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Case study

La virtualizzazione di 3 Italia

L’operatore di TLC ha avviato un progetto di standardizzazione dell’architettura e virtualizzazione e consolidamento delle applicazioni. Obiettivo: ridurre il numero di data center e limitare costi di operation e consumi energetici

27 Set 2012

3 Italia è stato il primo operatore al mondo a lanciare su scala commerciale il servizio UMTS nel 2003. L’azienda, che fa parte del gruppo Hutchison Whampoa Ltd (HWL), una compagnia tra le prime 500nella classifica di Fortune e una delle più grandi imprese quotate alla borsa di Hong Kong, nel 2011 ha registrato un fatturato di 1,8 miliardi di euro e, oggi, offre un’ampia gamma di servizi di comunicazionemobile, Internet e TV in mobilità a più di 9,2 milioni di clienti.

3 Italia ha avviato il progetto Cloud per diminuire il TCO (impatto finanziario) dell’infrastruttura attraverso la standardizzazione dell’architettura, la virtualizzazione e il consolidamento delle applicazioniper diminuire il numero dei Data Centre, ridurre i consumi energetici ed i costi di O&M(Operations and Maintanance) attraverso l’utilizzo di strutture off-shore.

Un modello Private Cloud

L’operatore di TLC ha indetto un bando di gara, durato circa 6 mesi, per identificare il fornitore e la famiglia tecnologica di riferimentoda utilizzare per la virtualizzazione dell’infrastruttura. La modalità di erogazione dei servizi infrastrutturaliprevede la fornitura di capacità elaborativa e storage secondo un modello Private Cloud.

L’implementazione di tale modello richiede un progetto di trasformazione delle applicazioni che, virtualizzate,permettono la riduzione di spazi e di energia grazie alla diminuzione del numero dei server fisici. La scelta di avvalersi di un unico fornitore e di un’unica famiglia tecnologica di soluzioni Cloud hapermesso a 3 Italia, non solo di fare efficienza, ma anche di essere più flessibile nell’utilizzo delle risorse infrastrutturali.

I vantaggi del Cloud

La frammentazione tecnologica prima della realizzazione del progetto imponeva che, all’aumentare della domanda di capacità elaborativa richiesta da una specifica applicazione,l’azienda dovesse approvvigionarsi di macchine dedicate determinando, nel tempo, un sottoutilizzo della capacità complessiva allocata (applicazioni appartenenti a famiglie tecnologiche diverse non potevano condividere le stesse risorse).

L’approccio Cloud permette invece di essere maggiormente flessibili e di utilizzare in maniera più efficiente tutte le risorse allocate. Anche il modello di provisioning di nuova capacità elaborativa è estremamente efficiente grazie all’utilizzo di un’infrastruttura standard uguale per tutte le applicazioni e che consente l’allocazione di capacità in maniera estremamente dinamica tra un’applicazione e l’altra in funzione delle necessità elaborative.

3 Italia ha avviato il progetto di evoluzione delle applicazioni nella direzioneSaaS (Software as a Service), identificando all’interno del parco applicativo le isole con lecaratteristiche (SLA di disponibilità e criticità per il business) potenzialmente candidabili.

Gli impatti sull’organizzazione

Il progetto ha portato inoltre dei cambiamenti nell’organizzazione interna della direzione IT in termini di competenze richieste: si è passati da un modello tradizionale, basato sull’approvvigionamento di hardware e di software, a una situazione in cui è richiesta la capacità di governare un modello a capacity private Cloud, basato su KPI infrastrutturali (consumo, disponibilità risorse) e su modelli di crescita predittivi dell’infrastruttura. I modelli operativi di gestione dei fault infrastrutturali e le regole di ingaggio delle terze parti sono radicalmente cambiati, in quanto non si basano più sulla disponibilità del singolo componente infrastrutturale, ma sulla disponibilità dei servizi di business.

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