progetti di
fatturazione elettronica.

L’adozione diffusa della fatturazione elettronica potrebbe
portare al nostro Paese benefici potenziali – in termini di
riduzione di costi – compresi tra una decina di
miliardi di euro all’anno – se le logiche della
dematerializzazione fossero applicate alla sola fase di
fatturazione – e 60 miliardi di euro all’anno
se l’adozione si estendesse
all’intero ciclo ordine-pagamento. Solo considerando
tutti gli acquisti della PA (sia centrale sia
locale)
disaggregati nelle principali categorie, beni,
servizi e lavori pubblici, è stato stimato un numero pari a
oltre 50 milioni di fatture all’anno. Con questa ipotesi,
l’impatto atteso– in termini di aumento di
produttività – risulta compreso tra 300 milioni di
euro e quasi 2 miliardi di euro all’anno
, in
funzione del grado di integrazione interna. Si avrebbe poi
un’analoga speculare ricaduta sulle imprese che
interagiscono con la PA.La fatturazione elettronica ha, dunque,
tutte le carte in regola per essere considerata un
progetto importante per il recupero di produttività del
Paese.

Peraltro, i benefici di produttività – già consistenti di
per sé – costituirebbero solo la “punta
dell’iceberg”. L’”allenamento” alla
collaborazione tra sistemi – che
l’introduzione matura della fatturazione elettronica
sviluppa – potrebbe generare opportunità a oggi
solo parzialmente immaginabili.
Uscire dalle logiche del
proprio “mondo” per capire come funzionano i
“mondi” dei propri clienti e fornitori è un valore
importante in un contesto che tende a privilegiare la capacità
competitiva dei sistemi e delle supply chain più che delle
singola impresa.

È interessante considerare anche una vista disaggregata per
alcuni dei principali settori: i modelli di fatturazione
elettronica
presentano nei singoli
settori
un diverso grado di attrattività (intesa come
impatto potenziale) e di fattibilità (intesa come
“capacità” di trasformare l’impatto da
potenziale a reale). L’impatto potenziale
è legato numero di cicli commerciali (fatture)
per anno e al beneficio potenziale per ciclo, che è variabile da
settore a settore, in funzione dell’efficienza della catena
documentale (quanti documenti viaggiano in un
ciclo e secondo quali modalità) e dell’accuratezza
iniziale del processo (ogni errore determina
duplicazioni e costi aggiuntivi). La
fattibilità – ossia, la capacità di
trasformare i benefici potenziali in benefici reali – è
molto variabile da settore a settore ed è legata a molteplici
fattori, tra cui l’esistenza di progetti e iniziative di
standardizzazione di filiera e/o la presenza di aziende
innovative che spingono (o hanno già spinto) verso
l’adozione di soluzioni di integrazione B2b.

Vi sono settori in cui esistono già le pre-condizioni di
sistema
– standard di filiera e consapevolezza da
parte di alcuni grandi attori – per garantire una più
semplice e veloce implementazione. È il caso, per esempio, dei
settori del Largo consumo, dell’Automotive, del
Materiale elettrico, degli Elettrodomestici e anche del
Farmaceutico
. Tutti gli altri settori risentono, invece,
dell’assenza di iniziative di sistema: l’adozione dei
modelli più completi di fatturazione elettronica è, dunque,
intrinsecamente più complessa.

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