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REPORTAGE - MWC 2016

Dal virtual mall agli “autonomous payments”: a Barcellona vanno in scena gli acquisti del futuro

Al Mobile World Congress 2016 alla ribalta il futuro che ci aspetta dopo i pagamenti da smartphone. Come l’auto che paga da sola la benzina al distributore e il centro commerciale virtuale

24 Feb 2016

Claudia La Via

Il futuro dei pagamenti nell’era del mobile commerce e dell’Internet of things non riguarda più solo gli utenti e il modo in cui acquisteranno un bene o un servizio, ma anche il sistema nel suo insieme, che coinvolge da una parte le “classiche” infrastrutture (i circuiti di pagamento e le banche), dall’altra i rivenditori e tutto l’ecosistema It.
Si tratta ormai di una certezza, che però ha ricevuto ulteriore conferma anche dall’ultima edizione del Mobile World Congress di Barcellona, la più importante fiera europea della tecnologia mobile che, fra i suoi padiglioni, quest’anno ha inaugurato la nuova era dei pagamenti digitali.

Un’altra conferma arriva dai numeri: secondo l’ultimo Rapporto sullo stato del settore del “mobile money” (denaro mobile) redatto dal Gsma, l’associazione degli operatori, fornitori e produttori mobili che organizza la fiera catalana, il numero di conti registrati e legati al “denaro in mobilità” è cresciuto del 31% l’anno scorso arrivando a 411 milioni. A questo si aggiunge il fatto che, solo lo sorso mese di dicembre, sono state effettuate più di 1 miliardo di transazioni mobili.

Alla fiera catalana di novità ne sono arrivate parecchie, a partire dall’annuncio di Vodafone che ha finalmente lanciato il suo wallet compatibile con qualsiasi sistema di pagamento. Insomma, il messaggio è chiaro: si va verso la semplificazione e l’unificazione dei processi. Per questa ragione un gruppo come Mastecard ha ribadito, proprio a Barcellona, la necessità della convergenza. Per farlo ha lanciato il suo nuovo programma “Commerce for every device” che parte dall’assioma che oggi ogni dispositivo – dai wearable agli smartphone – può essere abilitato alle transazioni. Una dimensione su cui, ha sottolineato Mastercard, bisogna ancora lavorare tanto, visto che finora tutti gli operatori del settore e gli attori coinvolti si sono concentrati esclusivamente sulla piattaforma mobile per gli smartphone. La spinta alla “trasversalità” delle transazioni, poi, potrebbe presto abilitare anche quelli che gli esperti da Barcellona hanno già ribattezzato “autonomous payments”, ossia tutti quei pagamenti che non necessitano della parziale o totale interazione umana.

L’auto che trova la pompa più vicina e paga in automatico

Si tratta di uno scenario che sarà strettamente legato al mondo dell’IoT e della connettività diffusa e che potrebbe vedere presto la luce come già stanno dimostrando alcuni produttori di auto, Ford in testa, che stanno lavorando per portare a bordo una serie di servizi – non necessariamente legati all’auto stessa – che possono essere pagati e gestiti in modo quasi autonomo dal veicolo. O, se preferiamo, in modo “predittivo”, perché il sistema impara a riconoscere le necessità e a soddisfarle al bisogno. Un esempio che la stessa Ford ha portato al Mobile world congress, e che già oggi con il suo nuovo ecosistema Ford Pass sta diventando realtà, è per esempio la possiblità che l’auto capisca da sola quando è arrivato il momento di fermarsi a fare benzina: trova la pompa più vicina e paga in automatico senza neppure un clic sul telefono perché il metodo di pagamento è stato già registrato e verificato in cloud.

Sempre alla fiera Catalana è arrivato persino un istituto finanziario, la spagnola CaixaBank, che ha presentato ImaginBank: si tratta della prima banca al mondo nata solo per i dispositivi mobili e per le applicazioni dei social network. Molti operatori del settore, invece, si sono messi in mostra all’Innovation City, uno spazio gestito proprio dalla Gsma, dove le aziende hanno mostrato tutte le potenzialità dell’Internet of things applicato al digital commerce. In particolare sono arrivati tantissimi esempi concreti e dimostrazioni dei nuovi sistemi di tokenizzazione che rendono più veloce sia il processo di associazione della carta ai servizi di pagamento digitale, sia la gestione e la

conservazione dei dati sensibili quando si paga nei negozi fisici oppure online.

Il Mall diventa virtuale

Oltre a questo sono arrivati anche degli esempi concreti di come l’innovazione digitale debba passare non solo dalle procedure di acquisto, ma prima di tutto da quelle di vendita. Nell’area espositiva all’inteno della fiera catalana è comparso per esempio un prototipo di centro commerciale digitale: questo “Virtual Mall”, realizzato dall’azienda di Abu Dhabi Etisalat, regala una nuova esperienza d’acquisto, perché permette di interagire con tutti i s

ingoli negozi presenti nel centro commerciale grazie a una grafica 3D. Gli utenti possono scegliere – grazie a una intefaccia intuitiva – i servizi e i prodotti e caricarli sul carrello per poi completare i propri acquisti con carte di credito e telefoni e utilizzare la soluzione di autenticazione personale Mobile Connect di Gsma, lanciato in occasione dell’edizione 2014 e ora già disponibile per 2 miliardi di consumatori.

Invece Powa Technologies, realtà attiva nella progettazione di tecnologie per la vendita al dettaglio, ha dimostrato come la sua avanguardistica piattaforma, insieme a un sistema spinto di “image recognition” capace di scannerizzare un prodotto in un’immagine, siano capaci di portare l’utente direttamente sul sito web del rivenditore per acquistarlo in modo sicuro e in pochissimi secondi. Perché il bello e la vera scommessa dei pagamenti digitali del prossimo futuro sarà soprattutto il binomio perfetto fra risparmio di tempo e sicurezza.

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