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Telco

Fastweb affila le armi nel 5G. L’AD Calcagno: «Vantaggio di 5 anni sui principali concorrenti»

L’imperativo è “convergenza”. L’obiettivo è assicurare ai clienti una connettività con prestazioni sempre all’avanguardia senza distinzioni tra fisso, Wi-Fi e mobile. Grazie a un accordo con Tiscali, la società ora punta anche alle reti mobile di quinta generazione

06 Dic 2016

Annalisa Casali

Garantire una connessione veloce, di qualità, seamless, sia quando si è comodamente seduti alla scrivania del proprio ufficio sia che si passeggi con il proprio cane (cellulare alla mano!) nel parco cittadino. Fastweb, nata come “infrastructure company” e regina indiscussa della fibra ad alta velocità, dallo scorso anno offre anche WOW FI, un servizio blended che permette ai suoi utenti registrati di navigare in Wi-Fi anche al di fuori della propria abitazione o del proprio ufficio, sfruttando la banda inutilizzata degli altri clienti della community WOW Fi. Attualmente offerto in circa 800 Comuni dello Stivale, con un milione e mezzo di utenti attivi, il servizio verrà progressivamente esteso nel corso del 2017 ad altri 100 Comuni e 500mila utenti.

Oggi, però, Fastweb strizza l’occhio anche agli utenti nomadi e alle reti mobile di prossima generazione basate su tecnologia 5G. «La nostra strategia, battezzata E3, vuole portare la connettività con le migliori prestazioni, senza distinzioni tra rete in fibra, mobile 5G e Wi-Fi, everywhere, everytime to everyone, quindi ovunque, sempre e a chiunque», esordisce Alberto Calcagno, Amministratore Delegato di Fastweb. I privati non possono più fare a meno di smartphone e tablet nella loro quotidianità e per le aziende la rete mobile è il tessuto connettivo sul quale si sviluppano le strategie IoT che parecchie organizzazioni stanno mettendo al centro delle iniziative di trasformazione digitale.

I passi per il 2017: 4G di qualità e poi 5G

La conferenza stampa della società è convocata all’indomani dell’annuncio della firma di un accordo con Tiscali. In base ai termini dell’intesa, Fastweb si assicura la possibilità di utilizzare le frequenze 3,5 GHz di Tiscali per realizzare una rete convergente di ultima generazione nelle principali città italiane, a fronte della corresponsione di un canone annuale di 2,5 milioni di euro per i primi 5 anni.

Il mobile non è una cosa nuova per Fastweb, che già da alcuni anni si propone al mercato in qualità di operatore mobile “virtuale” sulla rete 3G, con 600mila clienti già attivi. Grazie a una partnership siglata con Tim, a gennaio del 2017 avverrà la migrazione degli utenti dei servizi Fastweb Mobile sulla rete Tim, garantendone il passaggio alla tecnologia 4G. «Da oggi possiamo affermare di essere il primo operatore italiano a poter avviare la sperimentazione di una rete 5G ready», commenta Calcagno.

Il colosso dell’infrastruttura intende realizzare questa nuova rete sfruttando la tecnologia ibrida fisso-mobile delle small cells. Questa combina tre elementi fondamentali: le frequenze per le trasmissioni mobile in banda larga, i cabinet (armadi su strada), utili a ospitare le smart cells e fornire i servizi di backhauling (il collegamento tra la rete dati, la rete telefonica e quella mobile) e il backbone, l’infrastruttura di comunicazione ad alte prestazioni. «Fastweb è l’unica azienda a essere ben posizionata su tutti e tre questi elementi – si dice convinto il manager –. I nostri concorrenti sono vincolati agli investimenti fatti sul 4G e si trovano, quindi, in ritardo rispetto a noi di almeno 4 se non 5 anni», spiega Calcagno, che snocciola una serie di numeri. «Noi abbiamo la rete in fibra ad alta velocità più estesa d’Italia, che copre 44mila chilometri in un migliaio di Comuni. Ma per ospitare le smart cells servono anche i cabinet e noi abbiamo 20mila armadi su strada, che diventeranno 50mila nel 2020. I numeri sono ben diversi da quelli dei nostri concorrenti che, avendo investito nel 4G, oggi parlano di 4 o 5mila cabinet, non di più. Infine, le frequenze, che fino a ieri ci mancavano e che oggi, invece, grazie all’accordo con Tiscali ci siamo assicurati. A partire dal prossimo gennaio saremo in grado di migliorare le prestazioni della nostra rete mobile e nel corso del 2017 avvieremo la sperimentazione del 5G sulle prime cinque grandi città dello Stivale, per proseguire fino al 2020 con la copertura del 20% circa del territorio italiano».

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