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Approfondimenti

Management – Incertezza e Risk Management

Gli eventi inattesi, i cigni neri, sono per definizione imprevedibili: non c’è modo di sapere in anticipo quando avverranno, ma hanno un impatto enorme. Viviamo in un mondo dominato dagli estremi, dove l’eccezione è tutto, eppure si pretende di misurare i rischi e la probabilità degli eventi futuri, pensando che qualcosa non accadrà perchè non è mai accaduta in passato

15 Lug 2011

Ho scritto Il cigno nero perché le persone non riescono
a comprendere le dinamiche degli eventi casuali. Per definizione,
non c’è alcun modo di prevederli o di conoscere in
anticipo quando accadranno: basta pensare all’idea che
degli aeroplani possano schiantarsi su New York.

Un ex analista di Lehman Brothers pretendeva di poter misurare il
rischio. Si può misurare un tavolo, un oggetto, la temperatura.
Ma come si può pretendere di misurare la probabilità di un
evento futuro? Quello che facciamo è effettuare una stima. È
differente.

Cos’è un cigno nero? Il termine fu coniato dal poeta
romano Giovenale. All’epoca i cigni neri non erano
conosciuti, così utilizzò per primo l’espressione
“impossibile come un cigno nero”. Questo modo di dire
fu spazzato via quando l’uccello in questione fu scoperto
per la prima volta secoli dopo in Australia. Non importa quanti
cigni bianchi tu possa avere osservato. Tutta
quest’esperienza non ti aiuta a prevedere quanti potresti
incontrarne di neri e quando. Non puoi pensare che
qualcosa non accadrà perché non lo hai mai visto capitare in
passato
.

È interessante come qualcosa che si riteneva inimmaginabile
diventi prevedibile quando poi capita per davvero. Per questo
motivo esistono gli economisti. Loro capiscono tutto. Dopo che
tutto è successo. In realtà, di centinaia di migliaia di
economisti, giornalisti, uomini d’affari, esperti, solo
pochissimi hanno realmente visto arrivare la crisi. E tuttavia,
il giorno dopo la crisi milioni di economisti hanno tutti una
teoria del perché sia capitato. Dopo che un fatto si è
verificato ecco che è prevedibile. Dopo sì che c’è
sempre una spiegazione plausibile. Quando scrissi il libro
pensai: quello in cui viviamo è un mondo in cui non è richiesto
di occuparsi dei cigni neri. Capii però che in realtà
c’erano anche mondi in cui i cigni neri hanno un ruolo
predominante.

Immaginiamo due mondi, Mediocristan ed Estremistan.

A Mediocristan i cigni neri non hanno grande importanza.
Immaginiamo di mettere 1.000 persone su una bilancia e di
individuare la più pesante di tutto il gruppo. Quanto
rappresenta del totale? Lo zero virgola? A Mediocristan, se
abbiamo un campione numericamente abbastanza consistente, diverse
osservazioni del campione non fanno molta differenza. Uno shock
in un portafoglio diversificato non comporta un grosso pericolo.

Quando mangio, quante calorie posso consumare avendo appetito?
Diciamo 4.000. Quante calorie assumo in un anno? Diciamo 800.000.
Di fatto, per quanto mi ingozzi, stasera farò
un’assunzione di cibo modesta rispetto al valore
sull’anno. Potrò sempre mettermi a dieta e recuperare la
forma.

Ma se parliamo di ricchezza e non di peso, questo ragionamento
non vale. Quando ero un trader sono andato in Borsa a Chicago e
un vecchio collega mi ha detto: quel signore è Joe. Joe ha
guadagnato 7 milioni in 7 anni, poi ha perso 7 milioni in 7
secondi. Ora abbiamo capito che ricchezza e chili non sono la
stessa cosa, come a Mediocristan sarebbero portati a pensare.

Parliamo allora di ricchezza e non di peso: selezioniamo un
campione rappresentativo della ricchezza di tutto il mondo.
Prendiamo l’uomo più ricco, anziché il più pesante.
Quanto, della ricchezza totale, costui rappresenta? Uno zero
virgola? No. Moltissimo. Ecco, questo è Estremistan, il posto
dove noi viviamo. L’economia mondiale “abita”
ad Estremistan. Gli economisti del governo americano non
capiscono la differenza.

Il nostro mondo è dominato dagli estremi,
l’eccezione è tutto
. Possiamo fare altre esempi.
Ogni anno vengono pubblicati 20.000 nuovi titoli in lingua
inglese. Quanti di questi rappresentano almeno metà del venduto?
A volte 10. Alcuni anni 5. Altri 35. Dipende se una signora
inglese che scrive libri per bambini quell’anno è stata
attiva. In Borsa in America, abbiamo 12.000 società quotate. A
rappresentare metà del capitale sono di solito fra le 50 e le
400.

Per governare un mercato di questo tipo, dobbiamo perciò
utilizzare dei mezzi speciali. Se a Mediocristan abbiamo delle
oscillazioni, delle variazioni regolari, in Estremistan si
verificano dei picchi.

