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Unified Communication

Collaboration, i responsabili LOB sempre più coinvolti nella scelta delle applicazioni

Un’indagine Ovum realizzata per conto di Dimension Data fa il punto sulla diffusione e utilizzo delle soluzioni di audio, video e Web conferencing, evidenziando come i referenti di business abbiano un peso crescente nelle decisioni di acquisto, in affiancamento all’IT. Un quarto dei manager usa app consumer: ma non è sempre un male

14 Mar 2016

Manuela Gianni

Gli strumenti di Unified Communication & Collaboration (UCC) migliorano il lavoro dei team e aiutano a prendere decisioni. Su questo, tutti sono concordi. Eppure, quasi il 40% delle aziende interpellate da Ovum in una recente ricerca dichiara di non avere incluso nella strategia IT questi tool, che includono audio e video conferencing, Web conferencing, Instant Messaging, strumenti Social di classe Enterprise. E che sono largamente utilizzati (si veda il grafico).

È una delle evidenze emerse dallo studio Connected Enterprise Report 2016 realizzato per conto di Dimension Data, che offre una panoramica sullo stato dell’implementazione delle strategie di collaboration nelle grandi aziende (più di 1.000 dipendenti) di tutto il mondo.

La diffusione delle soluzioni di Unified Communication & Collaboration

LOB e IT, una relazione sempre più stretta

Un aspetto interessante è che gli intervistati includono sia i direttori IT, sia i responsabili delle Line of Business (LOB), evidenziando come all’interno delle organizzazioni le tecnologie vengano spesso percepite in modo diverso e che i manager di business di molte aziende stanno assumendo un maggior controllo su questi temi: hanno infatti un ruolo significativo nella definizione ed esecuzione della strategia di collaborazione aziendale, aumentando così la propria autorevolezza e influenza nelle scelte.

I dipartimenti IT, d’altra parte, possiedono la competenza tecnologica e il budget per acquistare e continuano quindi a guidare le decisioni delle proprie aziende verso la collaboration. Nonostante ciò, un quarto dei LOB manager afferma di usare applicazioni consumer senza approvazione dell’IT.

La consumerizzazione avanza

La ricerca identifica tre tipologie di applicazioni di UCC. Quelle puramente consumer, come WhatsApp e FaceTime, quelle nate in ambito consumer ma disponibili anche in versione business, come Skype e Google App, quelle business ma con un modello di delivery consumer, includendo in queste Box, Zoom e Slack. Una spiegazione dell’utilizzo diffuso è la necessità di comunicare con l’esterno, ovvero con clienti e collaboratori che operano fuori dal perimetro aziendale, che spesso non sono raggiungibili con strumenti aziendali: questo è dunque un limite da superare. Emerge comunque che le applicazioni consumer non sempre sono il nemico da combattere: sempre più i dipartimenti IT accettano di gestire e acquistare questo tipo di soluzioni, abbracciando di fatto il trend della consumerizzazione.

Il futuro è cloud è social

Rispetto poi ai trend per il futuro, circa la metà delle aziende intervistate ha dichiarato che prevede un incremento nell’utilizzo della collaborazione social nel prossimo anno, e metà del panel ritiene che il Cloud sia il trend dominante, anche se ad oggi solo un’azienda su 4 utilizza soluzioni as-a-service.

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