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Focus

Il ruolo propulsore delle comunità EDI, gestite da associazioni di filiera o create da grandi imprese, nella diffusione della Fatturazione Elettronica in Italia

La Fatturazione Elettronica “pura” a normadi legge è un fenomeno ancora marginale in Italia, anche per la ormai cronicamancanza del Decreto…

01 Giu 2010
La Fatturazione Elettronica “pura” a normadi legge è
un fenomeno ancora marginale in Italia, anche per la ormai
cronicamancanza del Decreto Attuativo dell’obbligo di
Fatturazione Elettronica nei confrontidella Pubblica
Amministrazione, mentre sono in continua espansione gli altri
modelli di Fatturazione Elettronica quali la Conservazione
Sostitutiva delle fatture o di altri documenti contabili e,
soprattutto, la Veicolazione Elettronica di fatture e altri
documenti del ciclo dell’ordine nei sistemi EDI o con altre
soluzioni di interscambio documentale. Questi sono tra i messaggi
evidenziati dall’ultima edizione della Ricerca
dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e
Dematerializzazione
, i cui risultati integrali sono
contenuti nel Rapporto “La Fatturazione Elettronica in
Italia: reportage dal campo” (www.osservatori.net). Parte
della Ricerca si è focalizzata proprio sul ruolo che le
comunità EDI attive in Italia stanno giocando nella diffusione
dei modelli di Fatturazione Elettronica nel nostro Paese. Lo
scambio di fatture su reti EDI – gestite da
associazioni di filiera o create da grandi imprese

– è uno dei fenomeni più interessanti, per numero di
imprese coinvolte e per prossimità alla Fatturazione Elettronica
“pura” a norma di legge. Sono, nel complesso,
diverse decine di migliaia in vari settori le
imprese
che con modelli diversi – dalle relazioni
bilaterali guidate da un’azienda leader di filiera alle
reti intermediate da un’associazione di filiera o da uno o
più provider di servizi EDI – scambiano in formato
elettronico le fatture o alcuni dei documenti del ciclo
dell’ordine propedeutici a un futuro scambio elettronico
anche delle fatture. L’ecosistema delle comunità
EDI, ingiustamente considerato “old economy”
nei primi anni 2000, è in realtà più vivo che
mai
.

Lo “sviluppo” di queste comunità sta avvenendo
secondo tre direzioni.

In primo luogo, si ha una crescita “organica”
delle comunità EDI più storiche
, sia in termini di
rappresentatività del settore – numero di imprese
coinvolte e numero di relazioni attive – sia in termini di
copertura del ciclo ordine-pagamento – tipicamente
affiancando al più tradizionale scambio dei documenti base del
ciclo, quali ordini e fatture, altri documenti quali, per
esempio, i database di allineamento delle anagrafiche, le
conferme d’ordine, i documenti di trasporto o le notifiche
di ricevimento merci.

In secondo luogo, si ha un fenomeno
“osmotico” di estensione dei modelli sviluppati in
alcuni settori verso altri settori
, grazie
all’esempio positivo e alla diffusione dei risultati delle
“good practice”. Sono esempi paradigmatici, in questo
senso, la nascita negli ultimi tre anni della comunità EDI nel
settore Elettrodomestici ed Elettronica di consumo, il
coinvolgimento di operatori dei Trasporti e Logistica nei lavori
di molte comunità EDI, l’apertura degli standard tipici
del Largo consumo a settori limitrofi (il Materiale edile, per
esempio), l’apertura del mondo Farmaceutico verso la
Sanità Pubblica.

In terzo luogo, il lavoro imperniato sullo scambio elettronico
dei documenti ha costituito il trampolino di lancio verso
altri progetti di collaborazione di filiera
: questo
dimostra, una volta di più, il valore insostituibile di questi
ambiti. Significativi al riguardo sono i progetti di
“logistica collaborativa” nel Farmaceutico o di
supporto alla tracciabilità di filiera promosso da Indicod-ECR
quale rappresentante italiano di GS1.

L’esperienza delle comunità EDI dimostra come i modelli
più evoluti della Fatturazione Elettronica siano già
concretamente attuati – o, in ogni caso, culturalmente
compresi – in migliaia di imprese. In molte di esse lo
scambio elettronico di fatture strutturate già avviene da anni,
o è comunque in fase di introduzione, e senza dubbio lo scambio
di fatture è già originalmente inscritto in più ampi progetti
di automazione dell’intero Ciclo Ordine-Pagamento.Ed è
proprio dall’interno di queste comunità che si intravedono
segnali importanti di apertura verso gli altri
“attori” della Fatturazione Elettronica.

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