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Approfondimenti

Cloud computing, flessibilità, risparmio e una nuova governance

La promessa del nuovo paradigma è un “Sistema Informativo 2.0” nel quale è possibile integrare e ricombinare velocemente servizi e applicazioni, attingendo alle risorse “nella nuvola”. Ma la transizione non è facile: richiede la gestione di un’architettura composita, in grado di sfruttare in modo opportuno tecnologie e modelli di offerta di nuova concezione senza perdere coerenza interna

01 Lug 2010

A fronte dei profondi cambiamenti in atto nei modelli
organizzativi, nei processi e negli strumenti utilizzati dalle
persone, anche i Sistemi Informativi aziendali stanno
progressivamente evolvendo. Alle Direzioni ICT vengono infatti
poste nuove e pressanti richieste: maggiore flessibilità e
adattabilità dei sistemi, tempi di risposta al business sempre
più stretti, capacità di supportare processi organizzativi
spesso variabili e destrutturati. Troppo spesso, però, dovendo
fare i conti con infrastrutture e sistemi rigidi e non
integrati, le Direzioni ICT finiscono per essere considerate un
vincolo al cambiamento, oltre che un pesante centro di costo.
L’emergere delle architetture orientate ai servizi, il
paradigma del Cloud Computing e l’offerta di risorse ICT
“as a Service” offrono oggi l’opportunità di
andare verso un Sistema Informativo realmente diverso, nel
quale è possibile integrare e ricombinare velocemente servizi
e applicazioni, offrendo alle organizzazioni la possibilità di
creare ambienti dinamici e personalizzati. Il Cloud Computing
si riferisce in particolare a un insieme di tecnologie in grado
di garantire flessibilità all’infrastruttura informatica
e al contempo contenere i costi di gestione della stessa. Al
momento, la preferenza per le aziende è quella di dotarsi di
infrastrutture cloud interne (private cloud) piuttosto che
affidarsi a fornitori esterni di servizi simili, per
avvantaggiarsi della flessibilità offerta da tecniche di
virtualizzazione “spinta” su un numero elevato di
server, senza però rinunciare a governare direttamente aspetti
ritenuti critici quali la sicurezza e l’affidabilità
complessiva dell’infrastruttura.

A livello mondiale i servizi Cloud si stanno diffondendo
rapidamente. Secondo Gartner quest’anno il mercato
crescerà del 16,6% e il trend positivo continuerà per i
prossimi cinque anni, comprendendo nell’analisi diversi
aspetti: Software as a Service (SaaS), Platform as a Service
(PaaS), e Infrastructure as a service (IaaS). Le motivazioni
che spingono l’adozione di soluzioni di cloud computing
sono prevalentemente la continuità di servizio, grazie alla
maggiore affidabilità offerta da un’infrastruttura a
elevata ridondanza e l’efficienza di gestione ottenibile
mediante il consolidamento infrastrutturale su una
“nuvola” di server virtualizzati. In misura minore,
ma comunque rilevanti, i benefici in termini di velocità di
attivazione di nuovi servizi (non solo in produzione, ma ancor
più frequentemente per la predisposizione di ambienti di
staging e testing) e flessibilità di gestione delle variazioni
nel carico di elaborazione richiesto dagli utenti. Tuttavia, la
transizione verso questo “Sistema Informativo 2.0”
non è né facile né naturale, perchè richiede la gestione di
un’architettura composita, in grado di integrare e
sfruttare in modo opportuno le nuove tecnologie e i nuovi
modelli di offerta senza perdere coerenza interna. Innanzitutto
occorre cominciare un percorso di scomposizione delle
applicazioni interne, di modo da poterle integrare in modo
flessibile all’interno di architetture orientate ai
servizi. Occorre poi valutare la possibilità di ricorrere a
risorse e applicativi esterni, secondo le logiche “as a
Service”, per dare risposte rapide ed efficaci alle Line
of Business, ridi utilizzo, sviluppare infrastrutture, proporre
servizi e applicazioni, siano esse interne o esterne, lasciando
però libere le diverse funzioni, ed entro certi vincoli gli
utenti stessi, di creare ambienti personalizzati che compongano
servizi interni con risorse e servizi provenienti
dall’esterno dell’organizzazione.

