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strategie

Del Corno, Dimension Data: «Un cloud basato su esperienza, competenza e fiducia»

Il COO Europeo fa il punto sulla strategia di transizione del System Integrator multinazionale verso un’offerta cloud sempre più consulenziale e basata sulla condivisione del rischio. «Un passaggio dirompente: significa davvero diventare partner e condividere il successo del cliente».

02 Ago 2016

Manuela Gianni

Una nuova relazione con i clienti, estrema attenzione alle competenze e alla formazione, livelli di servizio garantiti che guardano al business. È così che Dimension Data, specialista di soluzioni e servizi ICT globali da 7,5 miliardi di dollari (erano 6,7 l’anno scorso), sta cambiando pelle per portare l’IT-as-a-service ai clienti, mantenendo salda la reputazione di System Integrator affidabile e competente: una realtà in crescita (fa parte del Gruppo giapponese NTT) in grado di supportare a livello mondiale e nel lungo periodo colossi del calibro di Zurich e Boing.

Dimension Data, che ha l’headquarter in Sud Africa, adotta un modello organizzativo snello che lascia autonomia di sviluppo alle singole country. In totale in Europa lavorano 6mila persone, 180 in Italia – dove c’è stata una crescita importante negli ultimi anni – e a Roberto del Corno, che da inizio 2015 ha il ruolo di COO europeo (era in precedenza country manager italiano), è stato affidato il coordinamento del lavoro di 16 Country Manager.

Il compito primario, ci spiega, è quello di gestire la transizione verso il nuovo modello di IT-as-a service, “a consumo”, bilanciando il “vecchio con il nuovo”, ovvero il business tradizionale di System Integration, che ancora rappresenta una parte significativa del fatturato, con l’offerta cloud e di servizi, sempre più ampia (dall’infrastruttura di base fino agli applicativi) e basata su 15 Data Center proprietari. «È un percorso di trasformazione lungo, che richiede una focalizzazione precisa e che sta ottenendo un riscontro molto positivo, in particolare per i servizi di outsourcing. Stiamo costruendo un rapporto di fiducia con i clienti, puntando sulla qualità del servizio: se prima vendevamo prodotti e servizi, oggi proponiamo un modello basato sulla definizione di un Service Level Agreement sul business, condividendo con il cliente il rischio operativo, accompagnandolo nella trasformazione. Un passaggio dirompente: significa davvero diventare partner e condividere il successo del cliente».

Un approccio sempre più consulenziale, dunque, particolarmente apprezzato dalle aziende medio grandi, che rappresentano la gran parte dei clienti della multinazionale. Ma che include anche le PMI, tramite partner.

«Ormai gli investimenti IT non riguardano mai semplici aggiornamenti della tecnologia, ma vengono fatti solo se c’è un ritorno chiaro, un motivo preciso, una richiesta che arriva dal business. Per questo, servono nuove competenze e nuove attitudini: le persone di Dimension Data sono in grado di suggerire al cliente nuove modalità operative, grazie alla conoscenza approfondita e all’esperienza». Il risultato? «Il cliente acquista un servizio che funziona meglio e costa meno». Servono naturalmente persone all’altezza delle nuove aspettative, e su questo Dmension Data si distigue per l’attenzione al personale e gli investimenti in formazione: «Attirare i talenti è oggi una necessità per le aziende ICT: le persone con grandi skill hanno ampie possibilità di scelta», commenta del Corno.

Cambia anche la relazione con i vendor, una rosa di brand fra i più blasonati del settore. «Con Cisco, ad esempio, abbiamo un rapporto che dura da 25 anni – spiega il manager -. Continua a essere il nostro principale partner, ma le cose stanno cambiando radicalmente: ora comprano il Cloud da noi e abbiamo una collaborazione che va molto al di là della relazione commerciale».

L’offerta Cloud passa anche attraverso il canale, con partner di primo piano come Deloitte Consulting, che grazie a un accordo firmato nel 2015 è in grado di offrire soluzioni come le applicazioni Managed Analytics e SAP ai clienti multinazionali a livello globale, allineando il cloud più appropriato alle differenti applicazioni e carichi di lavoro, scegliendo tra i modelli cloud pubblici, privati o ibridi di Dimension Data. I clienti usufruiscono così di prestazioni e disponibilità uniformi, oltre alla connettività e sicurezza offerte su tutte le piattaforme.

Al cuore dell’offerta, infatti, c’è sempre la sicurezza gestita, pilastro di ogni progetto. «Siamo sempre in grado non solo di garantire la data security, ma anche di dire ai clienti dove si trovano i loro dati», sottolinea Del Corno.

Nell’ambito degli importanti investimenti in innovazione rientra anche l’accordo con Amaury, la società che organizza il Tour de France, evento sportivo seguitissimo nel mondo che si è concluso da poco. Si tratta di una sorta di laboratorio di nuove soluzioni ad uso di giornalisti e pubblico (qui l’articolo dedicato) che si è spostato insieme ai corridori: per la raccolta ed elaborazione dei dati, un data center veniva allestito e smontato a ogni tappa, mettendo alla prova lo staff sul fronte della sicurezza, della flessibilità e dell’affidabilità della soluzione sviluppata. Una palestra di innovazione che non ha deluso le aspettative.

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