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Assicurazioni

Generali, l’innovazione digitale al centro del piano strategico 2019-2021

Investimenti per 300 milioni di euro, 1150 assunzioni e tanta tecnologia nella strategia presentata dall’AD Marco Sesana a Mogliano Veneto. L’utilizzo di sensori e device connessi, algoritmi predittivi, Analytics, automazione e geofencing trasformano l’offerta di polizze e servizi. «Oggi Generali Italia è un’azienda più semplice, innovativa, profittevole e sostenibile»

05 Mar 2019

Manuela Gianni

C’è tanta innovazione tecnologica nel nuovo piano strategico di Generali Italia (“Partner di Vita”), presentato nella sede principale di Mogliano Veneto dall’AD Marco Sesana, alla presenza del Ministro Tria. La compagnia del Leone, che assicura 10 milioni di clienti e ha 13 mila dipendenti, investirà nel prossimo triennio 300 milioni di euro per innovazione, competenze e persone, assumendo 1150 persone, a dimostrazione che «digitale e occupazione non sono in disaccordo», come ha sottolineato il manager. Sesana ha fatto il bilancio del piano semplificazione che ha impegnato Generali in questi ultimi anni, e illustrato i nuovi obiettivi per il 2021.

Marco Sesana

AD Generali Italia

«In meno di tre anni abbiamo completato il percorso di trasformazione per la semplificazione dei processi chiave.  Ormai oltre il 50% delle polizze sono emesse in digitale dalle agenzie. Chiudiamo il 2018 in crescita con oltre 23 miliardi di euro di premi complessivi (+4,5%). Oggi Generali Italia è un’azienda più semplice, innovativa, profittevole e sostenibile».

Sono state inoltre create una società di servizi IoT e connected insurance (Jeniot), una società di welfare integrato (Welion), e un team con nuove skill avanzate, esperti di Advanced Analytics, Designer, Digital Developer. È cambiata inoltre la modalità di lavoro, con l’avvio ad esempio dello Smart Working.

I nuovi obiettivi prevedono un aumento della soddisfazione clienti (+10 punti di Net Promoter Score), un incremento della produttività della rete di agenzie grazie alle nuove tecnologie (+10-15%), la crescita in tutte le aree di business (Vita, Danni e Salute) e 2,5 milioni di clienti connessi (+65%). Questi ultimi sono tutti quegli assicurati che interagiscono con la compagnia in real time tramite device tecnologici, perlopiù per le auto (app e black box che monitorano gli spostamenti e lo stile di guida per contenere i rischi), ma anche nella domotica (ad esempio sensori di fumo nelle case assicurate) o anche wearable per il monitoraggio della salute. Per la connected insurance si prevede un mercato in crescita del 65% da qui al 2025, mentre la smart home nel 2018 ha avuto in Italia un incremento pari al 52% annuo.

Il focus della strategia è sulla customer experience, ovvero creare la migliore esperienza per il cliente assicurato attraverso tutti i canali di relazione, prevenzione e protezione con più servizi e tecnologia, con l’obiettivo di essere l’assicuratore di riferimento per ecosistemi connessi per lo sviluppo di nuovi servizi su mobilità, casa, imprese e salute.

Le soluzioni innovative lanciate

Tante le nuove offerte innovative messe a punto grazie alle nuove tecnologie digitali, frutto anche del lavoro di 7 startup incubate.

In ambito IoT e connected insurance, è stato brevettato il Real time coaching, un sistema di behavioural telematics che monitora lo stile di guida e suggerisce miglioramenti per ridurre i rischi. «Abbiamo riscontrato che i più temerari nel 35% dei casi migliorano i loro comportamenti», ha detto Sesana. È stata poi lanciata la prima chatbot e videochat assicurativa e un prodotto parametrico per l’agricoltura che introduce una nuova modalità di stipulare assicurazioni per gli imprenditori agricoli.

Grazie all’applicazione della tecnologia Geofencing, è nata un’App che avvisa il cliente se il suo veicolo si allontana da un’area preimpostata (utile ad esempio ai genitori per l’auto usata dai figli) o in caso di parcheggio in zone con limitazioni e restrizioni (ad esempio per il lavaggio strade).

È stata anche annunciata una polizza che tutela la Cybersecurity, dedicata a professionisti e anche grandi aziende, che prevede un assessment iniziale per evidenziare eventuali falle di sicurezza e proporre così suggerimenti per ridurre rischi.

Interessante anche l’uso delle tecnologie per l’autodiagnosi o il consulto dei medici a distanza. È stata mostrata un’App di screening dermatologico per il monitoraggio preliminare dei nei: basta inquadrarli con lo smartphone per capire se è il caso di farsi visitare da un medico.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Manuela Gianni
Direttore, Digital4Executive

Giornalista, ingegnere, mi occupo da molti anni di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice sin dalla nascita di Digital4Executive

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