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Intervista

Produttività nel fashion: oggi è possibile competere con il Made in Italy?

Con Giuseppe Menato, CEO di Exekon, azienda che sviluppa soluzioni gestionali integrate per rendere più competitive le organizzazioni del settore manifatturiero e del mondo moda, abbiamo parlato delle sfide che devono affrontare oggi le realtà italiane e del ruolo che gioca la tecnologia

07 Gen 2020

Paola Capoferro

Chi non conosce la moda Made in Italy? Nota in tutto il mondo è uno dei marchi di fabbrica del nostro Paese, sinonimo di eleganza e cura dei particolari, da sempre parte integrante della nostra cultura, uno dei pilastri su cui l’Italia basa la sua economia.

Quello della moda è anche un settore che negli ultimi anni ha vissuto profondi cambiamenti con la diffusione dei marketplace e delle piattaforme di eCommerce, e che ha dovuto fare i conti con rinnovate esigenze dei clienti e con una crescente variabilità della domanda, dettata anche dalla diffusione di piccole commesse legate a collaborazioni con stilisti per campagne spot.

Delle luci e delle ombre del settore della produzione di abbigliamento abbiamo parlato con Giuseppe Menato, CEO di Exekon, azienda italiana che sviluppa sistemi gestionali integrati dedicati alle fabbriche del settore manifatturiero, con particolari attenzioni al ramo tessile.

Nata nel 1991, oggi Exekon ha all’attivo 60milioni di transazioni eseguite giornalmente e 5mila client di produzione installati in tutto il mondo.

Vi avvicinate ai 30 anni di attività, ci racconta chi è Exekon e la sua evoluzione?

La mission di Exekon è sempre stata quella di aiutare le aziende del fashion ad aumentare la produttività e l’efficienza. Partendo dalle fasi di studio e realizzazione del prodotto (prototipia), agiamo sull’intero ciclo attivo e passivo, per entrare, infine, con proposte innovative nei reparti produttivi. Lo facciamo proponendo le nostre soluzioni, la cui configurabilità ci consente di cucire, come un sarto, il sistema attorno al nostro ombelico del mondo: il cliente.

Come diceva lei, possiamo quasi dire che la nostra è una storia trentennale. Quando siamo nati, nel 1991, Exekon era l’unica azienda informatica focalizzata sullo sviluppo di soluzioni di governance per il mondo del tessile. Allora ci portavamo dietro un know-how e numerose esperienze nella gestione di fabbrica, maturate nel corso degli anni. È grazie a questo che siamo entrati in un nuovo mercato in modo mirato, raccogliendone le esigenze, cosa che ci ha permesso di individuare gli strumenti necessari per portare avanti la filiera produttiva industriale con efficienza. Già verso la fine degli Anni ’90 sono iniziate le collaborazioni di Exekon con i più grandi player, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.

Quando ripercorro la nostra storia mi piace pensare al ruolo centrale che abbiamo avuto nella crescita di molte realtà: non solo abbiamo consentito loro di migliorare l’efficienza delle procedure, ma le abbiamo aiutate a semplificare i processi, arrivando a gestire la fabbrica in modo, facile, giusto ed efficiente.

Se poi guardo la nostra evoluzione, direi che è andata di pari passo con quella dei nostri clienti: all’inizio ci siamo concentrati sul modulo produzione, per poi arrivare a ideare le soluzioni per gestire le informazioni che vengono convogliate verso l’area produttiva e quelle che riguardano l’area più prettamente gestionale, fino a sviluppare negli ultimi anni sistemi per la contabilità e la fatturazione elettronica, per cui forniamo il servizio di intermediazione.

Adesso Exekon è in grado di supportare i clienti su più fronti: dalla gestione delle entrate e delle uscite delle merci, alla nascita di un nuovo prodotto, dal controllo della produzione ai flussi amministrativi, passando per la pianificazione degli acquisti fino ad arrivare al ciclo attivo e ciclo passivo, alla contabilità e al controllo di gestione.

Che cosa intende Exekon con sistemi gestionali cuciti su misura per il cliente?

Come dicevo è questo il cuore della nostra attività. Per ognuno dei nostri prodotti abbiamo creato dei moduli verticali, che possono essere acquistati e gestiti in autonomia. Questo permette ai nostri clienti di scegliere, insieme a noi, la soluzione che risponde al meglio alle loro esigenze. Ci sono casi in cui un’azienda ha deciso di implementare un singolo modulo, ma anche casi in cui il cliente ha preferito affidarsi completamente alle nostre soluzioni per la gestione dell’intera catena produttiva, con un processo integrato e verticale. Quando si parla del mondo della moda italiano bisogna sempre ricordarsi che le realtà che lo popolano sono piccole, medie e grandi: solo configurando le soluzioni su misura riusciamo a soddisfare sia le esigenze dei piccoli artigiani sia quelle dei grandi player.

Clicca qui per scoprire gli strumenti per ottimizzare la produttività nel fashion mantenendo la qualità.

Quello della moda è un contesto sfidante, qual è oggi la strategia da adottare?