Ciò mi ricorda il problema del tacchino, che viene nutrito
amorevolmente tutto l’anno dal suo macellaio, poi, due
giorni prima del Giorno del Ringraziamento, accade un evento
incredibile. Una vera sorpresa per il tacchino, non certo per il
macellaio. Per il tacchino, è certamente un cigno nero. Noi non
siamo tacchini. Ma lo siamo stati in passato. In finanza, se
produco valore per 10-11 anni consecutivamente, mi farò certo
apprezzare. Poi un giorno accade un evento di grande portata,
imprevedibile. “Caro investitore, questi eventi sono stati
una sorpresa per te come per noi”, si legge in lettere
pubblicate 10 anni fa. Come potete constatare, non vi è stata
una grande evoluzione linguistica di recente.

Perché il sistema bancario ha perso tra i 3 e i 5 miliardi di
dollari, cioè più di quanto abbia mai guadagnato nella storia?
Il vero motivo è che gli operatori hanno un incentivo annuale
per generare profitti, ma quando perdono denaro nessuno glielo
chiede indietro. Il capitalismo non significa fare profitti senza
mai avere delle perdite. L’asimmetria, semmai, è che le
perdite dovrebbero sempre corrispondere ai profitti. In realtà,
questo non è il caso di un sistema come il nostro.

Nel 1982, a fronte delle perdite subite, le banche americane
furono nazionalizzate da Ronald Reagan. Non è un comportamento
tipico dell’America, ma vista la situazione optarono per la
prima volta per questa soluzione. Nel 1991 ci fu un’altra
grave crisi, quella delle dotcom. E poi il 2007-2008. Ben
Bernanke pensò che non vi fosse rischio nel sistema usando il
metro di Mediocristan. Alan Greenspan andò al Congresso degli
Stati Uniti a dire che eventi simili non erano mai avvenuti in
passato… Certo. Qualsiasi grande evento nella storia non
ha precedenti. Come ha scritto Lucrezio “ma è così anche
per un fiume che appaia il più grande a chi non ne abbia visto
prima un altro ancora più grande”.

Perché è avvenuta la crisi e quali ne sono state le ragioni?
Possiamo vivere in un mondo più sicuro, al riparo dai cigni neri
in un mondo così complesso, dove Internet ha abbattuto qualsiasi
distanza? Dobbiamo anzitutto evitare
l’indebitamento, che invece è in pericolosa ascesa. Al
debito, non piace l’imprevedibile
. Se ho un
progetto in cantiere che penso potrà rendermi il 6% una volta a
regime, posso prendere a prestito al 4% per finanziarlo, e in
futuro avrò vita facile. Ma se mi indebito troppo e a causa di
un evento imprevisto il mio guadagno non va oltre l’1%, è
la bancarotta. Meno siamo in condizione di prevedere, meno debiti
dovremmo contrarre.

I RISCHI DEI SISTEMI OTTIMIZZATI E
SPECIALIZZATI

Dovremmo anche stare attenti ai sistemi ottimizzati, prendendo
esempio da Madre Natura. Per gestire i cigni neri, ha disegnato
l’homo sapiens con due polmoni e due reni. Un economista lo
riformerebbe, dicendo che c’è ridondanza, e che un polmone
e un rene possono essere messi sul mercato per generare
liquidità. Ma per l’uomo, in pratica, è come essere
assicurato. In più, siamo onnivori, mentre gli elefanti
banchettano solo a insalata e i leoni a carne. Noi non siamo
specializzati, e così dovrebbero essere le nostre attività.
Tutto il nostro operato è improntato
all’ottimizzazione. Ma più si costruisce un sistema
ottimizzato, più esso risulta vulnerabile
.

Nella storia del pensiero economico le teorie di Ricardo sul
vantaggio comparativo occupano un posto particolare: anche se si
produce vino o abiti meglio del vicino, converrebbe
specializzarsi nel prodotto rispetto al quale si gode di un
vantaggio comparato. Il problema è che concentrandosi su pochi
prodotti aumenta la fragilità. Trovo contrario all’etica
insegnare la teoria del vantaggio comparato senza mostrare agli
studenti immagini dell’Irlanda dopo la carestia delle
patate, quando milioni di persone sono morte e altri milioni
hanno dovuto emigrare in America. Serve a rendersi conto di che
cosa può provocare una monocultura. Pensiamo a certe antiche
civiltà dell’America Latina: basta un raccolto cattivo per
compromettere tutto. Così, ogni volta che si opta per
l’iperspecializzazione, è importante essere ben consci dei
rischi
. Se uccidiamo un elefante, in qualche parte del
mondo, non distruggiamo l’economia elefantina. Ma in
presenza di evidenti interconnessioni, il sistema viene scosso,
come quando il 14 settembre 2008 abbiamo ucciso un’azienda,
la Lehman Brothers ed è iniziata la crisi economica.

