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strategie

Information Builders: BI a tutti i livelli delle aziende

Il fornitore ha spiegato al suo evento Summit Italia 2013 attività e strategie, incentrate su un’offerta che comprende intelligence, integrity e integration: “Tutti devono prendere decisioni”

04 Lug 2013

Daniele Lazzarin

Rado Kotorov, vice president e CIO di Information BuildersNel più recente Magic Quadrant del mercato Business Intelligence / Analytics di Gartner, il quadrante leader comprende dieci nomi, di cui quattro “megavendor” (IBM, Microsoft, Oracle e SAP), tre “large independent vendor” (Information Builders, Microstrategy e SAS), e tre specialisti della nicchia data discovery (QlikTech, Tibco e Tableau Software). Dei sette grandi fornitori citati, il meno conosciuto in Italia è certamente Information Builders, che in effetti nel nostro Paese è presente direttamente da meno di tre anni.

“I clienti da noi intervistati scelgono Information Builders per punti forti come l’accesso ai dati, le capacità d’integrazione e di supporto di un gran numero di utenti concorrenti, e in generale per la qualità del prodotto – scrive Gartner nel Magic Quadrant -. Inoltre le ampie funzioni di information management potenziano la piattaforma BI di Information Builders (che si chiama WebFocus, ndr), e differenziano la sua offerta da quella degli altri specialisti puri di business intelligence”.

Un’occasione per conoscere meglio l’attività di Information Builders, in particolare in Italia, è stato il recente ‘Summit Italia 2013’, il terzo tenuto nel nostro Paese dall’azienda, intitolato ‘maximize your information capital’. Un evento ricco di interventi in cui il vendor ha presentato nei dettagli la sua offerta, la roadmap degli sviluppi futuri, il caso di uno dei principali clienti italiani – Bata -, e ha annunciato, tramite l’amministratore delegato di IB Italia José Maria Garcia Soto, due alleanze con Università di Padova e Pragma Systems, nonché l’avvio degli user group italiani, il primo dei quali si terrà a ottobre a Firenze.

Al momento l’Italia, ha detto Garcia Soto, è il quarto mercato in EMEA per Information Builders, ma l’obiettivo è farla salire al secondo. L’intervento di Rado Kotorov, Vice President & CIO di Information Builders, ha invece approfondito l’attività e le strategie della società a livello globale: “IB è nata 38 anni fa e si è sempre focalizzata sul software e sui servizi di business intelligence e analytics. Attualmente ha 1350 dipendenti in 60 sedi, è fornitore OEM di molti grandi vendor tra cui HP, IBM, Oracle, SAP, Teradata e Amdocs, e ha migliaia di clienti in tutti i settori, tra cui American Express, Mastercard, Ford, Siemens, Toshiba, Verizon, Time, BT, AT&T, Target, TNT, Hertz, GlaxoSmithKline, e molti enti pubblici specialmente USA”.Il 70-80% degli utenti potenziali di BI è servito male

Il 70-80% degli utenti potenziali di BI è servito male

Nello scenario attuale, continua Kotorov, il problema principale della business intelligence è che dopo vent’anni è ancora poco utilizzata: “Da molte ricerche emerge che il 70-80% degli utenti potenziali è servito male: in molte organizzazioni il principale obiettivo dei sistemi di BI è rivolgersi ai livelli più alti della gerarchia – executive e mid-level management e knowledge workers -, mentre gli approcci più avanzati di BI richiedono di diffondere capacità decisionale a tutti i livelli dell’azienda, in ogni funzione, e anche a stakeholder esterni come partner, fornitori e clienti: tutti hanno decisioni da prendere, e alcune decisioni possono essere delegate all’esterno”.

Si parla tanto di excel come strumento analitico più diffuso, ha continuato Kotorov, ma il problema è che meno del 5% delle persone è capace di fare pivot di dati in excel. “In generale dalle ricerche sui livelli di competenze nelle imprese emerge che meno dell’1% del personale è in grado di gestire iniziative di analytics, il 5-10% è in grado di costruire modelli e algoritmi analitici (anche in excel), e il 70-80% non è capace di applicare modelli analitici ai problemi di business, ma solo di utilizzare gli output di tali modelli una volta che sono stati applicati da altri”.

La risposta di IB a questo problema è un’offerta che si basa sulle tre ‘i’, cioè sui tre pilastri integrity, intelligence, integration. “Siamo una realtà piuttosto piccola, ma copriamo interamente lo stack della business intelligence con la nostra suite di integrazione iWay, con le soluzioni di Information Asset Management per quanto riguarda la parte integrity, e con la suite WebFocus, una piattaforma di BI e Analytics enablement ed empowerment che fornisce le funzioni più adatte per qualsiasi utente, anche operatori di linea, partner e clienti”.

Dai dati social a quelli del call center

Lo staff di IB Italia ha poi mostrato una demo delle tre ‘i’ in azione, incentrata sul caso di un’azienda che riscontra un improvviso sentiment negativo sui post della propria pagina Facebook. Tramite la piattaforma IB vengono approfonditi i dati social e quelli del call center, cosa che permette di ipotizzare e poi di verificare mediante strumenti di data quality un problema di errata digitazione nel sistema informativo del prezzo di un prodotto per i siti e-commerce. “E’ un workflow che verifica in tempo reale la catena dei dati ed evidenzia i dati anomali – ha sottolineato Roberto Mariotti, Technical Manager di IB Italia -. Gli utenti sono tutti di business, non intervengono tecnici, e il sistema si integra sia con la pagina Facebook sia con il contact center”.

Per quanto riguarda il caso di Bata – che è una multinazionale del calzaturiero presente in Italia da oltre 80 anni – riguarda lo sviluppo di una Mobile App di reporting per gli area manager. Information Builders ha approfondito poi diversi altri aspetti tra cui data quality & MDM, portali BI di nuova generazione, self-service BI, social media analytics nonché la roadmap dei prossimi sviluppi di WebFocus e iWay.

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