Bper Banca, il cloud diventa un caveau per i dati dei liberi professionisti

Intervista

Bper Banca, così il cloud diventa un caveau digitale dove conservare i dati dei liberi professionisti

In collaborazione con Multipartner, il terzo operatore bancario italiano ha lanciato un’offerta di Virtual data room accessibile ai liberi professionisti e agli studi professionali per le proprie esigenze di archiviazione digitale sicura. Fabrizio Barrano, dell’Ufficio Innovation di Bper, spiega la genesi e lo sviluppo del progetto, che ha ricevuto il Premio Innovazione Smau 2021

03 Dic 2021

Domenico Aliperto

Usare il cloud come un caveau per proteggere quello che nell’era digitale è destinato a essere uno degli asset più importanti: il dato. Fuor di metafora, è esattamente ciò che sta facendo Bper. Grazie a una partnership con Multipartner, specialista nella realizzazione di soluzioni di Virtual Data Room su misura e già suo fornitore, il gruppo bancario – primo in Europa – ha messo a disposizione dei propri clienti della fascia più piccola, i cosiddetti POE (Piccoli Operatori Economici), il servizio Safe Data Box. Un’offerta di per sé innovativa, ma che nel mondo dei servizi finanziari risulta ancora più disruptive, tanto da guadagnarsi il Premio Innovazione Smau 2021.

Il Gruppo Bper Banca è il terzo operatore bancario italiano e si contraddistingue per un forte radicamento sul territorio: tra Bper Banca e Banco di Sardegna, sono infatti oltre 1800 le filiali attive lungo la penisola. Ed è proprio questa presenza capillare che ha permesso alla società di cogliere segnali sufficientemente forti per valutare positivamente il potenziale commerciale della nuova proposta.

L’idea è emersa durante una call for ideas, lanciata dal gruppo nell’ambito della strategia di Open Innovation e rivolta al personale della banca. Integrato nella proposition rivolta ai liberi professionisti e agli studi professionali, Bper ha così attivato una soluzione in cloud per la protezione, archiviazione e condivisione digitale dei dati, realizzata ad hoc per questa fascia di clienti. E su questa idea ha cominciato a lavorare con Multiparter per una soluzione che coniugasse caratteristiche di sicurezza avanzata, accessibilità e usabilità.Le data room fornite da Multipartner infatti, dovendo rispondere alle esigenze di un istituto finanziario, garantiscono elevati standard di security e data protection e sono in grado non solo di conservare, gestire, condividere e scambiare informazioni sensibili, ma anche di mantenere traccia di ciascuna delle operazioni/attività effettuate dagli utenti abilitati all’accesso del repository. Il tutto in un ambiente GDPR-compliant.

Ricalcando quindi le caratteristiche delle soluzioni adottate, anche all’interno di Safe Data Box, ciascun account può muoversi e operare sui dati presenti solo in funzione della sua profilazione e dei privilegi concessi dall’amministratore del sistema. Ed è così che nasce quella che è una vera e propria “cassetta di sicurezza digitale”.

Abbiamo chiesto a Fabrizio Barrano dell’Ufficio Innovation di Bper, come si è sviluppato il progetto e quali nuove prospettive potrà aprire in futuro per la banca.

Fabrizio Barrano

Project manager innovazione presso BPER Banca

Da quali osservazioni, considerazioni e opportunità è scaturita l’idea di attivare la partnership con Multipartner e lanciare il servizio?

Safe data box arriva da un percorso di customer development che ha coinvolto i colleghi del Gruppo Bper, ai quali è stato affidato il compito di ascoltare il mercato attraverso delle interviste, con l’obiettivo di andare a validare un’ipotesi di problema. Soltanto grazie al confronto sul campo abbiamo potuto capire quale effettivamente fosse il bisogno dei clienti: il target dei liberi professionisti stava affrontando il tema della custodia e della conservazione dei propri dati professionali in modo completamente inadatto. Oltre che molto costoso, in alcuni casi. Da qui è nata l’idea di offrire una virtual data room per la conservazione e la condivisione dei dati con alti standard di sicurezza.

In che modo il team Innovation è riuscito a portare all’attenzione del top management la proposta?

La proposta è nata dalla volontà della banca di rinnovare l’offerta commerciale rivolta ai liberi professionisti. Safe Data Box soddisfa appieno questa esigenza perché di fatto arricchisce in chiave innovativa la gamma di prodotti rivolta a questo segmento. Inoltre, la proposta aderisce a trend tra quelli di maggiore rilievo per il contesto bancario: sviluppo del digitale, cyber security, tutela della privacy, rispetto del Gdpr.

Quello della data protection è un tema culturale ancor più che tecnologico: qual è il messaggio elaborato per comunicare con il target?

Protezione, sicurezza e riservatezza. Questi sono i vantaggi che vogliamo trasferire ai nostri clienti, che esortiamo con il payoff della nostra comunicazione: “Metti i tuoi dati importanti in banca”. Il messaggio è riferito all’istituzione banca a difesa della sicurezza dei dati. Ogni accesso è controllato tramite protocollo Tls/Https. Per quanto concerne la sicurezza, Safe Data Box rappresenta un luogo segreto sempre accessibile, anche tramite App. Molto importante anche il tema della riservatezza: e questo punto di vista Safe-Data Box ottempera in toto al Gdpr.

Di quali strumenti possono disporre i sottoscrittori del servizio e che tipo di procedura è necessario per accedervi?

Ci sono sostanzialmente due modalità di servizio. Uno di archiviazione statica e uno di archiviazione dinamica. La soluzione statica dà la semplice possibilità al cliente di archiviare i propri dati professionali. Quella dinamica invece permette di condividere i dati professionali da parte dell’owner di dati con collaboratori enti esterni e clienti. L’offerta resta comunque sempre flessibile e modulabile nel tempo.

Come sta venendo recepito il servizio e quali risultati vi attendete?

I clienti lo trovano efficace nel soddisfare le necessità legate alla privacy, alla conservazione e alla sicurezza. Ma ci dicono anche che si tratta di un prodotto performante in termini di semplicità di accesso e di utilizzo, oltre che di sostenibilità economica. Ci aspettiamo per questo che possa diventare una proposta di riferimento da implementare velocemente, e a costi accessibili, anche per le realtà più piccole.

Quali altre categorie di proposte innovative potrebbero ampliare nel prossimo futuro il portfolio di servizi che Bper mette a disposizione dei propri clienti?

I temi delle soluzioni che lanceremo a breve riguardano soprattutto l’ambito della sostenibilità. Vogliamo aiutare i nostri clienti privati e più in generale le imprese ad avvicinarsi in maniera più semplice alle pratiche virtuose che riguardano la salvaguardia del clima e dell’ambiente. Un altro ambito in fase di esplorazione è quello della privacy. La sfida è quella di aiutare i nostri clienti nella gestione consapevole dei propri dati personali.

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