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Collaboration

Le Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna unificano la comunicazione

Telepresence e sistemi di videoconferenza abbattono i costi dei training interni e facilitano la condivisione delle competenze professionali

11 Lug 2013

Redazione

La Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna ha integrato in un’unica architettura di comunicazione e collaborazione tutte le sedi e le filiali bancarie.

Attiva dal 1970 con sede a Bologna, la Federazione che comprende le Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna e della Repubblica di San Marino, raccoglie 22 banche distribuite sul territorio regionale, dislocazione questa che ha evidenziato l’esigenza di abbattere i costi derivanti dall’organizzazione dei numerosi training interni e di rendere più accessibile la condivisione delle competenze professionali.

Così a partire dal 2009, per ottimizzare il sistema di formazione dei dipendenti e partner, la Federazione ha avviato e portato a termine un progetto che, oltre a rispondere alle necessità originarie, ha dato vita a una vera e propria piattaforma collaborativa, basata sulla soluzione Cisco comprensiva di sistemi di Telepresence e di applicativi quali WebEx e Jabber che permettono da remoto su qualunque dispositivo desktop o mobile connesso alla rete. La portabilità di questi sistemi su dispositivi anche personali, come i PC, tablet e smartphone consente la massima flessibilità di utilizzo e la possibilità di partecipare a conferenze, seminari o semplici conversazioni ovunque ci si trovi, anche grazie ad un sistema di streaming di contenuti per consentire la visione on demand e in differita delle sessioni di training erogate via videoconferenza.

Ritorni dell’investimento in sei mesi

A dimostrazione dell’efficacia del progetto il Responsabile del servizio Organizzazione e Innovazione della Federazione, Andrea Clementi, ha dichiarato: «A fronte di ogni evento organizzato tramite Telepresence e videoconferenza, abbiamo misurato le implicazioni riguardanti la trasferta evitata da ogni partecipante, considerando il costo in relazione alla sua qualifica e al tempo che vi avrebbe dedicato, calcolando così il valore dell’iniziativa. In sei mesi l’investimento per l’intera infrastruttura è stato completamente ripagato».

In occasione di uno dei seminari che sono stati organizzati, che ha visto la partecipazione a distanza di oltre 200 persone, il valore generato dall’utilizzo dei sistemi di videoconferenza è stato di oltre € 90 mila, considerando in media € 450 a persona (100 euro di viaggio, 300 euro per ore di viaggio non lavorate e 50 euro di diaria). Facile immaginare il valore di tutte le attività annuali di questo tipo, senza contare che su queste basi è più spontanea l’organizzazione e l’adesione, visto il minor impatto economico e organizzativo. La possibilità di organizzare meeting virtuali ha portato risparmi via via crescenti – in termini di costi di viaggi e tempi di trasferta – risalendo gerarchicamente le cariche: 1.400 euro per 20 impiegati di primo livello distribuiti su un territorio del raggio di 50 km, 5.000 euro per 20 persone con qualifica quadro direttivo su un raggio di 150 km, 15/20mila euro per 20 Direttori che necessitano di incontrarsi con funzionari a Roma.

Non meno rilevanti i benefici legati all’aumento della produttività grazie alla collaborazione tra team remoti, alla creazione di gruppi di lavoro, ai servizi di corporate TV per comunicazioni interne. «Con la Collaboration si aiutano le persone a cambiare il loro modus operandi e i processi», aggiunge Clementi. «Il riscontro è talmente elevato che in alcune occasioni dobbiamo limitare la partecipazione agli eventi tramite videoconferenza perché altrimenti rischiamo di invitare ospiti di rilievo a parlare in una sala vuota».

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