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Cloud computing

Hybrid cloud 2016: nell’arena tanti gli antagonisti. VmWare potrebbe chiudere il cerchio insieme a Google

VMware nel 2015 ha potenziato la sua strategia cloud. Per il 2016 il lavoro da fare è molto più, soprattutto per quanto riguarda il cloud ibrido. Secondo gli osservatori il colosso di Mountain View potrebbe diventare il prossimo partner

05 Feb 2016

redazione TechTarget

Cloud provider in grande fermento: nel mese di ottobre 2015, VMware e EMC hanno creato un servizio di cloud congiunto, con l’azienda Virtustream. Circa una settimana dopo, Dell, ha acquisito EMC per la cifra di 67 miliardi di dollari. EMC e VMware hanno dichiarato che le attività di business legate al brand Virtustream includerebbero l’utilizzo di cvCloud Air di VMware. Una mossa che induce a pensare come VMware non solo conosca molto bene il mercato del cloud ma anche come la collaborazione con EMC sia una strategia per dare maggiore slancio alle due aziende.

Gli osservatori, a questo punto, si chiedono quali saranne le prossime mosse: è difficile prevedere cosa abbia in mente VMware per il 2016 ma ci sono alcuni segnali forti rispetto al cloud ibrido.

L’ascesa del cloud ibrido

Nella ricerca di maggiore stabilità e sicurezza, molte aziende stanno valutando di adottare un modello di cloud ibrido. Uno dei motivi di questa migrazione risiede nel fatto che utilizzare in toto per le proprie applicazioni il cloud pubblico, sembra collidere con gli standard di conformità dettati dei regolamenti Health Insurance Portability e Accountability Act e dal Sarbanes-Oxley Act . Ma se i fornitori di cloud pubblici cominciassero ad offrire soluzioni come cloud hosting privati da utilizzare nel lungo periodo, il problemi della conformità alle leggi sul trattamento e la salvaguardia dei dati non ci sarebbero.

Per comprendere i motivi per cui i principali fornitori di cloud pubblici si sposteranno verso cloud hosting privati, bisogna considerare la probabile evoluzione del cloud ibrido. Negli Stati Uniti, ad esempio, le società di telecomunicazioni hanno fatto fatica a dotare di connessioni in fibra ad alta velocità le aziende che si trovano nelle città. Questa mancanza di larghezza di banda tra le aziende e il cloud pubblico ha seriamente ostacolato l’implementazione di architetture ibride. Al momento quindi ci sono solo due buone soluzioni da prendere in considerazione: o spostare tutto in un cloud pubblico o tenere il tutto in azienda. OpenStack si è inserita in modo efficace nel mercato del cloud ibrido, principalmente a causa di un lento approccio a questo mercato da parte di VMware. Tutti i partner integratori di VMware offrono OpenStack a livello di integrazione e supporto, e la maggior parte di questi partecipano allo sviluppo del codice. In un certo senso, OpenStack è il Linux della nube e contrasta gli alti costi tipicamente associati all’offerta VMware.

Al momento Amazon Web Services e Microsoft Azure sono in vantaggio rispetto a VMware sia come base installata che in termini di market share. AWS attualmente non ha formalizzato una declinazione di cloud privato, ma sta testando questa possibilità con clienti molto importanti come il governo degli Stati Uniti e la CIA. Azure ha una versione privata che ha lo scopo di fornire ambienti ibridi, e ci sono segnali che indicano che nel 2016 vedremo una moltitudine di attività da parte di AWS e Azure in termini di cloud hosting privato.

Rackspace si è spostata dal cloud pubblico e offre cloud hosting privato ​​e servizi gestiti. Altri fornitori di cloud, tra cui IBM, SAP, Oracle e Hewlett Packard Enterprise, probabilmente faranno una mossa simile quest’anno. Mentre la strategia cloud di VMware si è evoluta verso modelli ibridi nel 2015, quest’anno la società rafforzerà la sua strategia nell’ambito del cloud ibrido forse ancora più di AWS o Azure, con Google al terzo posto

Una collaborazione con Google cosa potrebbe significare per il cloud di VMware

Google potrebbe essere una buon partito per VMware, tenendo presente che le due aziende hanno già lavorato insieme l’anno scorso. Dal punto di vista di Google, VMware potrebbe portare l’esperienza degli strumenti di gestione che sono assolutamente necessari in cloud hosting privato, e rendere disponibili tali strumenti di lavoro con la virtualizzazione VMware. Dal punto di vista di VMware, una collaborazione più profonda con Google offrirebbe la possibilità di spostare sul cloud quello che VMware sa fare meglio, ovvero lo sviluppo di strumenti software.

Se una collaborazione più stretta con Google o un altro fornitore di cloud non riuscisse a concretizzarsi, VMware dovrà prendere la stessa decisione che altri provider più piccoli che devono affrontare: tenere botta o lasciare il mercato. La decisione di rimanere nel mercato richiederebbe di avere soluzioni Software Defined Network nella strategia cloud. E, secondo molti esperti, Google è già molto avanti in questo settore.

Il cloud ibrido e la creazione di strumenti per rendere le applicazioni più cloud-ready sono due delle maggiori novità tecniche che il mercato odierno propone. La strategia di WMware riguardo a queste due ultime opportunità non è affatto chiara. Allo stesso tempo però si potrebbe ipotizzare che la realizzazione di strumenti migliori per migrare applicazioni da cluster VMware a VMware cloud è un’altra delle priorità che l’azienda sta valutando per migliore la propria situazione di business.

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