Intervista

Lanzo, AD di NetCom Group: «L'automazione cambia marcia con AI e quantum computing»

Il presidente e Amministratore Delegato dell’azienda italiana di consulenza ingegneristica specializzata in automazione e validazione dei software guarda al futuro dell’informatica. E si prepara all’internazionalizzazione. L’Italia resta il mercato core, anche nella ricerca scientifica, e i settori di riferimento sono Tlc, media, automotive. Ma anche cybersicurezza

06 Ott 2020

Patrizia Licata

Automazione, Intelligenza Artificiale, deep learning: è questa l’evoluzione naturale delle tecnologie di testing e validazione dei software e delle app per NetCom Group, il gruppo italiano di consulenza ingegneristica per i settori telecomunicazioni, automotive, trasporti e sistemi avionici di difesa. Con oltre 600 dipendenti nelle sedi di Napoli, Roma, Torino, Modena e Milano, NetCom Group è pronta a fare il salto verso l’internazionalizzazione, ma senza dimenticare il mercato core italiano e le necessità contingenti delle imprese create dalla pandemia. Ne abbiamo parlato con il Presidente e Amministratore Delegato Domenico Lanzo.

Domenico Lanzo

Presidente e Amministratore Delegato, NetCom Group

Che cosa avete proposto in questo periodo di emergenza Covid-19?

Abbiamo un prodotto di gestione delle postazioni di lavoro per dare supporto all’help desk tecnico, con capacità di intervenire a distanza con strumenti software anche complessi. Alcuni clienti ci hanno anche chiesto di organizzare postazioni remote per i loro dipendenti in Smart Working. Noi interveniamo con un sistema di configurazione a distanza per il collegamento Vpn, la condivisione delle risorse (documenti, stampe remote, pdf ecc.) e le relative policy autorizzazione. Abbiamo organizzato una task force per la progettazione caso per caso, in modo da inserire ogni postazione di lavoro in una filiera di controllo.

Il core business di NetCom Group resta comunque l’automazione?

Sì, automazione e controllo dei sistemi embedded per media e Tv, costruttori d’auto, aziende delle telecomunicazioni. La nostra forza si basa sulla qualità dei software che sviluppiamo grazie a un personale altamente specializzato di ingegneri, fisici e matematici. Per esempio, testiamo i software che gestiscono la comunicazione tra cellulari e antenne radio o le varie funzionalità di uno smartphone, oppure i software delle centraline delle auto connesse e le tecnologie di rilevazione dei consumi. Ancora, mettiamo alla prova gli algoritmi per la qualità delle immagini o i decoder delle aziende dei media e la criptazione delle media-card. Automatizziamo tutta una serie di verifiche e comandi che altrimenti implicherebbero sprechi di tempo e risorse garantendo risultati più accurati.

Integrate l’Intelligenza Artificiale?

Sì, è la nostra nuova evoluzione. Stiamo sperimentando degli algoritmi di AI proprietari che definiscono le regole per trovare scorciatoie alle soluzioni di test che applichiamo ai singoli database delle diverse industry. I risultati sono già ottimi: stiamo mettendo a frutto un’esperienza pluriennale nell’automazione.

La macchina trova le soluzioni all’eventuale problema e decide come agire?

Non esattamente. In NetCom Group stiamo brevettando nuove macchine capaci di dare supporto al decision-making, ma sempre con un intervento umano. Parte dei nostri sistemi va verso un’AI che seleziona le azioni da intraprendere in base al risultato dell’analisi dei dati, ma poi è l’operatore a prendere la decisione finale. L’AI però riduce la casistica di azioni per la risoluzione e rende il decision-making più veloce e accurato. L’Intelligenza Artificiale non può decidere da sola. Forse ci si arriverà entro i prossimi dieci anni, ma per essere in grado di scegliere la macchina deve fare auto-apprendimento con il machine learning e, soprattutto, il deep learning. Ci sono millenni di evoluzione dietro alle abilità del nostro cervello e non possiamo ancora pensare a una macchina capace di un’operazione così complessa come la decisione. Per ora l’AI e l’high-performance computing sono un enorme aiuto per l’essere umano perché abbiamo a che fare con banche dati gigantesche e sono necessari tempi ancora lunghi per analizzare milioni di dati.

Annoverate clienti come Ferrari e Lamborghini, Gruppo Fca, Nokia e Siemens, Sky Italia e Vodafone, H3G, Huawei, Cisco Systems, Lottomatica, Luxottica, Banca Intesa, Banco Bpm. Siete pronti per sbarcare all’estero?

Sì, puntiamo all’espansione internazionale con le nostre competenze sull’automazione e servizi di consulenza specialistica nell’automotive, aerospazio, Tlc, media ma anche cybersicurezza. È un settore in cui crediamo molto. Probabilmente procederemo tramite acquisizioni strategiche, guardando come priorità a Francia e Germania.

L’Italia resta comunque il mercato core, dove siamo impegnati anche nelle collaborazioni con le università, per esempio la Federico II di Napoli, dove partecipiamo alla ricerca sul quantum computing, e con la facoltà di salerno per i sistemi di controllo.

È la vostra prossima evoluzione tecnologica?

Non solo nostra: il calcolo quantistico è il futuro dell’informatica – anzi, non ci sarà AI senza quantum computing, perché si supera la logica binaria e si ragiona in qubit e con i criteri della meccanica quantistica. È un nuovo mondo che apre nuove frontiere all’analisi dei dati e alle applicazioni commerciali, ma soprattutto apre un singolare orizzonte nel campo della informatica “intelligente”.

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