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Strategie

Red Hat, l’open source piace alle grandi aziende. E ora largo al cloud

FinecoBank/UniCredit, Intesa SanPaolo, Terna e Telecom Italia tra le referenze, “ma l’80% del fatturato in Italia viene dal canale”. E adesso la società punta sulle piattaforme IaaS e PaaS

17 Giu 2013

Daniele Lazzarin

Gianni Anguilletti, country manager di Red HatIn un contesto economico in cui le aziende cercano di migliorare le prestazioni e nel contempo di ridurre i costi dei loro sistemi informativi, ogni vendor IT sta proponendo la sua risposta a queste esigenze: Red Hat punta sulla completezza dell’offerta di infrastrutture IT, basata storicamente sull’open source, e in particolare su Linux, e ora puntata decisamente verso il cloud computing.

La società ha tenuto qualche settimana fa il suo evento Red Hat Tour a Milano, con oltre 300 iscritti, presentando a clienti e partner gli sviluppi tecnologici e organizzativi che sta preparando. “Le aziende cercano intelligenza, innovazione, riduzione dei costi, e noi rispondiamo con uno stack infrastrutturale open source completo e funzionale, con sistema operativo, virtualizzazione, middleware/SOA, system management, storage, Big Data e cloud, il tutto per realizzare infrastrutture informative con alto livello di automazione, elasticità, e business oriented”, ha spiegato il country manager Gianni Anguilletti.

Red Hat ha chiuso l’anno fiscale 2013 con un fatturato di 1,3 miliardi di dollari (+17%) e 5500 dipendenti, di cui oltre 50 in Italia (30 in ambito tecnico): tra i clienti, Anguilletti cita Nyse Euronext, Dreamworks, Verizon, Booz Allen Hamilton, e in Italia Telecom Italia, Terna (“ha scelto Red Hat per la gestione delle applicazioni che governano la rete di trasmissione nazionale, e l’ottimizzazione di applicazioni come la Borsa dell’Energia”), Intesa SanPaolo (“hanno basato su Red Hat Enterprise Linux un sistema sofisticato di valutazione del rischio degli investimenti”), e FinecoBank (gruppo UniCredit).

Insomma, se per il futuro Red Hat sta lavorando soprattutto sulle piattaforme cloud OpenStack (IaaS) e OpenShift (PaaS), Linux e l’open source sono una solida realtà con cui anche le aziende molto grandi ormai hanno preso confidenza, come si può notare da queste referenze.

“Siamo nella fase decisiva in cui stiamo penetrando nei sistemi mission critical, ma questo non toglie che la strategia di canale sia uno dei nostri ‘pilastri’ – spiega Anguilletti -: nell’ultimo anno fiscale il 60-65% del nostro fatturato nel mondo, e l’80% in Italia è stato generato da partner: in Italia ci sono tante PMI, e per questo la strategia di canale è più importante, abbiamo buoni rapporti con un’ampia gamma di tipologie di partner – distributori, VAR, ISV, grandi system integrator, fornitori di servizi cloud – e non ci poniamo limiti sul loro numero: l’importante è che siano ben distribuiti nei vari settori”.

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