Se fino a dieci, quindici anni fa si parlava di stagionalità, oggi si parla di collezioni, che in alcuni casi hanno un orizzonte temporale di una settimana. Tutto avviene in modo veloce, quasi istantaneo, non c’è più il tempo di studiare le collezioni e programmarne con calma la messa in produzione: flessibilità e velocità sono gli elementi essenziali dell’attuale mercato della moda.

Tutto questo si traduce nella necessità di avere reparti di progettazione e linee produttive ben organizzate e pianificate. È solo così che si può puntare a una differenziazione in un mercato che è altamente competitivo, in cui i paesi terzi “combattono” con noi sulle grandi economie di scala, che ormai in Italia non esistono più. Nel nostro Paese non c’è più nessuno che produca grandi quantitativi di capi, non esistono più realtà manifatturiere che impegnano decine di migliaia di persone.

Oggi, in Italia, abbiamo aziende da dieci a mille addetti: questo vuol dire che per essere efficienti nella produzione è necessario ottimizzare il processo in generale. Il nostro compito è proprio quello di rendere competitiva l’azienda, analizzandone il potenziale per cercare di raggiungere i risultati migliori sia dal punto di vista dei costi sia in termini di qualità, garantendo al contempo la massima flessibilità. Chi adotta le nostre soluzioni ha costantemente a disposizione informazioni digitali in real time. Questo a nostro avviso è il reale punto di snodo. Partendo dall’assunto che una realtà produttiva manifatturiera per essere gestita ha bisogno di un certo metodo e di un certo inquadramento, a un certo punto si sono dovuti fare i conti con il fatto che il vecchio modo di lavorare era divento insostenibile: la velocità di rinnovamento dei prodotti e la loro variabilità hanno in pratica cambiato le regole del gioco.

Per affermarsi ed essere competitive rispetto a realtà internazionali, le aziende Made in Italy devono puntare su un livello di efficienza tale da mettere in discussione anche la produzione all’estero se rapportata alla velocità, oltre che alla qualità: portare la merce fuori dall’Italia ha un costo, mentre una fabbrica ben gestita può arrivare addirittura ad essere competitiva contro quei paesi in cui il costo del lavoro è infinitamente più basso rispetto al nostro. Questo consente anche di ridurre il lead time, cosa non di poco conto oggi che viviamo nell’era dell’eCommerce, con consumatori sempre più esigenti, che richiedono la personalizzazione e una velocità di risposta sempre maggiore. Oggi molti dei nostri clienti riescono a consegnare articoli su misura in 2-5 giorni.

Tornando alla strategia, che ruolo ha oggi Industry 4.0? In che modo voi supportate i vostri clienti?

Dal mio punto di vista, Industry 4.0 è la grande occasione da cogliere per permettere alle aziende di aggiornarsi e di attrezzarsi di tutti gli strumenti necessari per competere nel panorama internazionale non solo oggi, ma anche domani. È quasi un’opportunità per avere una finestra temporale aperta sul futuro.

Per poterne cogliere pienamente le potenzialità è necessario da un lato un cambiamento di mentalità e dall’altro avere strumenti smart, capaci di attirare i giovani, di stimolarli, di portarli vicini all’industria con un approccio che sia adatto a una mentalità nuova. Ancora una volta tutto ruota intorno al digitale: il settore tessile, negli ultimi anni, ha vissuto una vero e proprio cambio generazionale e l’unico modo per far crescere velocemente e coinvolgere i giovani è rinnovare gli strumenti con cui lavorano.

Noi, in quanto partner tecnologici, abbiamo un ruolo di primo piano in questa partita: in una fabbrica digitale 4.0 ogni passaggio non solo deve essere sotto controllo in tempo reale, ma deve anche essere condiviso e i report devono essere accessibili immediatamente a chi di dovere. Rispetto ai nostri competitor, ci facciamo forti del fatto di aver stratificato in tantissimi anni il nostro bagaglio di esperienza, che abbiamo rinnovato costantemente. Ad esempio, il nostro sistema MES – il software WinSipex di controllo della produzione delle collezioni – è giunto all’ottava generazione, oggi ha interfacce grafiche accattivanti e consente in modo automatico di acquisire i dati produttivi e di gestire e analizzare ogni aspetto della realizzazione di una collezione (dai minimi dettagli del modello fino al controllo qualità e ai premi di produzione, con i capi imballati e pronti da spedire) utilizzando l’Intelligenza Artificiale. Si tratta, infatti, di un sistema capace di scegliere le strategie in maniera autonoma e di aiutare le persone a intervenire velocemente, laddove sia necessario, e di anticipare i fenomeni che tipicamente vengono discussi per ipotesi, dando la possibilità di riprodurre strategie immediate di correzione.

Quindi secondo lei è ancora possibile competere con il Made in Italy…

Sicuramente sì, servono i mezzi giusti e l’attenzione della nostra infrastruttura governativa.

Lato nostro, con le nostre soluzioni puntiamo a offrire alle aziende un sistema che di fatto è un modello funzionale, una filosofia, un modo di gestire la fabbrica in modo efficiente, che si sposa con l’italianità, l’artigianalità e la creatività del saper inventare cose nuove e di lusso. Le accompagniamo, anche, lungo un percorso di internazionalizzazione che le spinge a espandere i confini in tutti i mercati, laddove questo tipo di filosofia venga sposata. Per cui, l’azienda interamente governata dal sistema, non ha confini.

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