Vita da Dealer

«Così proteggiamo i nostri clienti», il caso 3C e il valore della sicurezza

Il system integrator piemontese spinge da sempre forte sul tema della protezione delle informazioni. Una spinta che ha trovato emblematica conferma nel corso di un evento che lo scorso 2 ottobre ha chiamato a raccolta CIO, IT manager e brand in ascesa come Yoroi e Boole Server

11 Ott 2015

Marco Lorusso

Ogni minuto vengono creati circa 219 malware. Come sempre i numeri spiegano molto più di mille parole…

Sono tanti, sono Virus, software, applicazioni che a differenza del passato non hanno più, solo, interesse ad attaccare e “fare danni” in aziende di medie e grandi dimensioni, banche, assicurazioni… Il cybercrimine nel corso degli ultimi anni, mesi, settimane non solo ha infatti compiuto passi da gigante ma ha messo a segno una serie di attacchi e di “furti” dallo spaventoso ritorno economico. Fenomeni come cryptolocker insomma hanno portato anche piccole e piccolissime imprese a fare tremendamente i conti con un tema, quello della protezione dei propri dati e del proprio denaro, ormai impossibile da eludere al tempo del cloud e dell’accesso alle infrastrutture IT da ogni device e da ogni luogo. Un tema che è da tempo al centro dell’attenzione di un System Integrator come Gruppo 3C.

«Da 20 anni – racconta Per Carlo Bruno, AD e uomo simbolo del Gruppo – proprio della capacità di sviluppare valore sul nostro territorio, il Piemonte, abbiamo fatto un chiaro tratto distintivo. La sicurezza è una delle problematiche più sentite dai nostri clienti e, come tale, è da tempo un nostro chiaro obiettivo. Non possiamo assolutamente non essere pronti di fronte alla domanda di chi può e deve pretendere di vivere il proprio business con ragionevole serenità».

Anche e soprattutto per questo, da tempo, la società organizza con grande attenzione una serie di appuntamenti che puntano a mettere a confronto idee, esperienze e soprattutto problematiche di imprese e manager del territorio. Relazione insomma e capacità di mettere a fattore comune casi, storie… Ultimo esempio in questo senso è l’evento che lo scorso 22 ottobre ha chiamato a raccolta oltre 15 manager di altrettante aziende di primissimo piano. Un evento che 3C ha organizzato in collaborazione con due Brand “nuovi” ma con le idee molto chiare e con un approccio di impatto come Yoroi (start up italiana nata lo scorso anno da un team di Cyber Warrior che come scopo unico “protegge il perimetro “Cyber” di ogni organizzazione”) e Boole Server, il data loss prevention software che protegge la riservatezza delle informazioni.

Una nuova sicurezza

« Le nuove minacce informatiche – ha spiegato Marco Testi di Yoroi durante il confronto – richiedono un nuovo approccio difensivo basato sulla conoscenza delle tecniche di attacco e la mitigazione tempestiva del malware. Tempo e formazione sono elementi chiave e spesso per una realtà di medie e piccole dimensioni disporre di simili strumenti diventa difficile. Per quello la scelta del partner sia a livello di brand, sia a livello di interlocutore locale diventa vitale».

«Da anni lavoriamo in questo senso – ha spiegato Stefano Del Terra del Gruppo 3C – l’idea e la pratica è quella di essere al fianco delle imprese sul territorio con risposte concrete e soluzioni capaci di renderle più competitive. La sicurezza da anni ormai è per noi un elemento chiave, proprio per l’impatto che una simile tematica ha sviluppato nei confronti della salute stessa dei processi aziendali».

Una sicurezza che impone a realtà come 3C la necessità di essere sempre aggiornati e capaci di portare sul mercato soluzioni innovative in grado di tenere il passo con i dirompenti sviluppi tecnologici che le tecniche di hacking stanno conoscendo. Oltre a Yoroi un esempio in questo senso è sicuramente Boole Server. Azienda presente all’evento con Antonio Oriti. Il manager proprio a testimonianza dell’attenzione sul tema della “novità” è stato più volte sollecitato nel fornire maggiori dettagli sul valore della soluzione. «Si tratta – ha spiegato Oriti – di un sistema di protezione completa per impedire l’utilizzo indebito dei file riservati da parte di collaboratori, fornitori e utenti non autorizzati. Oggi è quanto mai facile perdere il controllo di un documento riservato che, senza protezione, può essere stampato, copiato o inoltrato ad un concorrente oppure ad un organo di stampa. Non dimentichiamo che anche i dipendenti possono conservare ed utilizzare i documenti in loro possesso anche quando non collaborano più con il datore di lavoro».

Innovazione, relazione, confronto insomma, una formula sulla quale 3C sta investendo con forza. «E’ la nostra formula – conclude Bruno – ed è la combinazione che ci sta permettendo di sviluppare una serie di progetti di eccellenza sui quali a breve daremo ulteriori dettagli»

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