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Ricerche

Cloud, punti di vista molto diversi tra USA ed Europa

Uno studio di Luth Research e Vanson Bourne per CA Technologies rivela il differente livello di esperienza e consapevolezza dei vantaggi del cloud presso le medie e grandi aziende americane, europee e italiane

15 Lug 2013

Piero Todorovich

Lo studio “The TechInsights Report 2013: Cloud Succeeds. Now What?” realizzato da Luth Research e Vanson Bourne per CA Technologies, di cui abibamo già pubblicato alcune anticipazioni, rivela una serie di dettagli sul livello di consapevolezza delle medie e grandi imprese per quanto riguarda le potenzialità del cloud computing.

C’è oggi una maggiore confidenza dei responsabili IT per i servizi erogati con le modalità di tipo Iaas, Paas e Saas (ovvero rispettivamente Infrastructure, Platform e Software As a Service), derivata anche dalle concrete esperienze positive in tema di riduzione dei costi e accelerazione del time-to-market, spesso oltre le aspettative iniziali.

Le differenze tra USA, Europa e Italia

Sebbene le esperienze nell’uso del cloud risultino simili, spiccano notevoli differenze tra manager statunitensi ed europei dal punto di vista della durata dell’esperienza e degli obiettivi ricercati.

Negli USA il 55% dei manager utilizza il cloud da tre o più anni, contro il 20% dei loro colleghi europei e solo il 13% degli italiani. La maggioranza dei responsabili IT europei (79%) e italiani (87%) ha iniziato a implementare il cloud computing un paio d’anni fa. Scendendo nel dettaglio il 41% degli intervistati in Europa e il 41% in Italia ha dichiarato di utilizzarlo da uno/due anni, mentre il 38% in Europa e il 44% in Italia afferma di averlo adottato due/tre anni fa.

Tra i benefici attesi dal cloud c’è, al primo posto, l’abbattimento dei costi per il 65% dei manager europei e per il 74% di quelli italiani. Per confronto, la riduzione dei costi non figura tra i primi tre obiettivi degli IT manager statunitensi. Tra le aziende che hanno acquisito maggiore esperienza con il cloud hanno grande rilevanza anche la velocità d’innovazione, la migliore performance, scalabilità ed elasticità.

Pur non essendo la prima ragione di scelta, il cloud è visto in Italia come opportunità per migliorare le performance dell’IT in termini di scalabilità ed elasticità dal 61% dei manager. Contano inoltre i livelli di sicurezza per il 32%. Sebbene solo il 23% dei responsabili dei sistemi informativi ritenga il cloud un fattore abilitanti per creare più velocemente innovazione, quasi un terzo (il 29% come emerso anche a livello Europeo), ritiene che la nuvola possa aumentare il fatturato d’impresa.

Chi ha esperienza investe di più

L’indagine mostra come le aziende più grandi abbiano fatto da apri-pista nell’adozione del cloud: il 93% che utilizza il cloud da quattro o più anni ha oggi un fatturato pari o superiore al miliardo di dollari. Aziende di pari dimensioni sono al 79% utilizzatrici contemporanee per tutte le tipologie di cloud: IaaS, PaaS e SaaS.

Per quasi tutti gli intervistati (98%), il cloud ha soddisfatto o superato le aspettative di sicurezza, malgrado quasi metà degli intervistati (46%) abbia indicato la sicurezza come il motivo numero uno per decidere di non trasferire sul cloud alcune applicazioni.

Un terzo delle aziende che usa il cloud da 4 o più anni prevede un’alta probabilità di incrementare la spesa in quest’ambito di oltre il 30%. In fatto di prospettive di aumento dell’investimento nel cloud, i manager statunitensi si rivelano più ottimisti di quelli europei: il 48% intende aumentare l’investimento fino al 30% e il 17% oltre il 30%, contro, rispettivamente, il 42% e il 4% dei soggetti europei, e il 31% e il 7% degli italiani.

Lo studio di Luth Research e Vanson Bourne è stato condotto intervistando 542 IT leader di aziende con un fatturato di almeno 500 milioni di dollari situate in USA, Benelux, Francia, Germania, Inghilterra e Italia. Per l’indagine sono state consultate aziende che, da almeno un anno, hanno implementato servizi IaaS, PaaS o SaaS.

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