La visione è quella di un CIO “urbanista” che,
definendo regole e standard, crei una sorta di “piano
regolatore” che ponga le basi per uno sviluppo dinamico e
decentrato, ma al tempo stesso coerente, delle iniziative di
innovazione basate sull’ICT. servando i tempi e i costi
di uno sviluppo ad hoc alle sole applicazioni realmente
distintive. L’architettura interna diventa a questo punto
il collante in grado di integrare a vari livelli e rendere
coerenti questi due mondi. Analogamente, l’infrastruttura
su cui si poggia il Sistema Informativo può essere resa
maggiormente flessibile, facendo ricorso ad approcci di
virtualizzazione o di Cloud Computing sia interni che esterni.
Coerentemente con quanto avviene a livello di organizzazione e
strumenti, anche la governance del Sistema Informativo sta
cambiando. La figura classica del “CIO muratore”,
che costruisce, impone e gestisce spazi di lavoro, strumenti e
infrastrutture, viene sempre più spesso messa in crisi: sono
gli utenti stessi che, riappropriandosi del controllo dei
propri processi, decidono di progettare e gestire in autonomia
parte dei propri sistemi (comprandoli, ad esempio, secondo una
modalità as-a-Service). Mentre in un sistema di governance
tradizionale, alla Direzione Sistemi informativi spetta in toto
la definizione di regole e standard, l’analisi e
l’interpretazione delle esigenze degli utenti e lo
sviluppo di applicazioni e sistemi comuni che vengano incontro
alle esigenze della maggioranza degli utenti, in una Governance
2.0, alla Direzione ICT compete definire l’architettura e
le regole generali

DA TELECOM ITALIA IL CLOUD “SU MISURA” PER
LE PMI

VANTAGGI E PROSPETTIVE DELLE TECNOLOGIE CHE PERMETTONO ANCHE
ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DI DOTARSI DI RISORSE IT IN BASE
ALLE EFFETTIVE NECESSITÀ

Quali sono i principali vantaggi che l’adozione
di tecnologie di cloud computing può portare alle
PMI?


Il cloud computing permette di aumentare significativamente il
portafoglio di soluzioni infrastrutturali, di piattaforma e le
applicazioni informatiche che l’azienda può adottare
senza richiedere considerevoli investimenti anticipati. Non a
caso la propensione all’investimento in soluzioni IT ha
dato segnali di contrazione sulle soluzioni basate su
tecnologie fisiche, mentre le dichiarazioni di interesse e la
propensione di acquisto sulle soluzioni cloud e virtuali a
costi variabili sono cresciute significativamente e presentano
proiezioni di crescita potenziale decisamente interessanti.
L’offerta di servizi “in the cloud” per le
PMI di Telecom Italia, attraverso il portafoglio
d’offerta dedicato Impresa Semplice, è stata strutturata
per coprire tutte le componenti del modello “as a
service”, ad iniziare dalla componente infrastrutturale
per proseguire verso le piattaforme e quindi le applicazioni
informatiche. Il livello IaaS – Infrastructure as a
Service – è quello più direttamente correlabile con la
virtualizzazione delle componenti fisiche
dell’informatica, come i server, lo storage, le CPU o la
banda internet e vpn. Sono quelle stesse componenti che, nelle
soluzioni fisiche classiche, vincolano le scelte tecnologiche
ad ingenti investimenti ed immobilizzazione di capitali e che
limitano la scalabilità di prestazioni se non a fronte di
ulteriori impegni economici. In questo caso la scelta di
Telecom Italia è stata quella di privilegiare da subito la
flessibilità e l’adattabilità delle infrastrutture
virtuali alle esigenze informatiche di ogni singolo cliente ed
in ogni fase del ciclo di vita del suo fabbisogno
informatico.
Attraverso la costruzione virtuale dell’infrastruttura il
cliente può variare in tempo reale tutti i parametri
tecnologici di riferimento come dimensione della RAM e dello
storage, il numero delle CPU o la banda garantita di accesso,
adattando senza interruzione di servizio l’infrastruttura
al fabbisogno informatico anche per brevi periodi di tempo sia
incrementando le risorse che riducendole. In altri termini le
soluzioni IaaS “in the cloud” ad elevata
flessibilità – come Ospit@ Virtuale di Impresa Semplice
– non appesantiscono lo stato patrimoniale delle aziende
clienti con immobilizzazioni materiali dovute agli investimenti
fissi in conto capitale, ma permettono di modulare la spesa e
adattarla alle effettive necessità informatiche del momento
come un semplice costo operativo.

Oltre al fattore economico, quali sono gli elementi che
possono favorire l’adozione di tecnologie cloud da parte
delle PMI?

