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Interviste

Le priorità dei CIO per il 2012 – Intervista a Roberto Fonso, Direttore Information Technology Banca Popolare di Milano

Spazio alle innovazioni “visibili” per rinnovare l’immagine

01 Feb 2012

Banca Popolare di Milano è una delle principali banche popolari
italiane. Focalizza la sua attività sulla clientela retail,
sulle piccole e medie imprese e sui prodotti di risparmio
gestito. La Banca Popolare di Milano è un
gruppo bancario sviluppato su base interregionale e conta
più di 47 mila soci
.

Secondo Roberto Fonso, CIO della banca, nel 2012 ci sarà lo
spazio per apportare innovazioni che possano riguardare anche
l’immagine dell’azienda sia verso l’interno sia
verso il cliente. «Se si vogliono cambiare i processi o la
complessità dell’infrastruttura – spiega il manager – non
si può infatti trascurare l’aspetto visual, anche se nel
settore bancario, purtroppo, la pressione normativa permane e
rende più complessa ogni trasformazione: quando l’azienda
cerca di efficientare i processi, incontra infatti spesso una
nuova norma che rende l’intervento più difficile».

Buona parte degli investimenti ICT di BPM è destinato
all’evoluzione dei sistemi per compliance alla normativa.
Sono sempre presenti inoltre progetti di cambiamento interni alla
banca in due ambiti principali: rivolti allo sviluppo del
business corrente e dei nuovi prodotti e quelli riguardanti
l’efficientamento dell’organizzazione e dei processi,
tramite il rinnovamento tecnologico. Si tratta dunque di
bilanciare investimenti di lungo periodo
, che restano
necessari per mantenere aggiornate le architetture, con
interventi visibili e di breve periodo, i cosiddetti quick-win, e
di impatto sul Business.

«Per un informatico – continua Fonso – il risultato
ideale sarebbe quello di trovare un intervento che si faccia in
breve tempo e che nello stesso tempo sia di grande effetto.
Purtroppo questi risultati si ottengono piuttosto raramente, e
spesso bisogna fare investimenti significativi per avere
interventi duraturi che portino benefici negli anni, di cui a
volte non è facile dimostrare il ritorno economico».

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