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Strategie

Omnia Group, la System integration flessibile che inizia sempre dalle esigenze di business

La società fiorentina, che ha 60 professionisti e clienti del calibro di Coop Alleanza, è specializzata nell’integrazione dei sistemi IT di grandi e medie aziende, ovvero nella creazione delle fondamenta tecnologiche su cui oggi poggia il business. «Per noi essere flessibili vuol dire aderire sempre alle esigenze del cliente, lavorarci gomito a gomito, trovando le soluzioni più adeguate, nel rispetto del budget a disposizione», spiega Francesco Persiano, amministratore delegato

20 Mag 2019

Domenico Aliperto

Sfruttare gli standard di mercato per abilitare servizi base – non differenzianti per il business – affidabili e puntare sulla personalizzazione delle soluzioni per massimizzare l’efficacia delle attività core – ad alto valore aggiunto – delle imprese. E poi unire tutti gli applicativi, indipendentemente dalla tecnologia che utilizzano, in un unico sistema, trasparente all’utente. È questa l’idea di system integration che Omnia Group, società fiorentina con oltre vent’anni di esperienza sul mercato nazionale, propone ai propri clienti. «Un approccio ibrido, flessibile, studiato anche in funzione delle caratteristiche della nostra struttura, che con 60 risorse si pone rispetto alla capacità operativa a metà strada tra una multinazionale e una web agency», spiega Francesco Persiano, Amministratore Delegato del gruppo. Per trasformare questa filosofia progettuale in un servizio, precisa il manager, «è però necessario conoscere a fondo il settore e il business che siamo chiamati a servire, sviluppando competenze specifiche su ciascun comparto e compiendo analisi che aiutino a comprendere le criticità e le opportunità dei vari verticali». È con questo metodo che nel 2016 Omnia Group è riuscita a gestire con successo l’integrazione dei sistemi applicativi di clienti come Coop Alleanza, il colosso del Retail italiano nato dalla fusione delle cooperative Consumatori Nordest, Adriatica ed Estense.

Francesco Persiano

Ceo, Omnia Group

Flessibilità ed esperienza sono imprescindibili in un panorama tecnologico e consulenziale spesso indifferenziato: cosa contraddistingue oggi Omnia Group?

Siamo innanzitutto caratterizzati da un’offerta non vincolata a vendor specifici. Questo perché per noi essere flessibili vuol dire aderire sempre alle esigenze del cliente, lavorarci gomito a gomito, trovando le soluzioni più adeguate, nel rispetto del budget a disposizione. I progetti che sviluppiamo non dipendono da numeri e fattori dimensionali, e da quando mio padre ha fondato l’azienda, quasi 25 anni fa, il nostro motto è sempre stato lo stesso: fare in modo che ogni cliente sia il nostro miglior cliente ponendoci come il suo miglior fornitore. È un obiettivo ambizioso, ma riusciamo a perseguirlo proprio in virtù della libertà che ci siamo conquistati sul fronte tecnologico e della struttura organizzativa a cui abbiamo dato vita. Avendo a disposizione 60 professionisti, possiamo accompagnare le piccole e medie imprese lungo i primi passi della digitalizzazione e al tempo stesso siamo in grado di affrontare progetti più impegnativi di system integration per infrastrutture di classe enterprise.

Cos’è oggi l’integrazione dei sistemi e come si costruisce vantaggio competitivo attraverso una infrastruttura IT aperta a tutte le funzioni aziendali?

Per superare i propri competitor, oggi le aziende devono essere in grado di soddisfare le esigenze dei loro clienti meglio e prima degli altri -il paradigma fondamentale è quello della customer centricity-, per questo devono poter modificare il proprio business rapidamente, riducendo drasticamente il time-to-market dei loro progetti, senza essere frenati dall’infrastruttura informatica.

La nostra ricetta prevede l’utilizzo di tecnologie standard per tutto ciò che sul fronte applicativo e architetturale non è core business, mentre ciò che differenzia le attività dell’impresa sul piano strategico deve essere valorizzato con soluzioni custom. Il tutto deve poi essere connesso ed integrato in un unico sistema applicativo, facile da manutenere, scalare ed estendere, insomma, che non sia mai un vincolo per il business, ma sempre uno strumento al suo servizio.

