Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

L'esperto

Cinque trend tecnologici da conoscere per affrontare il 2016

Cambia il modo di sviluppare le applicazioni e di approcciare la security, mentre si afferma il ruolo di Blockchain e l’IoT esce dal limbo delle sperimentazioni, creando nuove esigenze di Identity Management. La nuova frontiera secondo il CTO di CA Technologies

04 Gen 2016

Otto Berkes, CTO di CA Technologies

L’Information Technology come veniva intesa sino a poco tempo fa è solo un pallido ricordo. Si è evoluta anche la tradizionale mission dell’IT — un tempo imperniata sul mantenimento delle infrastrutture informatiche aziendali in condizioni operative — che ora non risparmia alcun mezzo per attirare e fidelizzare sempre di più i clienti. Il tutto mediato dal software.

Con il software collocato al centro del business si è avviato il processo di digitalizzazione aziendale tramite l’adozione di pratiche agili e di nuove tecnologie in grado di immettere innovazioni sul mercato in modo rapido e sicuro.

All’interno di questo processo di rapida trasformazione digitale su larga scala, CA Technologies ha individuato alcuni ambiti che potrebbero influenzare l’evoluzione di entrambi i versanti (high tech e business) nel corso del 2016.

Sviluppo, è l’ora dei microservizi

Il 2016 vedrà avverarsi almeno un sogno parcheggiato da alcuni decenni in attesa del momento propizio: la creazione di uno sviluppo basato su componenti, associabile ad agili pratiche di sviluppo continuo che consentiranno alle organizzazioni di trasformarsi a un ritmo più veloce rispetto al passato.

L’accento sarà posto su nuovi servizi dal perimetro ridotto (“microservizi”) implementabili in modalità indipendente per erogare in continuo nuove funzionalità. Saranno così definitivamente tramontati i tempi in cui si doveva attendere la revisione di intere applicazioni.

I container e i microservizi conferiranno maggiore flessibilità e scalabilità al processo di sviluppo. Entrambi trasformeranno le modalità di costruzione, implementazione e aggiornamento delle applicazioni da parte degli sviluppatori, accentuando l’importanza di disporre di pratiche agili per precorrere le richieste del mercato e i desideri dei clienti.

La proliferazione dei container imporrà tuttavia dei requisiti di gestione e controllo – esattamente com’era successo ai tempi della diffusione di massa dei Personal Computer. Andranno quindi affrontate tematiche come la sicurezza, l’ottimizzazione della rete, lo storage e il failover perché questi microservizi, così ricchi di funzionalità, prevedono frequenti aggiornamenti, anche più volte all’anno.

Sarà necessario effettuare degli investimenti per gestire questa nuova complessità e realizzare tutte le potenzialità dei container.

La nuova“Agile Security”

La sicurezza non può più essere relegata a un ruolo secondario: va inclusa in ogni aspetto della progettazione, dello sviluppo e del deployment delle applicazioni.

Per accelerare i cicli di sviluppo è essenziale che la security sia alla base di qualsiasi progetto o processo di sviluppo. Questo nuovo ruolo di primo piano scaturisce da un insieme di fattori di grande attualità quali la frequenza degli attacchi andati a buon fine, le conseguenti ricadute finanziarie e l’escalation fino ai vertici aziendali.

Per quanto riguarda il 2016, tutte le strade portano a questa novella idea di “Agile Security”. Incorporando la sicurezza sin dall’inizio, insieme alle pratiche agili e a DevOps, si crea il terzo pilastro indispensabile per lo sviluppo software ad alta velocità su larga scala.

Abbinate ai tool giusti, le API semplificano le problematiche di sicurezza degli sviluppatori, amplificando l’efficacia dei processi agili e instillando nel rapporto con il cliente attributi chiave quali fiducia e serenità.

Le moderne tecnologie di security e metodologie di sviluppo possono velocizzare la creazione di applicazioni innovative senza rinunciare a fare tesoro dei dati e delle risorse nevralgiche esistenti.

Analytics per creare valore aggiuntivo

Con il passare degli anni, gli Analytics sono evoluti passando dall’ambito della Business Intelligence ai dati transazionali e ai Big Data. La nuova normalità diventerà l’analisi dei dati in tempo reale che arricchirà l’esperienza del cliente collegando insight predittivi ad azioni prescrittive.

Nel 2016 si inaugurerà un’era in cui la “profilazione individualizzata” consentirà la personalizzazione in tempo reale di servizi, prezzi, vendite e prodotti rivolti al singolo anziché concepiti per segmenti più ampi.