La natura ci fornisce molti esempi di ridondanza, di mancanza di
iperspecializzazione e della necessità di evitare le cose di
dimensioni troppo grandi. In Africa osservando gli elefanti, si
nota nei branchi la presenza di soggetti anziani, matriarche non
più feconde, che però godono di grande autorità. Il motivo è
che non potendo scrivere hanno bisogno di figure di esperienza
per poter tramandare i paradigmi. La parola “senatus”
in latino vuol dire vecchio, “sheick” in arabo vuol
dire uomo anziano: gli antichi rispettavano la saggezza tacita.

Se visitate una libreria in America e cercate lo scaffale
tematico per management e business, troverete titoli che
cominciano tutti con “Come…”; Come diventare
miliardari, come avere successo… Non ci sono prove
empiriche che funzionino. Gli autori non sono quasi mai la prova
vivente. Avete piuttosto mai trovato dei libri intitolati
“Come mi sono impoverito”? Evitare di fare errori è
uguale a fare soldi e per giunta è anche più facile da
realizzare. Non perdere un milione di dollari equivale a
guadagnarne uno. Se convincete una persona a smettere di fumare,
avrete salvato più vite di tutto il sistema della ricerca e di
quello della prevenzione. Il consiglio negativo – non fare
qualche cosa – è stato un tabù per molto tempo. I medici
hanno continuato ad uccidere i pazienti fino a quando non hanno
cominciato a scambiarsi raccomandazioni sul non fare. Agli inizi
del Novecento, entrando in un ospedale, si quadruplicavano le
possibilità di morire e non è stata la penicillina a cambiare
le cose. Così, gli elefanti anziani sanno spiegare agli altri
animali cosa non devono fare. Soltanto la religione è riuscita a
imporre con successo consigli negativi. I 10 comandamenti per
buona parte sono cose da non fare.

Nel nostro mondo servono regole, ma serve anche
l’autorevolezza per farle applicare. Questa è la
conoscenza euristica che viene dalla società. Tramandare i
consigli da una generazione a un’altra. Evitare i debiti.
Come si fa allora generare ricchezza senza pericolo? Piuttosto
che avere un portafoglio di 100 euro con un rischio medio,
investiamone 80 a rischio zero, e 20 a rischio massimo. Così si
sarà assai più robusti. Camminare lentamente è meglio che fare
delle corse. Forti di un 80% di investimento che, comunque vada,
vi darà da mangiare, vi consente di rischiare senza troppe
paranoie e senza farvi spaventare dalle incertezze.

La paranoia è la migliore gestione del rischio.
Immaginiamo due fratelli in due divisioni di business analoghe:
uno è iperprudente, e guadagna 2 dollari per azione,
l’altro è spregiudicato, corre rischi e guadagna il
doppio, 4 dollari per azione. Chi sopravviverà sul mercato
secondo voi dopo 20 anni? Il primo o il secondo? Il secondo no,
statene certi, perché ci sarà prima o poi un dissesto. Un cigno
nero. Eppure il mercato azionario ama proprio lui. Se il fratello
non fallisce, comprate la sua attività. La gente sottovaluta il
valore di avere della liquidità quando gli altri sono troppo
indebitati. La ricchezza dei Kennedy deriva dall’avere
avuto liquidità disponibile durante la Grande Depressione, che
gli ha permesso di comprare case. I paranoici non soltanto
sopravvivono ma prosperano. Saranno ancora lì quando tutti gli
altri saranno stati decimati. Come dice il banchiere: i buoni
prestiti sono quelli che vengono stipulati in tempi difficili.

Estratto dall’intervento di Nassim Taleb in occasione
del World Business Forum 2010. Il World Business Forum riunisce
annualmente i maggiori esperti mondiali di management e i leader
del nostro tempo per riflettere sui temi strategici per il futuro
del business. L’ottava edizione italiana si terrà il 9 e
10 novembre 2011 a Milano: Tony Blair, Joseph Stiglitz, Daniel
Goleman, Charlene Li tra gli speaker più attesi.

Tutti i
dettagli su www.wbfmilano.com

 

 

Da sapere

Chi è Nassim Taleb

Nicholas Taleb è autore di libri fondamentali nel campo della
probabilità, dell’assenza e dell’analisi del
rischio: Fooled by Randomness e il fenomeno editoriale Il
cigno nero, come l’improbabile governa la nostra vita, cui
ha fatto seguito Robustezza e fragilità. Che fare? Il Cigno nero
tre anni dopo
.

Saggista, epistemologo, ricercatore ed esperto di finanza, Taleb
è una voce autorevole nel campo del risk management. Casualità
e incertezza sono per lui un’ossessione.

È Visiting Professor alla London Business School, tra i
direttori del Decision Science Laboratory e Distinguished
Professor di Risk Engineering al Polytechnic Institute della New
York University. Dopo oltre vent’anni di lavoro sui
derivati di istituti finanziari come CSFB, UBS, BNP-Paribas e
Bankers Trust, Taleb ha rivolto la sua attenzione alle ricerche
in ambito psicologico, filosofico, finanziario e innovativo.
Taleb ha conseguito una laurea e un master all’Università
di Parigi e ha completato i suoi studi con un MBA conseguito alla
Wharton School della University of Pennsylvania.

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