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risk management

Quattro consigli per gestire gli imprevisti nella Supply Chain

Tutte le attività connesse allo svolgimento di un business presentano dei margini di rischio non riducibili. Per limitare i danni nella gestione di una Supply Chain si rende necessario un piano di Risk Management supportato dalle tecnologie adeguate. Ecco quattro suggerimenti per migliorare la gestione degli eventi imprevisti

13 Nov 2012

Andrea Ferretti

Le interruzioni della Supply Chain e i relativi impatti sul business non si limitano ai fornitori e clienti di primo livello, ma hanno ripercussioni sull’intera catena del valore. Un efficace programma di Risk Management deve prendere in considerazione l’intero processo, mantenendo una visibilità completa su ogni nodo e permettendo di agire in tempo reale. Ecco come fare secondo E2open, società specializzata nella supply chain.

1) Identificare le potenziali aree di rischio
Individuare da dove i problemi potrebbero arrivare significa essere un passo avanti nella loro gestione e risoluzione. All’interno di una Supply Chain le principali minacce possono essere categorizzate in:

– Rischi derivanti dalla mancanza di componenti: dovute ad un aumento dei prezzi, a problemi di comunicazione con i fornitori…
– Rischi esogeni: dovuti a volatilità del sistema economico, disastri naturali, cambiamenti politici o legislativi
– Rischi di inventario, dovuti a inaccurate previsioni della domanda
– Rischi operativi: dovuti a nuove regolamentazioni, incapacità di trattenere il personale chiave, interruzioni del sistema IT
– Rischi finanziari: fluttuazione della valuta estera, aumento dei tassi di interesse, investimenti fallimentari, perdite non assicurate
– Rischi relativi alle vendite: dovuti a bassa qualità dei prodotti, alla pressione della concorrenza, alla perdita di partner di canale chiave, o a una base clienti troppo concentrata


2) Anticipare la soluzione di eventuali problemi
Una volta capito da dove i rischi potrebbero arrivare, è utile riflettere su cosa sarà necessario fare quando si presenterà il caso. Cosa vorranno sapere management, fornitori e clienti quando le cose vanno storte? Sarà necessario capire velocemente qual’è il problema, da cosa è stato generato, che impatto ha su ricavi, costi, relazioni coi fornitori e soddisfazione dei clienti e, ovviamente, come risolverlo in tempi brevi.


3) Assicurare l’adeguato livello di visibilità tra i diversi livelli della filiera
Le interruzioni della Supply Chain e i relativi impatti sul business non si limitano ai fornitori e clienti di primo livello, ma hanno ripercussioni sull’intera catena del valore. Di conseguenza, un efficace programma di Risk Management deve prendere in considerazione l’intero processo, dai fornitori di primo livello fino al consumatore finale, mantenendo una visibilità completa su ogni nodo.

Una visione parziale della catena non può che portare a una comprensione parziale del problema, richiedendo interventi manuali per mettere insieme informazioni provenienti da fornitori e partner di secondo e terzo livello e correlarli, con perdite di tempo prezioso che si traducono in minori ricavi e calo della soddisfazione dei clienti.

Ovviamente non è cosa semplice assicurare l’adeguato livello di visibilità tra i diversi livelli di filiera, con ciascun partner che utilizza i propri protocolli e formati. Riuscirci richiede un alto livello di commitment da parte del management e i giusti strumenti. L’utilizzo di tecnologie Cloud che permettono di gestire congiuntamente processi complessi come supply planning, ordini, inventory management e logistica, permettono alle aziende di capitalizzare i benefici di globalizzazione, outsourcing e nearshoring contenendo i rischi associati.


4) L’importanza delle piattaforme di collaborazione real-time
In un contesto che vede business globalizzati delocalizzati tra i cinque continenti, quando si tratta di risolvere con urgenza situazioni critiche i normali strumenti di comunicazione (mail, telefono, fax) sono del tutto inefficaci.

Le aziende più avanzate si affidano a strumenti di collaborazione real-time, che permettono in tempi brevi di avere una visuale completa della situazione e di prendere decisioni consapevoli. I fattori che minacciano il business, come anticipato, possono essere i più diversi: disastri ambientali, variabili macroeconomiche, improvvise variazioni della domanda.

Si tratta perlopiù di elementi esterni all’azienda, per la gestione dei quali i tradizionali sistemi ERP risultano del tutto inadeguati. Si rendono necessarie piattaforme collaborative in grado di unificare tutti i dati provenienti dai diversi livelli della filiera e di abilitare modalità di collaborazione real-time e rapide analisi di scenario.

È così per esempio possibile pensare di trasferire o dirottare determinati asset dove la domanda li richiede in quel determinato momento, o selezionare in tempi rapidi fornitori alternativi. E questo si traduce in minori carenze di materiale, stock-out e consegne in ritardo, con impatto positivo su ricavi e livello di servizio offerto.

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