workplace

Citrix: «Lo spazio di lavoro? C’è forte necessità di ripensarlo»

Presentando Citrix X1 Mouse come un tassello abilitante della propria strategia di ‘mobile workspace’, Benjamin Jolivet, Country Manager di Citrix Italia, Southern & Eastern Europe, ha colto l’occasione per indicare i trend evolutivi che cambieranno in modo irreversibile il concetto di scrivania e ufficio classico.

04 Set 2015

Giorgio Fusari

L’occasione è stata la presentazione a luglio del Citrix X1 Mouse, il cui primo prototipo è stato mostrato a gennaio al Citrix Summit. Un mouse Bluetooth Low Energy (BTLE) con firmware custom che consente di trasformare i dispositivi Apple iPhone e iPad in veri e propri sistemi desktop, su cui diventa possibile svolgere operazioni di ’drag and drop’, aprire e usare fogli di calcolo, o file PowerPoint, senza più avere necessità di un laptop e aumentando la produttività.

Ma il fulcro dell’incontro con Benjamin Jolivet, Country Manager di Citrix Italia, Southern & Eastern Europe, è stato soprattutto comunicare la visione dell’azienda sull’evoluzione del digital workspace.

Uno dei cambiamenti più dirompenti stimolato dalla diffusione di paradigimi tecnologici come il Cloud e la mobilità delle applicazioni è proprio la trasformazione dello spazio di lavoro, anch’esso avviato  verso un modello ’software-defined’. «Il trend che osserviamo, che sta accelerando, e di cui tutti i big player stanno parlando – spiega Jolivet – è una trasformazione radicale di quello che concepivamo come il nostro ufficio, cioè la scrivania e il suo spazio fisico». Un fattore chiave contribuisce a questo forte cambiamento ed è la nuova flessibilità richiesta allo spazio di lavoro, sottolinea Jolivet: in uno scenario in cui i business diventano progressivamente ’fluidi’ e vengono avviati e gestiti partendo da capitali sempre più ridotti, anche il rapporto con il capitale umano viene profondamente ripensato.

Si tratta naturalmente di una tendenza globale: secondo alcune stime e dati elaborati e presentati da Citrix, nei prossimi cinque anni il 50% delle attuali postazioni di lavoro fisiche verranno remotizzate. Anche in Italia, e in città come Milano, aggiunge Jolivet, il prezzo degli uffici è talmente elevato da spingere le varie organizzazioni a ideare spazi di lavoro più flessibili, ridotti, collaborativi, e non più necessariamente caratterizzati da una scrivania con uno spazio delimitato per ciascun impiegato. Da alcuni studi sul livello di sfruttamento di uffici anche molto costosi risulterebbe fra l’altro emergere una percentuale molto elevata di sottoutilizzo.

Liberare il lavoro dalla “tirannia” dello spazio fisico

L’obiettivo delle aziende è, invece, recuperare produttività, liberando i propri addetti dalla ’tirannia’ di uno spazio e di un tempo (orario di lavoro, tempo per arrivare in ufficio) troppo rigidi entro cui svolgere le proprie attività. Jolivet fa l’esempio della posta elettronica: l’inondazione quotidiana del flusso d’informazioni costituito dalle e-mail può rendere difficile leggerle con efficienza e produttività nell’orario di lavoro, senza adeguati strumenti di analisi che selezionino via via in tale flusso quelle più urgenti a cui rispondere.

Mobile workspace: accompagnerà l’utente con una qualità da desktop. In sostanza, spiega ancora Jolivet, per gli addetti di un’organizzazione, che lavoreranno sempre più in maniera flessibile e in mobilità, non sarà tanto importante disporre di un luogo fisico, quanto avere uno spazio di lavoro digitale in grado di seguirli ovunque, e fornire loro di volta in volta, in ogni scenario di utilizzo, i dati e le applicazioni necessari, mantenendo una qualità operativa analoga a quella vissuta nell’ufficio classico.

