Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Scenari

L’eCommerce e le consegne: le tendenze e i servizi innovativi in Italia e all’estero

I maggiori operatori italiani del settore stanno provando a superare i limiti della spedizione a casa con servizi a valore aggiunto (consegna su appuntamento, al sabato, nei “locker”). E per l’estero scelgono tra tre opzioni. Intanto Amazon in USA offre il “same day” e brevetta il “predictive shipping”, Asos il monitoraggio in tempo reale in UK, e Volvo pensa alla “roam delivery” nel baule dell’auto. Un’analisi dell’Osservatorio B2c del Politecnico di Milano

28 Ott 2014

Redazione

L’eCommerce B2c, cioè verso il consumatore finale, continua a registrare forti crescite in Italia: è di pochi giorni fa il report 2014 dell’Osservatorio omonimo del Politecnico di Milano che registra per quest’anno un incremento del 17% delle vendite online dei siti web italiani, per un valore complessivo che ha ormai raggiunto i 13,3 miliardi di euro.

Uno degli elementi che più influiscono sul livello di soddisfazione di chi acquista online, si sa, è il processo di consegna. È quindi interessante approfondire le considerazioni dell’Osservatorio sulle più recenti evoluzioni in questo campo, e sulle soluzioni logistiche dei siti italiani che fanno export. Gli operatori dell’eCommerce italiano, scrive l’Osservatorio, stanno provando a superare i limiti della consegna a casa mediante l’offerta di servizi a valore aggiunto, come la consegna su appuntamento, al sabato, o con i “locker”, i distributori automatici di ultima generazione che consentono la consegna e il ritiro di merci e documenti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

 Problema della mancata consegna, la soluzione è il “Locker”?

Più in dettaglio, il censimento condotto dai ricercatori del Politecnico di Milano su 80 operatori attivi in Italia nel commercio online di prodotti evidenzia che la consegna al piano, in punto vendita, e in un giorno definito sono i servizi più diffusi (adottati da circa il 40% del campione). Seguono la consegna al sabato (adottata da un merchant su 5, soprattutto nei comparti Grocery e Informatica/elettronica di consumo), e la consegna entro le 12 del giorno successivo all’ordine, offerta da poco più del 15% dei merchant del campione, in prevalenza nei comparti Grocery, Fiori e Lavanderia.

I parcel lockers sono stati adottati da due operatori – ePrice e SaldiPrivati – che, grazie alla collaborazione con TNT Express, consegnano la merce servendosi di circa 50 locker sul territorio nazionale. A breve sarà disponibile anche la soluzione DHL, con la sua versione di parcel locker (Packstations). «Se si diffondessero in modo da coprire capillarmente il territorio (almeno alcune aree), i parcel locker potrebbero essere una valida alternativa all’home delivery classica, superando il problema della mancata consegna grazie alla possibilità di ritirare i prodotti 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, senza alcuna interazione con gli addetti alla consegna», spiega l’Osservatorio.

Le innovazioni “di frontiera” sono all’estero

I servizi più innovativi però stanno emergendo all’estero. I ricercatori del Politecnico segnalano alcuni casi “di frontiera”, come la consegna “same day” di Amazon (in USA, UK, e in Spagna, a Madrid), Argos e Karen Millen in UK, e Flipkart in India, e vari tipi di servizi di monitoraggio della consegna. Due esempi sono il “live tracking” offerto da Asos in UK, che consente la verifica della posizione del pacco con un ritardo massimo di 30 minuti, e il Click&Collect di Waitrose, con box termoregolati per consegnare in maniera automatica anche i prodotti surgelati.

Altri casi poi sono ancora più sperimentali, e lontani dall’essere applicati. Un esempio è il “roam delivery”, ossia la consegna itinerante nel baule dell’auto, proposto da Volvo. Grazie a un meccanismo di chiavi digitali, sarà possibile far aprire il baule dell’auto al corriere che vi potrà lasciare il prodotto ordinato online. Un secondo è il brevetto depositato da Amazon per il “predictive shipping”, ossia la spedizione preventiva, prima ancora dell’effettivo ordine, in aree laddove ci si aspetta che vengano ordinati particolari prodotti (perché visti online più volte o messi nella wishlist), nel tentativo di offrire un tempo di consegna più ridotto.

Quanto ai siti italiani con una regolare attività di esportazione, le soluzioni logistiche per supportare le consegne all’estero sono diverse, in funzione sia dai mercati serviti (distanza, dazi, barriere normative) che dai prodotti commercializzati. Più precisamente, dall’analisi dell’Osservatorio emerge che le soluzioni più praticate sono tre.

Le soluzioni per l’estero: consegne dal magazzino italiano, distributori in loco, o magazzino in loco

La prima, che consiste nel servire i mercati di sbocco dal magazzino italiano, è utilizzata prevalentemente per raggiungere i Paesi europei. L’hanno adottata alcuni operatori nel comparto Abbigliamento come Intimissimi, LiuJo, Max Mara e YOOX Group, e nel Food&Wine, come Eataly e Wineshop. I tempi di consegna sono lunghi, i costi di home delivery alti, ma non sono richiesti né investimenti in infrastrutture né immobilizzo di stock in altri magazzini.

La seconda, che consiste nel servire paesi stranieri attraverso distributori in loco, è utilizzata, oltre che per avere un lead time di consegna competitivo, anche per superare eventuali barriere legali/normative (o in alcuni casi protezionismo), come nel caso dell’esportazione di alcoolici e di profumi. È utilizzata da alcuni player che vendono vino negli Stati Uniti e da operatori che esportano in paesi come Turchia, Russia e Cina.

La terza alternativa consiste nel servire i mercati esteri attraverso un magazzino in loco, che può essere gestito in outsourcing o internamente in funzione della fase di maturità dell’iniziativa in quel Paese e/o delle decisioni di variabilizzazione dei costi. Rispetto all’alternativa precedente, questa consente un maggior controllo sulle prestazioni, visto il presidio diretto del merchant sulla struttura logistica. Non sono in molti a utilizzarla, poiché pochi hanno oggi aggredito mercati stranieri in maniera convinta. Tra questi si segnalano YOOX Group in USA e Giappone, Eataly in USA, e Panini in Francia, USA e Brasile.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5