Scenari

Industria 4.0, la nuova era del manifatturiero

Secondo una survey di McKinsey, il 52% dei manager del settore manifatturiero è impreparato ad affrontare la profonda trasformazione causata dal digitale e in particolare da quattro forze concomitanti: i Big Data, gli Advanced Analitycs, le nuove interfacce uomo-macchina, il passaggio dal mondo digitale a quello fisico.

02 Lug 2015

Redazione

Cos’è l’Industria 4.0? Forse è troppo definirla una nuova rivoluzione industriale, ma sicuramente la digitalizzazione del settore manifatturiero è un cambiamento radicale, che sta trasformando il modo di lavorare delle fabbriche.

Tuttavia, secondo McKinsey molti manager non sanno ancora che cosa sia oppure hanno idee confuse a riguardo. L’Industria 4.0 dovrebbe essere guidata da quattro importanti cambiamenti: l’aumento del volume di dati, della potenza di calcolo e della connettività; lo sviluppo di analytics e soluzioni di business intelligence; nuove forme di interazione uomo-macchina come le interfacce touch e i sistemi di realtà aumentata; infine il miglioramento nel trasferimento di istruzioni digitali al mondo reale, come la robotica avanzata e le stampanti 3D. Molte di queste tecnologie stanno tentando di emergere da anni, alcune non sono ancora pronte per essere adottate su larga scala, ma tutti dovranno tenerne conto nell’immediato futuro. Da una ricerca McKinsey, condotta su 300 manager del settore manifatturiero, lo scorso gennaio, risulta che solo il 48 per cento si dice pronto per l’Industria 4.0.

Alcune aziende hanno già iniziato ad integrare i principali trend, come la società di logistica Knapp AG che ha adottato cuffie per la realtà aumentata, consentendo ai lavoratori di veder proiettati gli oggetti da prendere su uno schermo. In questo modo diventa più facile individuare la merce da trasportare e imballare. Local Motors, ad esempio, sta creando rapidamente macchine quasi interamente attraverso le stampanti in 3D, facendo ricorso per il design al crowdsourcing da una community online. Non ci sia aspetta di vedere realizzati questi cambiamenti con la stessa velocità del settore consumer e soprattutto non ci saranno investimenti tali da poter completamente cambiare i macchinari della catena di produzione. Tuttavia, gli intervistati da McKinsey prevedono la sostituzione del 40/50 per cento delle macchine attualmente in uso.

Una bussola digitale

Le potenzialità dell’Industria 4.0 potranno svelarsi soltanto se si eseguiranno le giuste strategie per il reperimento, trasferimento e corretto utilizzo dei dati. La maggior parte degli executive intervistati da McKinsey è convinta che correggendo le attuali inefficienze nella raccolta e trattamento dei dati si potrebbe incrementare la produttività del 25 per cento.

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Ma quali sono le informazioni che danno i maggiori vantaggi? Quali sono le perdite di dati più rischiose? Quali tecnologie possono dare i maggiori rendimenti all’azienda? Per orientare le scelte aziendali nella giusta direzione, McKinsey ha ideato una specie di “bussola digitale”, con otto ambiti in cui creare valore (Resource /Process; Asset utilization; Labor; Inventories; Quality; Supply/Demand match; Time to market; Service/aftersales) e 26 servizi offerti dall’Industria 4.0. Ad esempio, tra questi si trovano strumenti per un consumo più razionale di energia, sistemi di conservazione di informazioni in “lotti intelligenti” e l’ottimizzazione dei rendimenti in tempo reale.

Nuovi modelli di business a consumo

Il tradizionale business model del settore della produzione sta cambiando e le aziende devono saper individuare i nuovi modelli e scegliere quelli più confacenti alla loro vision per poter stare al passo con il mercato. L’84 per cento dei manager intervistati, infatti, prevede l’ingresso di nuovi competitor a breve. Tra le novità a cui prestare attenzione ci sono sicuramente le piattaforme, nelle quali i prodotti, i servizi e le informazioni possono essere scambiati secondo flussi predefiniti. Basti pensare ai software open-source applicati al settore della produzione: ad esempio, un’azienda potrebbe utilizzare questa tecnologia per connettere varie parti della produzione e consentire un’interazione tra di loro. È quello che ha fatto SLM Solutions, una società produttrice di stampanti 3D, insieme con Atos, una compagnia di servizi IT, lanciando un progetto pilota che mette il consumatore in diretta connessione con gli altri anelli della catena, fino alla consegna del prodotto.

L’Industria 4.0 permetterà anche di lanciare servizi pay-by-use e a sottoscrizione, trasformando i macchinari CAPEX a OPEX. Rolls-Royce è tra le prime ad aver sperimentato questo approccio nel business dei motori dei jet. Molte aziende manifatturiere, infatti, hanno sviluppato una grande esperienza sui loro prodotti e processi ma non sanno trarre valore dai dati accumulati. Per questo motivo, potrebbero monetizzare attraverso la concessione della proprietà intellettuale dei loro prodotti, offrendo consulenza per dare valore alla loro esperienza. Un ultimo aspetto dell’Industria del futuro sarà la possibilità di monetizzare i dati. SCiO, un progetto nato su Kickstarter, distribuisce uno spettrometro tascabile che, mediante tecnologia a infrarossi, può rivelare la composizione dei materiali. Il tutto a un costo di 250 dollari contro i 10 mila dei macchinari in uso a livello industriale. Il vantaggio è che ogni volta che viene utilizzato, SCiO aggiorna il suo database con nuovi materiali e implementa le sue funzionalità.

Per prima cosa, però, le aziende devono preparare la strada per la trasformazione digitale, individuando le competenze mancanti e cercando di riorganizzare la loro struttura in base alle nuove esigenze. La gestione dei dati e la cybersecurity saranno le sfide principali.

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