La funzione Analytics sarà anche propedeutica al miglioramento delle relazioni con i clienti grazie alla presenza di fondo di funzioni di sicurezza a tutela del cliente. Le nuove tecniche analitiche utilizzeranno gli schemi comportamentali e l’apprendimento automatico per separare i clienti veri dai malintenzionati e realizzare transazioni ed esperienze ancora più avvolgenti.

ERGO: Gli Analytics sono particolarmente utili se applicati a problemi specifici – anziché generici. La risposta non può venire dai mega-pacchetti di analisi capaci di macinare dati all’infinito per cercare il proverbiale ago nel pagliaio.

Le funzioni analitiche non saranno mai la soluzione a un problema, ma saranno sempre di più parte integrante della soluzione a tutti i problemi.

L’IoT nelle applicazioni reali

Sebbene l’Internet of Things (IoT), uno dei fattori trainanti della Digital Transformation, sia una tecnologia dall’elevato potenziale, è ancora presto per una conferma definitiva. Dipende infatti dalle funzioni di analisi dei dati e di sicurezza l’effettivo ricavo di maggiore valore aggiunto a beneficio dei clienti.

L’architettura multistrato e gli hand-off presenti nel mondo IoT creano molte più vulnerabilità e punti attaccabili, aumentando il rischio di conflitti. Dal punto di vista concettuale, l’IoT può sembrare un’elegante novità, ma sotto lo strato superficiale si cela in realtà un’enorme complessità che va valutata e compresa.

Nel 2016, contestualmente alla diffusione dell’IoT, anche l’identità degli oggetti diventerà un importante punto d’attenzione. Così come occorre autenticare l’ID di una persona, sarà necessario confermare e convalidare anche l’identità di un dispositivo e/o di un flusso di dati.

Per questo motivo sono necessari appositi strumenti quali tool di Identity & Access Management (IAM) per l’IoT oppure le cosiddette “IoT Interaction Tables” (simili alle tabelle sulle interazioni farmacologiche consultate da medici e farmacisti prima di emettere una ricetta) per essere sicuri di interagire con gli oggetti giusti e per evitare che essi entrino in conflitto, si annullino o si duplichino nell’ambiente.

L’attuale proliferazione e le conseguenti interazioni dei sensori IoT e degli smart device con gli esseri umani in alcuni settori cruciali (come la sanità e l’industria automobilistica) contribuiranno a semplificarci la vita — e forse anche a salvarcela —e a migliorare la customer experience.

L’avanzata di Blockchain

La sorpresa del 2016 sarà la rinascita e la messa a punto della tecnologia Blockchain, proiettata a ritagliarsi un ruolo diverso da quello di semplice libro mastro delle transazioni in bitcoin.

Due anni fa, Blockchain è stata la chiave di volta per molte startup. Ora è pronta a rinnovarsi in anticipazione del previsto allargamento del mercato IoT e della necessità di interazioni sicure e protocollate fra dispositivi.

Una tecnologia come Blockchain che dipende da una rete di computer e si fonda sulla privacy può essere un importante acceleratore dell’IoT e della trasformazione digitale di qualsiasi organizzazione, contribuendo a linearizzare ancora di più le attività per ottenere maggiore agilità e rapidità di risposta verso i clienti.

Se ce la farà a scrollarsi di dosso lo stigma di “colpevole per associazione” dovuto ai problemi dei bitcoin, Blockchain ha tutti i numeri per diventare lo storage d’elezione per i sensori e per l’IoT in generale.

È il software l’agente del cambiamento

Nel 2016 le aziende avranno la possibilità di superare le aspettative dei clienti a ogni livello, mettendo in atto pratiche agili e digitalizzando le proprie operazioni.

Che si tratti di questi cinque ambiti tecnologici o di qualcosa di completamente diverso, sarà in ogni caso decisivo trovare un partner che abbia una profonda familiarità con la complessità e l’eterogeneità su larga scala.

Nell’ambito di queste dirompenti trasformazioni in campo tecnologico e aziendale, CA Technologies continuerà a innovare a beneficio dei clienti.

Idee imprenditoriali realizzate in tempi inconcepibili anche solo cinque anni or sono sanciranno alcuni vincitori incontrastati che approfitteranno di questo allungo per imporsi come nuovi leader del settore. Tutto questo sarà possibile nel momento in cui si riconoscerà il ruolo di agente essenziale del cambiamento assunto dal software in questo nuovo contesto mondiale.

Articolo 1 di 5