Strategie digitali

The Information Lab: "Sviluppare una strategia di gestione dei cambiamenti con la big data analysis"

Abbattere le barriere all’utilizzo del dato affinché tutti i responsabili aziendali possano fruire dei risultati emersi dall’elaborazione, ottenendo informazioni rilevanti in modo immediato e intuitivo: è la mission di The Information Lab, che propone le soluzioni tecnologiche Tableau e Alteryx. Ce ne parlano Davide Donna ed Emanuele Farotti, Managing Partner e co-fondatori dell’azienda in Italia

14 Apr 2020

Cristina Mazzani

L’idea di The Information Lab nasce a Londra, dal suo fondatore Tom Brown che, da lungo tempo attivo nel mondo della consulenza relativa alla business intelligence, ha creato la propria società sempre in quest’ambito, ma partendo da un nuovo punto di vista.

«Brown – ha raccontato Davide Donna, Managing Partner e co-fondatore dell’azienda in Italia insieme a Emanuele Farotti – nella propria attività sperimentava che il dato veniva trattato come affare di pochi, destinato agli informatici. La sua iniziativa imprenditoriale è stata invece impostata sulla volontà di dare accesso diretto alle informazioni a tutti i protagonisti delle varie divisioni aziendali per promuoverne cambiamento e innovazione».

Emanuele Farotti

Managing Partner e co-fondatore, The Information Lab

Era il 2009 e Brown, in pratica, faceva suoi i concetti di democratizzazione del dato e self service analytics (pensata proprio per abbattere le barriere all’utilizzo delle informazioni), trovando uno strumento ideale in Tableau, software di business intelligence sviluppato negli USA proprio per analizzare i dati e restituirli in modo grafico per la condivisione in azienda. The Information Lab fonda dunque la sua attività sulla rivendita di questo prodotto, affermandosi varie volte quale Tableau Partner of Year per l’area EMEA (Europe, Middle East, Africa).

Alla commercializzazione di Tableau si è poi affiancata quella di Alteryx, software che si occupa di predisporre il data set su cui fare analisi garantendo la data quality, in parole semplici di “pulire” e razionalizzare i dati.

Il business di The Information Lab rapidamente si espande oltre i confini della nazione di origine e sbarca in Italia nel 2015. Nella sua diffusione in Europa The Information Lab si presenta come un insieme di società legalmente indipendenti dalla realtà inglese, condividendone però la stessa visione: la scelta è stata di creare un network piuttosto che un gruppo, in modo che ciascuna realtà si potesse adattare alle peculiari caratteristiche di ogni Paese.

The Information Lab, la società italiana

«Siamo indipendenti a livello strategico rispetto all’Inghilterra – ha spiegato Donna – ma naturalmente l’impostazione culturale che prevede di rendere indipendenti gli utenti nelle loro analisi dei dati accomuna tutte le realtà The Information Lab attive sul territorio (il brand è anche presente, oltre che in UK e Irlanda, in Olanda, Francia, Germania, Lussemburgo e Spagna, ndr). In Italia siamo 30 persone, attualmente abbiamo attivato 4mila licenze complessive tra le due soluzioni presso circa 200 clienti (tra cui nomi del calibro di Safilo, Esselunga, PWC, Fastweb, CNH, Eli Lilly – ndr). Il nostro fatturato oggi è pari a 3 milioni di euro e ha visto un raddoppio anno su anno dal 2017».

Davide Donna

Managing Partner e co-fondatore, The Information Lab

Anche l’operato di The Information Lab Italia si è distinto a livello internazionale, infatti, quest’anno l’azienda è stata riconosciuta quale Partner dell’anno Tableau per l’area South Europe.

«In Italia – ha commentato Donna – i responsabili del business sono spesso “timidi” rispetto all’analisi del dato. Non si è ancora pienamente attuata quella rivoluzione culturale che consente di superare la divisione tra chi si occupa di raccogliere i dati e chi deve utilizzarli per preparare report. Il plus di una soluzione tecnologica come la nostra è rappresentato dal fatto che rende autonomi i vari analisti, semplificando, allo stesso tempo, il lavoro dell’IT, che ha a che fare con un ambiente sicuro e controllato in cui il dato è razionalizzato e nel quale è possibile operare per promuovere servizi innovativi».

Tableau e Alteryx, insieme per sfruttare appieno tutti i dati

Le soluzioni tecnologiche Tableau e Alteryx proposte da The Information Lab hanno caratteristiche differenti.

«Sulle capacità del primo – ha spiegato Donna – si è basata la strategia di The Information Lab; si tratta infatti un tool di visual analytics che connettendosi a molteplici basi dati elabora, verificando le connessioni tra i vari oggetti, report evoluti, semplici da consultare».

Nel corso della realizzazione dei progetti basati su Tableau, l’azienda si è resa conto di quanto sia importante poter disporre di soluzioni che permettano di mettere a disposizione dati di qualità. È stato quindi identificato Alteryx quale soluzione che consente di accedere a dati di ogni formato, unirli, prepararli e pulirli (inclusi i dati geo spaziali sempre più importanti per realizzare attività mirate) al fine di svolgere analisi complesse (ad esempio analisi predittive), creare e distribuire dei report o mettere i dati a disposizione di strumenti di Data Visualization.

Attualmente il 70% del fatturato dell’azienda è generato da Tableau, ma The Information Lab si aspetta di veder sempre più riconosciuto sul mercato il valore del contributo di Alteryx.

The Information Lab Data Academy e le data rockstar

Per diffondere la cultura del dato, The Information Lab ha promosso la Data Academy mirata a formare persone sulla self service analytics.

«Ogni 5 mesi – ha dichiarato Donna – facciamo partire delle classi di 5 o 6 persone cui viene impartita formazione teorica e alle quali, parallelamente, viene offerta la possibilità di collaborare a progetti attivi su nostri clienti. Il fine è formare quelle che noi amiamo definire data rockstar, figure professionali che, senza partire necessariamente da un background tecnico e statistico, sono capaci di fare magie con i dati, utilizzandoli al meglio e rendendoli visualizzabili in modi nuovi e accattivanti. Dopo 4 mesi di formazione le nostre figure vengono impiegate come consulenti presso i nostri clienti per un periodo totale di 18 mesi, in cui mediamente ruotano ogni 6 mesi, avendo la possibilità di fare esperienza in almeno tre realtà diverse. Questa è la nostra formula per favorire la crescita di competenza in un settore in forte crescita e mettere a disposizione delle aziende figure che sappiano davvero come valorizzare i loro dati».

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5