Lo studio

IDC, la digital transformation vale 1.200 miliardi di dollari. Si investe in processi più che in tecnologia

Metà della spesa è per la trasformazione dei processi operativi. E nel 2020 gli investimenti globali sfonderanno i duemila miliardi. Lo dice la Worldwide Semiannual Digital Transformation Spending Guide, che evidenzia anche tre tipologie di imprese alle prese con questa rivoluzione: i digital transformer, i technology optimizer e i technology disruptor

Pubblicato il 07 Set 2017

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Un business da 1.200 miliardi di dollari, proiettato verso (e oltre i duemila miliardi) se si allarga la prospettiva al 2020. È questo il valore del giro d’affari mondiale legato agli investimenti in digital transformation secondo le previsioni di spesa di IDC comunicate nella Worldwide Semiannual Digital Transformation Spending Guide.

Stando ai dati del report, più della metà della spesa in tecnologie sarà destinata nel 2017 alla trasformazione dei modelli operativi, con interventi mirati a rendere i processi aziendali più innovativi ed efficienti all’interno di ecosistema digitali di prodotti/servizi, asset, risorse umane e partner. La seconda maggiore area di investimento evidenziata da IDC riguarderà per l’anno in corso le tecnologie destinate alla trasformazione dell’esperienza utente (customer experience). In questo caso, l’innovazione impatterà sul modo in cui i clienti, i partner, i dipendenti e gli oggetti interagiranno tra loro e con i prodotti/servizi creati per rispondere a esigenze sempre più personalizzate.

Tre modi per affrontare la trasformazione digitale

Rispetto agli investimenti effettuati, IDC ha individuato tre tipologie di innovatori digitali, ovvero di modalità con cui le aziende stanno approcciando questa rivoluzione: i digital transformer, i technology optimizer e i technology disruptor.

I digital transformer sono aziende all’avanguardia nella trasformazione digitale. Per questo gruppo di imprese, digital transformation significa trasformare il business e creare nuovi modelli di monetizzazione. È una strategia che richiede tempo e grandi capacità di gestione, abbracciando tutta l’organizzazione e i processi aziendali. All’opposto dei digital transformer ci sono i technology optimizer. Per queste aziende, la digital transformation è essenzialmente un’occasione per modernizzare l’IT e i processi di business, con un’attenzione specifica alla razionalizzazione dei costi e all’automazione delle procedure. Di veloce attuazione, sposta l’accento più su un approccio tattico per efficientare l’esistente. Infine ci sono i technology disruptor. Per queste realtà, digital transformation significa tecnologia che apre nuovi spazi di mercato e crea opportunità di crescita su larga scala. L’ottica è quella della terza piattaforma e per questo sono focalizzate su come la tecnologia può guidare il business piuttosto che su come il business può essere trasformato dalla tecnologia. Si tratta di un modello di veloce implementazione (spesso queste aziende sono startup) che garantisce competitività elevata, ma anche un altissimo rischio non essendo contemplati paracadute o piani B.

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