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certificazioni di qualità

ISO 9001 e IATF, metodologie per adeguarsi alle nuove revisioni: un caso concreto

Un lavoro di tesi, supportato dal Laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia, ha messo a punto procedure e strumenti per facilitare il recepimento della ISO 9001:2015 e della IATF 16949:2016 in UFI Filters SpA, specialista di progettazione e produzione di sistemi di filtrazione per il settore Automotive

07 Mag 2018

Due importanti standard per la certificazione del sistema di Gestione Qualità sono stati rivisti negli ultimi anni: le normative ISO 9001 e IATF. La IATF in particolare è stata pensata specificamente per le supply chain del settore automobilistico, per cui le revisioni di questi standard hanno comportato importanti cambiamenti di processo in particolare nelle aziende di tale settore per conformarsi ai nuovi requisiti.

Un lavoro di tesi, supportato dal Laboratorio di Ricerca Rise dell’Università degli Studi di Brescia, ha approfondito il processo con cui questi cambiamenti sono stati recepiti nell’azienda UFI Filters SpA, specialista di progettazione e produzione di sistemi di filtrazione per il settore Automotive con sede a Porto Mantovano, e parte del gruppo omonimo con 3800 dipendenti, 17 stabilimenti e prodotti distribuiti in 70 paesi in tutto il mondo.

La ISO 9001:2015 è uno standard certificabile che stabilisce i criteri per il Sistema di Gestione per la Qualità di una qualsiasi organizzazione, a prescindere da settore e dimensioni. le aziende e organizzazioni certificate ISO 9001 sono oltre un milione in 170 paesi.

Questo standard si basa su una serie di principi che riguardano l’orientamento al cliente, la motivazione e l’implicazione del top management, l’approccio per processi, e il miglioramento continuo.

Le principali novità nella revisione 2015, rispetto alla precedente ISO 9001:2008, sono nelle aree Contesto dell’organizzazione (l’organizzazione ha individuato i fattori interni ed esterni rilevanti per il suo “contesto” e che influenzano la sua capacità di raggiungere i risultati previsti dal suo Sistema di Gestione per la Qualità?); Esigenze e aspettative delle parti interessate; Leadership e impegno (l’alta direzione ha dimostrato la propria leadership e il proprio impegno nei confronti della gestione della qualità?); Azioni per affrontare rischi e opportunità; Conoscenza organizzativa (l’organizzazione si adopera per acquisire e conservare le conoscenze necessarie per un efficace funzionamento dei propri processi e per assicurare la conformità di prodotti e servizi?); Deregolamentazione dell’obbligo di documentazione.

Quanto a IATF, la International Automotive Task Force 16949:2016 (1a edizione) rappresenta un documento caratterizzato da un forte orientamento al cliente. Incorpora tutti i requisiti della ISO 9001, aggiungendone una serie di ulteriori requisiti specifici per la catena di fornitura del settore Automotive. Questo standard è stato creato dall’International Automotive Task Force (IATF) con l’obiettivo di armonizzare i diversi sistemi di valutazione e certificazione a livello mondiale circa la catena di fornitura per il settore automobilistico.

Il conseguimento di queste certificazioni aiuta un’organizzazione a validare la sua capacità di fornire costantemente prodotti e servizi in linea con i requisiti del cliente e a mantenerne alta la soddisfazione attraverso l’applicazione efficace del Sistema di Gestione Qualità. La transizione ai nuovi standard assicura tra l’altro una migliore efficienza dell’interfacciamento fra diversi stabilimenti produttivi, mentre la IATF 16949 in particolare aiuta a emergere in un mercato altamente competitivo come quello Automotive.

Durante lo svolgimento dell’attività di tesi presso UFI Filters – come spiega un articolo su EconomyUp firmato da Guido Lorenzini, Quality System Engineer di UFI Filters Group, e Marco Ardolino del Laboratorio Rise – sono state definite specifiche metodologie e strumenti per soddisfare i nuovi requisiti, come ad esempio l’individuazione del contesto e delle parti interessate e l’analisi dei rischi e delle opportunità aziendali.

L’analisi SWOT per l’individuazione del contesto

Per l’analisi del contesto e l’identificazione degli stakeholder, come richiesto dalle sezioni 4.1 e 4.2 della ISO 9001:2015, è stato creato un documento come allegato al manuale del sistema qualità. In questo documento si trova un’Analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities e Threats) che si sviluppa in diverse categorie di fattori e una Matrice, che mostra come le tutte parti interessate individuate interagiscono con questi fattori.

L’analisi SWOT è stata suddivisa nelle seguenti categorie di fattori: ambiente ed ecologico, economico e giuridico, mercato e tecnologia, qualità e catena di fornitura, geografico, politico ed etico, marchio, risorse umane e struttura organizzativa. Tale suddivisione è pensata per rendere il documento più ordinato e leggibile e facilitare la comprensione e contestualizzazione degli elementi identificati.

L’UFI Risk Tool per valutare rischi e opportunità

Per rispondere invece alle clausole 6.1.1 e 6.1.2 della ISO 9001:2015, è stato definito e implementato un modello “UFI Risk Tool”. Questo strumento ha permesso di valutare i rischi e le opportunità per ciascun processo aziendale e la sua compilazione è avvenuta attraverso interviste interne con tutti i process owner dell’azienda. In output è stato prodotto un documento specifico per ciascun processo, contenente appunto rischi e opportunità, da mantenere aggiornato su base annuale.

L’obiettivo era identificare i rischi chiave nell’attività di UFI Filters che potrebbero ostacolare la capacità dell’azienda di soddisfare le esigenze del business a breve e lungo termine, gli obiettivi di natura strategica, operativa, finanziaria e di conformità. In questa attività, a ciascun process owner è stato chiesto di individuare i rischi in un catalogo dei rischi potenziali, descriverli e valutarli in termini di impatto e probabilità di accadimento sulla base di scale di valutazione definite. Inoltre sono state valutate le attività di controllo e monitoraggio volte a prevenire o a ridurre la probabilità di accadimento di ciascun rischio identificato.

Lo Strumento “UFI Risk Tool” contiene una prima sezione “Metodologia” che presenta una scala di valutazione dell’impatto che potrebbe derivare dal verificarsi di un evento di rischio, della probabilità di accadimento dell’evento di rischio e del livello di controllo che l’organizzazione ha del rischio identificato.

Le attività condotte durante il periodo di stage, fra cui la definizione e l’implementazione degli strumenti descritti, hanno aiutato il dipartimento di qualità dell’azienda nel processo di transizione del proprio sistema di gestione ai nuovi standard aggiornati e quindi all’ottenimento delle certificazioni ISO9001:2015 e IATF 16949:2016 per lo stabilimento italiano di UFI Filters, che è stato ispezionato con esito positivo da parte di un ente certificatore nell’ottobre 2017.

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