Oltre alla capacità di offrire livelli di servizio di
eccellenza e di poter fare leva su elevate economie di scala e
di apprendimento, esclusiva di grandi operatori che, come
Telecom Italia, per proprie esigenze si sono già dotati di
soluzioni “in the Cloud” di dimensione e
complessità rilevanti, esiste un ulteriore fattore da
considerare opportunamente. In passato l’offerta
commerciale era orientata all’outsourcing complessivo dei
servizi IT in cui il cliente cedeva in modo esclusivo
l’intero ciclo di vita e le infrastrutture IT ad un
soggetto esterno in cambio di livelli di servizio definiti
contrattualmente. Questo approccio ha avuto e tuttora ha grande
successo presso le medie e grandi imprese, viceversa le sorti
dell’outsourcing sono state meno rilevanti per le PMI e
le microimprese. Le cause sono radicate nella sostanziale
differenza di gestione delle tematiche ICT nelle grandi imprese
rispetto a quelle più piccole. Le prime dotate di una
struttura ICT interna all’azienda, le ultime già
abituate ad affidarsi a professionisti, software house o system
integrator locali.
La soluzione Ospit@ Virtuale tiene conto di queste differenze
ed è in grado di mantenere vivo il rapporto fiduciario tra
piccola e media impresa e fornitore locale di servizi ICT
separando nettamente i ruoli dell’utilizzatore finale da
quelli del gestore ed amministratore del sistema stesso.
Riconosciamo di fatto al cliente il primo ruolo ed al partner
IT locale il secondo.

Come vede in prospettiva il rapporto tra PMI e cloud
computing?

Certamente le soluzioni “fisiche” di tipo classico
manterranno un ruolo importante nel mercato ancora per un certo
tempo e non è ipotizzabile al momento un completo spostamento
verso soluzioni di virtualizzazione. Per quanto riguarda le
potenzialità dell’offerta “in the Cloud” per
le PMI italiane, lo sviluppo del mercato è influenzato
significativamente dalla capacità dei Carrier e dei Service
Provider nazionali. La condizione è di riuscire a sviluppare
una cooperazione tra i differenti “attori
dell’ICT”, tra quelli, cioè, in grado di offrire
applicazioni informatiche basate su standard e gli altri attori
locali che godono del rapporto fiduciario con la PMI. Infine,
la facilità di utilizzo e la rapidità di apprendimento, sia
per chi deve utilizzare le soluzioni “in the cloud”
sia per chi deve gestirle ed amministrarle, rappresentano un
ulteriore importante fattore che può influenzare
l’adozione da parte del cliente finale e quindi
determinante per la crescita dell’intero sistema della
domanda IT di Cloud Computing delle PMI e delle microimprese

Il servizio Ospit@ Virtuale

È un innovativo servizio di hosting che consente ai clienti di
accedere al proprio server virtuale attraverso
un’interfaccia Web da qualsiasi PC dotato di connessione
a larga banda (xDSL), garantendo la fruibilità dei dati e
delle applicazioni aziendali anche in mobilità e in modo
semplice e sicuro. Ospit@ Virtuale offre le stesse
funzionalità e prestazioni dei server dedicati e può essere
amministrato direttamente dal cliente attraverso un sito Web
appositamente realizzato per questa finalità. Il servizio
permette alle imprese di utilizzare i software e i sistemi
operativi più avanzati senza dover sostenere i costi
dell’acquisto e della manutenzione dei server: questi,
infatti, vengono “virtualizzati” nei Data Center di
Telecom Italia, utilizzando tecnologie in grado di fornire in
tempo reale la capacità elaborativa richiesta dalle
applicazioni, grazie alla condivisione, in massima sicurezza,
delle risorse informatiche di piattaforme potenti ed
affidabili. Le soluzioni di Ospit@ Virtuale si caratterizzano
per la velocità di attivazione (entro 3 giorni) e per
l’estrema flessibilità, adattandosi alle esigenze IT
delle aziende. È possibile attivare il servizio dopo averlo
provato per un periodo di tempo oppure utilizzarlo solo per il
tempo in cui il server è necessario. In ogni momento il
cliente può variare la quantità e la tipologia di risorse
informatiche (RAM, CPU, spazio disco, banda Internet, ecc.) in
base all’effettiva necessità semplicemente rivolgendosi
al Servizio Clienti. I prezzi sono quindi proporzionati alle
risorse effettivamente impegnate e alla durata
dell’impegno.

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