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Focus

Le due vie che portano le aziende verso l’eInvoice a norma di legge: dematerializzazione e scambi di documenti in formato strutturato (EDI e non EDI)

L’adozione di soluzioni riconducibili alla fatturazione elettronica, ancorché un fenomeno tuttora limitato, è in forte espansione in Italia. Questo è…

01 Giu 2009

L’adozione di soluzioni riconducibili alla
fatturazione elettronica, ancorché un fenomeno tuttora limitato,
è in forte espansione in Italia
. Questo è quanto
emerge dall’ultima
Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e
Dematerializzazione
della School of Management del
Politecnico di Milano
. Due sono gli insiemi di imprese
che si stanno avvicinando alla fatturazione elettronica partendo
da punti di vista piuttosto diversi, per storia e presupposti
culturali.

Da una parte, vi è il mondo delle aziende che scambiano
con i loro clienti e/o fornitori – in alcuni casi da molti anni –
documenti del ciclo commerciale in formato elettronico
strutturato
. Sono circa 7.000 le imprese inserite in
“filiere” che hanno sviluppato e utilizzano formati
elettronici strutturati standard (EDI) e quasi 35.000 le imprese
che, invece, utilizzano formati proprietari (non EDI in senso
stretto). A queste imprese si aggiungono quegli ecosistemi che si
creano intorno ai portali Web di alcuni “leader di
filiera”
, una cinquantina circa secondo le stime
del Politecnico, per altre circa 15.000 imprese complessivamente
coinvolte. Circa un terzo di queste 60.000 imprese
scambia con i partner commerciali il documento fattura in formato
elettronico strutturato
, risultando quindi già molto
“vicina” alla realizzazione del paradigma della
fatturazione elettronica a norma di legge. È questo, quindi, un
fenomeno tutt'altro che piccolo – sebbene, a oggi,
concentrato in alcuni settori – e tutt'altro che
“vecchio”: sta crescendo a tassi elevati sia
il numero di aziende interconnesse sia la tipologia e i volumi di
documenti scambiati
.

Dall'altra parte, si hanno le circa 2.000 aziende che
hanno iniziato ad affrontare il tema della fatturazione
elettronica a partire dai modelli di conservazione sostitutiva
delle fatture
(attive, passive o entrambe). Il salto
verso modelli più evoluti – e 20 volte più remunerativi
– dipende, però, dalla capacità che avranno queste
aziende di assumere la prospettiva dell'integrazione di
processo.

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