Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Focus

eProcurement, una via concreta verso l’innovazione della PA italiana e il taglio delle spese. Solo poche centinaia gli Enti che usano appieno gli strumenti digitali

L’eProcurement, inteso come l’insieme delle tecnologie digitali a supporto degli acquisti rappresenta una strada concreta – e già avviata da…

11 Apr 2011

L’eProcurement, inteso come l’insieme delle
tecnologie digitali a supporto degli acquisti rappresenta una
strada concreta – e già avviata da diversi anni –
verso l’innovazione e la riduzione di costi della nostra
PA. Pur avendo un impatto solo su alcuni specifici processi,
gli
acquisti online sono in grado di portare benefici enormi, potendo
influenzare la spesa complessiva fatta dalle amministrazioni
pubbliche
, che vale quasi 200 miliardi di euro, più del
costo complessivo di tutti i 3,5 milioni di dipendenti pubblici
(pari a 150 miliardi di euro). Inoltre, l’eProcurement ha
effetti importanti anche sulla produttività del
personale che si occupa di acquisti e sulla trasparenza e
controllabilità della spesa pubblica
. Questi benefici
diventano ancora più significativi se si estende il perimetro
dell’eProcurement verso il cosiddetto
“Procure-to-Pay”, includendo l’intero ciclo
dell’ordine e, quindi, i processi di gestione delle fatture
e dei pagamenti tra amministrazioni pubbliche e imprese.
L’Osservatorio eProcurement nella PA della School of
Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) ha stimato
in 5 miliardi e 96 milioni di euro il valore del volume di
transato gestito attraverso applicazioni di eProcurement dalla
Pubblica Amministrazione italiana nel 2009, in crescita del 60%,
rispetto al 2008. Nel 2010, invece, questa dinamica si è
ridotta, attestandosi tra il 15 e il 20%. Nonostante il valore
assoluto sia assolutamente consistente, il peso di questi
volumi sul totale acquisti della PA italiana è ancora abbastanza
limitato, pari a circa il 4%
se consideriamo solo acquisti
di beni e servizi.


Guardando alle diverse tipologie di
strumenti
che rappresentano il mondo
dell’eProcurement, la ricerca evidenzia che sono
le Gare
e le Aste
quelli che intercettano la percentuale di
transato più rilevante (70% nel 2009), seguiti dai “Negozi
online a supporto delle Convenzioni”, dai “Mercati
Elettronici” e dai “Cataloghi online dei
fornitori”.
Dei
circa 11.000 Enti
che costituiscono la nostra PA, possiamo
dire che circa il 50% ha
utilizzato almeno una volta uno strumento di eProcurement.

In realtà quasi 2 su 3 di questi Enti si sono limitati a fare
qualche acquisto sperimentale sui Mercati Elettronici, senza un
reale commitment e, soprattutto, un piano di utilizzo serio.
Sono, infatti, ancora solo poche centinaia gli Enti che
utilizzano in modo sapiente tutti gli strumenti
dell’eProcurement, affiancando ai Mercati Elettronici e ai
Negozi elettronici, anche il ricorso a Cataloghi online e alle
Gare/Aste elettroniche.

Articolo 1 di 5