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La digitalizzazione? Per ora limitata a singole aree. Ma è l’Italia che ci crede di più

Il 58% delle aziende italiane ha avviato un processo di trasformazione digitale, più della media mondiale, ma solo l’1% ritiene che sia un fenomeno che coinvolge tutti i suoi processi. Le iniziative si concentrano sull’area Mobile molto più che su quelle Web, Social e IoT, e su singole aree: sviluppo prodotti, efficientamento del personale, integrazione con i fornitori. I responsi di un’indagine Freeform Dynamics per conto di CA Technologies

22 Nov 2015

Annalisa Casali

Le aziende che hanno puntato davvero sull’innovazione digitale, secondo recenti stime, possono arrivare addirittura a raddoppiare il fatturato e a incrementare i profitti del 250% rispetto a quelle più restie al cambiamento. Sono dati però non molto conosciuti, a quanto si deduce da un’indagine commissionata da CA Tecnologies a Freeform Dynamics, condotta su 1442 dirigenti e responsabili IT di 16 nazioni (compresa l’Italia) e 9 settori diversi. Il report mette in luce come l’esigenza di una maggior digitalizzazione dei processi aziendali sia sentita dai più che, tuttavia, spesso faticano a metterla in pratica in azienda.

Il dato più sconcertante che emerge dallo studio ‘Exploiting the Software Advantage, Lessons from Digital Disrupters’ è che solo il 4% del campione mondiale (l’1% nel Bel Paese) ritiene che la digitalizzazione sia un fenomeno che investe l’azienda nel suo complesso, lungo tutti i suoi processi.

I direttori IT e i manager delle aziende nostrane sembrano essere i più affascinati dal fenomeno: il 58% del campione, contro una media europea del 56% ha, infatti, avviato un processo di trasformazione digitale. Nonostante il forte desiderio di digitalizzazione, tuttavia, le imprese tricolori hanno fatto poco o nulla per mettere in campo le innovazioni tecnologiche necessarie a supportare una tale trasformazione.

Sono piuttosto reticenti a implementare applicazioni e servizi web based e solo il 15% (la percentuale più bassa in Europa) ritiene che questo tipo di tecnologia sia fondamentale per lo sviluppo del proprio business. Lo stesso vale per le tecnologie Mobile e wireless, ritenute cruciali per creare o rafforzare il legame con il cliente solamente nel 20% dei casi (anche in questo caso l’Italia è fanalino di coda in Europa).

A far da contraltare a questa generale tendenza a sottovalutare l’impatto sul business delle iniziative di digitalizzazione ci sono i dati relativi ai cosiddetti ‘digital disrupter’ che, invece, in questo nuovo corso dell’IT ci hanno creduto e investito da subito, stravolgendo a vari livelli i processi aziendali con l’obiettivo di digitalizzarli. Le aziende tricolori che hanno un buon livello di digitalizzazione dei processi hanno già riscontrato o si attendono di conseguire una maggior fidelizzazione dei clienti (il 79%), un incremento del fatturato (il 75%) e del numero dei clienti (sempre 75%).

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L’approccio delle imprese nostrane alla digitalizzazione dei processi sembra, quindi, essere (al contrario di quanto dichiarato) di tipo meramente tattico, non strategico. Le iniziative digitali di maggior successo sono, infatti, quelle relative allo sviluppo di prodotti e servizi (88% del campione italiano), all’efficientamento della forza lavoro (81%) e quelle tese alla miglior integrazione con fornitori e partner (81%).

Prevale il desiderio di digitalizzarsi (il 58% delle organizzazioni del nostro Paese, poco sopra il 56% della media europea) anche se quasi tutte le realtà più innovative sono concentrate nei settori TLC (23%), elettronica di consumo e commercio (16%), servizi finanziari (14%).

Ancora molto c’è da fare per sfruttare le tecnologie digitali con l’intento migliorare i rapporti con i clienti. L’uso dei social network è ritenuto fondamentale solo per un’azienda italiana su 10 (contro il 26% del campione). Maggior chiarezza c’è, invece, sul ruolo che investe il Mobile nel trovare nuovi clienti e migliorare la customer retention. In Italia, il 20% degli intervistati attribuisce a smartphone e tablet un ruolo critico in questo senso, il 45% lo ritiene rilevante. La digitalizzazione in azienda sembra, quindi, legata soprattutto alle tecnologie Mobile, molto meno a tutto quel che riguarda le applicazioni web based, l’IoT o i dispositivi wearable.

«In Italia – spiega Michele Lamartina, Coutry Leader di CA Technologies Italia –, è sullo sviluppo di prodotti e servizi che la digital transformation sta mostrando i suoi benefici, anche se il suo impatto, in media, investe una o due aree aziendali al massimo. Un dato significativo che ermerge dallo studio è che c’è molto interesse sui nuovi modelli di sviluppo e rilascio del software, come DevOps, che favoriscono collaborazione, comunicazione e integrazione tra sviluppatori, personale IT e addetti alle operation».

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