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Videointerviste

Ibrido e Open Source, è il Cloud ideale secondo HP

Barra dritta verso la Nuvola, con il nuovo brand Helion e l’iniziativa Cloud28, che punta a sviluppare il mercato europeo. Intervista ad Andrea Monaci, EMEA Marketing Director HP Cloud: «HP ha basato il proprio public cloud su Openstack, elemento che ci ha permesso di acquisire un’esperienza profonda nell’utilizzo della piattaforma»

17 Ott 2014

redazione

HP focalizza la propria strategia sul Cloud, guardando in particolare al Vecchio Continente e mettendo in campo nuovi investimenti, soluzioni tecnologiche e competenze. L’obiettivo è di accelerare un mercato che cresce già a doppia cifra, e che ha potenzialità di crescita ancora maggiori sfruttando le particolarità del mercato Europeo. Da poco, inoltre, l’azienda ha annunciato il nuovo brand Helion, un ombrello sotto cui converge tutta l’attuale offerta Cloud di HP, incluse le nuove soluzioni basate sulla tecnologia OpenStack, i servizi professionali e di assistenza. Ne parliamo con Andrea Monaci, EMEA Marketing Director, HP Cloud.

A che punto è dal vostro punto di osservazione l’adozione del Cloud in Italia e in Europa?

Ormai la conoscenza del Cloud è elevata e rileviamo un trend positivo in termini di adozione: organizziamo spesso tavole rotonde per confrontarci con i CIO delle aziende, sia italiane che europee, e vediamo un approccio molto più maturo. Basti pensare che nel 2013 il CIO di un’importante azienda italiana alla domanda “quanti progetti hai in Cloud?” ha risposto “1”, mentre nel 2014 “5”. I nostri risultati di business confermano la crescita stimata dagli analisti, che si aggira intorno al 20% a seconda della modalità di Cloud prescelta, in alcuni ambiti anche maggiore. Tuttavia, se paragonata agli altri paesi europei, l’Italia ha una grande conoscenza teorica, ma ancora ampi spazi di miglioramento nella sperimentazione pratica forse a causa di una maggiore diffidenza a sperimentare nell’attuale clima economico.

Quali sono i principali driver di adozione?

Per moltissime aziende uno dei principali driver per l’adozione è l’agilità, particolarmente importante in scenari come il testing e lo sviluppo di applicazioni, e dove grazie al Cloud è possibile trasformare parte delle infrastrutture da capex ad opex: sono i modelli di Cloud più noti e diffusi, che portano vantaggi immediati. Lo stesso si può dire per il Cloud privato, che è preferito in molte situazioni dove la privacy e la riservatezza dei dati sono critiche – un problema molto più sentito in Europa rispetto agli Usa – oppure quando l’azienda necessita di preservare gli attuali investimenti IT. Ma le esigenze dei clienti si estendono oltre il Cloud e comprendono le soluzioni per gestire, controllare e scalare applicazioni in un ambiente ibrido, che racchiude molteplici approcci tecnologici

HP si impegna insieme ai partner a facilitare l’avvio dei progetti: è importante per i clienti iniziare a provare queste soluzioni e sperimentarne in prima persona i vantaggi.

Di recente HP ha rivisitato l’offerta di soluzioni e servizi Cloud lanciando il nuovo brand Helion. Qual è l’obiettivo?

HP ha deciso di raccogliere sotto un unico brand il proprio portafoglio di offerta Cloud, per evitare che tutto si possa chiamare Cloud. Abbiamo raggruppato solo gli elementi specificamente Cloud della nostra offerta, avvicinando alle tecnologie e alle soluzioni le persone che hanno le competenze e le capacità necessarie per aiutare i clienti nell’implementazione e nella migrazione verso il Cloud. HP ha annunciato investimenti per oltre 1 miliardo di dollari nei prossimi due anni in soluzioni ed iniziative di ingegnerizzazione correlate al Cloud, nei servizi professionali e nell’espansione della portata globale di HP Helion, che comprende soluzioni di Cloud privati, OpenStack, software per l’implementazione del Cloud Ibrido, servizi di trasformazione, servizi Cloud per le imprese – Virtual Private Cloud, ed una ampia rete di partner per il public o managed Cloud che HP considera come una sua estensione verso i clienti.

Il punto di partenza per noi è il cliente alla ricerca di un servizio. L’Hybrid Cloud è per noi una priorità, coprendo tutte le sfumature tra il public e il private Cloud e quindi realistico per le multiple esigenze di una azienda perchè permetta di avere una visione d’insieme ed aperta dei vari servizi consumati nel Cloud (siano essi di HP, o meno).

HP ha scelto di basare l’offerta Cloud su una piattaforma open source ed è tra i più attivi membri dell’OpenStack Foundation. Quali sono i motivi di questa scelta?

Il Cloud è figlio di internet e quindi crediamo che seguirà le stesse logiche. Ed il mondo di internet si caratterizza per un trend assolutamente evidente: il modello open source risulta vincente. Il sistema operativo più usato nel mondo web è Linux, il web server più usato è Apache, il linguaggio di programmazione web più diffuso è il PHP, e cosi via. All’interno del mondo Cloud l’open source per eccellenza è OpenStack, il progetto di open source per l’infrastruttura Cloud in assoluto in maggiore crescita tra tutti i progetti di open source, con 13mila membri e quasi 2mila sviluppatori. Vogliamo contribuire facendo di OpenStack la piattaforma tecnologica del futuro: siamo tra i primi due contributori di codice alla comunità. OpenStack offre i vantaggi di costo del mondo OpenSource, la sua sicurezza e ampia flessibilità , evitando il lock in di un supplier unico, molto evidente nel mondo della virtualizzazione. Inoltre, dispone di un ampio ecosistema di partner che vogliono che OpenStack sia di successo. In più, HP ha basato il proprio public Cloud sul software OpenStack, elemento che ci ha permesso di acquisire un’esperienza profonda nell’utilizzo della piattaforma, dei suoi punti di forza e dei punti dove HP intende migliorarla tramite la comunità.

Avete di recente annunciato l’iniziativa europea Cloud28+: in cosa consiste?

Siamo convinti che solo una federazione di attori europei sia in grado di accelerare la diffusione del Cloud nella UE. Per questo HP si è impegnata in un’iniziativa per promuovere la sua creazione, Cloud28+ – come i 28 paesi dell’Unione – volta a supportare il coordinamento delle nuvole europee esistenti in una federazione di servizi. Basti pensare che oggi non esiste una “app store” per le imprese in Europa, dove ricercare ed offrire servizi. Una sorta di “Nuvola delle Nuvole,” made in Europe e garantita a livello locale. Questo significa l’utilizzo di datacenter già presenti nei paesi, l’adozione di servizi nei paesi, lavoro nelle software house nei paesi, servizi di trasformazione nei paesi, e speriamo quindi sia un concreto contributo alla crescita dei paesi e dell’Unione Europea.

L’iniziativa viene sviluppata in diverse fasi. La prima si è occupata della ricerca della tecnologia di base, in collaborazione con l’Innovation Center di HP Italia, e della ricerca di partner. La seconda sarà la proposta e l’implementazione della “Nuvola della Nuvole”. Speriamo che questa iniziativa sia d’interesse sia per l’Unione Europea sia per le aziende di ogni Paese.

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