Questo implica un lavoro che va ben oltre il tema della system integration. Bisogna prima di ogni altra cosa cercare di capire qual è il business del cliente, qual è il suo valore aggiunto rispetto alla concorrenza, e presentarsi ai briefing non con un listino prodotti, ma con un’analisi delle esigenze degli interlocutori, per provare poi a valutare insieme le migliori scelte sul piano tecnologico. Da parte nostra, abbiamo sviluppato in questi anni competenze specifiche su vari mercati. In altre parole, sappiamo capire cosa fa il cliente e soprattutto come potrebbe farlo in maniera più efficiente.

Gdo, trasporti e sanità sono i vostri verticali di elezione: di cosa hanno bisogno le aziende che operano in questi settori?

Abbiamo lavorato per anni per la grande distribuzione. Da lì alla logistica e quindi ai trasporti il passo è stato breve. Più recentemente ci siamo attivati anche sulla sanità. Direi che a prescindere dal verticale, riscontriamo presso i nostri clienti un’esigenza comune, orizzontale: la tecnologia non può essere un vincolo per il business, e ciascuno deve fare il proprio mestiere senza doversi preoccupare del tipo di hardware e software installato.

Per esempio, come avete affrontato il caso Coop Alleanza?

Fino a tre anni fa, al posto della società che ora gestisce oltre 400 supermercati lungo tutta la Penisola c’erano tre cooperative: Coop Consumatori Nordest, Coop Adriatica e Coop Estense. Ognuna di queste copriva una propria fascia territoriale e naturalmente gestiva in autonomia i propri servizi informatici.

Sul piano dell’IT, la fusione che nel 2016 ha dato vita a Coop Alleanza ha comportato una serie di interventi atti ad omogeneizzare in un’unica infrastruttura informatica architetture eterogenee e servizi differenti, sia sul piano logico che tecnologico. Nel giro di un anno, e senza interruzione del servizio, Omnia è riuscita ad uniformare tutti i processi informatici legati alla gestione del ciclo di vita dei soci -i soci di Coop Alleanza sono oltre 2,3 milioni-. Inoltre, Omnia ha fornito una soluzione per l’integrazione del portale ecommerce EasyCoop con i sistemi gestionali e logistici della nuova realtà cooperativa. L’integrazione è avvenuta introducendo un prodotto di mercato, allora pionieristico, Mulesoft ESB.

Quali altri mercati possono essere esplorati sfruttando le vostre competenze?

Qualsiasi mercato in cui il business necessiti di un’infrastruttura flessibile e facile da manutenere, i cui sistemi applicativi devono scambiarsi grandi moli di informazioni in tempo reale. Penso al settore bancario – dove abbiamo già un contratto di fornitura per una software house che lavora per un gruppo rilevante – e a quello delle utilities, rispetto al quale siamo in trattative avanzate con due società.

Qual è il ruolo del Cloud per Omnia Group?

Per noi è qualcosa di abbastanza neutro, in quanto le nostre soluzioni possono essere ospitate sia in cloud che on premise; dipende da cosa preferisce il cliente. Se ha bisogno di velocità, flessibilità, scalabilità, di solito non ha senso strutturare un’area IT aziendale che ingessi l’azienda per i cinque anni necessari all’ammortamento, meglio il Cloud. Un’infrastruttura IT on premise può anche avere costi immediati più bassi all’inizio, ma a causa del rapido sviluppo tecnologico richiede aggiornamenti e upgrade che la rendono antieconomica nel medio termine. Diciamo che nonostante questo, il Cloud è un’opzione presa in considerazione ancora troppo poco spesso nel nostro Paese, soprattutto se parliamo di organizzazioni medio-grandi. La questione è squisitamente psicologica, visto che lo scetticismo delle imprese italiane ha a che fare con l’idea che per avere il controllo sui dati sia necessario mantenerli in casa.

Quali sono le tecnologie di frontiera che costituiranno il prossimo balzo evolutivo del modo di intendere e fare business?

Senz’altro l’IoT, che sarà centrale per la gestione di qualsiasi processo aziendale. E poi Intelligenza artificiale e Machine learning applicato all’analisi dei Big data. So bene che sono temi di cui si parla da anni. Ma le aziende non hanno ancora maturato la consapevolezza del ritorno economico che l’adozione di queste tecnologie porterebbe loro.

Che cos’è l’innovazione per Omnia Group e quali sfide vi attendono?

Chiunque faccia il mio lavoro deve avere la consapevolezza che bisogna investire continuamente in formazione. Occorre crescere continuamente sotto il profilo tecnologico e costruire una proposta di servizi che sia sempre al passo con l’innovazione, ma orientata alla valorizzazione del business dei nostri clienti. Il passo successivo è lavorare a fianco con loro, facendo delle loro sfide business la nostra sfida tecnologica.

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