I vantaggi della postazione di lavoro ’dematerializzata’ si estendono anche alle organizzazioni che fanno acquisizioni societarie, ed hanno l’esigenza d’integrare nuove postazioni di lavoro o chiudere gli uffici di determinate filiali. Anche qui la possibilità di non dover più seguire la vecchia modalità di business (implementare e validare l’infrastruttura IT di ciascun ufficio) e rimuovere la rigidità degli ambienti di lavoro tradizionali risulta fondamentale per acquisire fluidità operativa  e mobilizzare nuove risorse economiche da investire in maniera più produttiva. 

Per Citrix, il ’digital workspace’ dev’essere mobile, virtuale e sicuro, in un contesto in cui l’adozione dei dispositivi personali in azienda (BYOD – bring your own device) e la produttività degli addetti dentro e  fuori gli uffici guidano verso una trasformazione del business in grado di generare maggiore agilità dei processi e un ritorno dell’investimento più rapido. Qui però si individuano tre sfide tecnologiche: garantire sicurezza e compliance con le normative legate alla gestione delle applicazioni e al trattamento dei dati; creare esperienze d’uso degli strumenti digitali mobile paragonabili a quelle vissute nell’ufficio tradizionale; portare su piattaforma mobile le applicazioni legacy e i nuovi processi di business.

Parlando di queste sfide con i CIO, rileva Jolivet, si comprende come questi problemi per loro siano già all’ordine del giorno e sul tavolo decisionale. In particolare, sempre più, la sicurezza diventa chiave per la conduzione del business: un problema dilagante e da risolvere, ad esempio, puntualizza Massimiliano Grassi, Marketing Manager di Citrix Italia, è il fenomeno della cosiddetta ’shadow IT’, che porta gli addetti di un’organizzazione a scaricare software, e diverse versioni delle app, senza seguire le procedure di controllo e approvazione previste dalle policy create dai responsabili del reparto sistemi informativi.

IT di nuovo sotto controllo

La soluzione proposta da Citrix per consentire ai CIO di eliminare questo caos e riprendere il controllo dell’IT consiste nella creazione di uno spazio di lavoro sicuro e fruibile in modalità self-service, dovunque, in ogni momento, e da qualunque dispositivo. Un workspace virtuale a cui Citrix aggiunge quelle componenti e funzionalità di collaborazione che permettono di elevare la qualità di condivisione dei dati e raggiungere un livello di operatività simile a quello dell’ufficio classico.

«Stiamo lavorando molto sulla Web collaboration e sulla gestione di questi flussi, processi e strumenti software, con cui non è banale operare» dice Jolivet. Le fondamenta di questo spazio di lavoro sono constituite da StoreFront, un App store di tipo enterprise in grado di abilitare la mobilità degli utenti ovunque e da qualunque dispositivo, e al contempo studiato per rafforzare la sicurezza aziendale e semplificare le attività di deployment nella gestione degli ambienti XenDesktop e XenApp multisito. Il framework su cui StoreFront è costruito, dichiara Citrix, è dotato dellla flessibilità e della tecnologia necessaria a personalizzare le implementazioni, per rispondere a specifiche necessità di business.

Accedendo all’enterprise App store che una data organizzazione ha popolato con  tutte le App disponibili per il mondo Mobile e per diversi ambienti (Android, iOS, Windows, Linux) è possibile scaricare la App di cui si ha necessità: in questo modo, si può evitare che l’utente cerchi di fare altrove il download di ciò che gli serve, reperendo la App ricercata in un ambiente virtuale controllato, e utilizzandola con le policy di sicurezza definite e governate centralmente dal reparto IT.

Come tassello della strategia di workspace Mobile completo e software-defined, Citrix X1 Mouse consente poi di lavorare sul tablet come se ci si trovasse su un sistema desktop, grazie al supporto di un mouse a piene funzioni per App mobili specifiche di Citrix, tra cui Citrix Receiver, GoToMyPC, ShareConnect e WorkDesktop.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Citrix: «Lo spazio di lavoro? C’è forte necessità di ripensarlo»

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 2