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Esperienze

Anas, addetti sulla strada con l’iPad

Manutenzione, sorveglianza e richieste di pronto intervento ora vengono gestite dai cantonieri grazie al tablet, che può inviare immagini e filmati alla sala operativa in tempo reale. A regime l’intera rete stradale sarà coperta, con 3mila persone coinvolte. Intervista a Pierluigi De Marinis, Direttore Centrale dei Sistemi Informativi e Impianti di Anas

18 Mar 2014

Manuela Gianni

Pierluigi De Marinis, Direttore Centrale Sistemi Informativi e Impianti di ANASTremila addetti alla manutenzione, alla sorveglianza e al pronto intervento sulle strade dotati di iPad. È quello che sta facendo Anas, l’azienda del Ministero dell’Economia che si occupa dell’esercizio, manutenzione, progettazione e costruzione della rete stradale nazionale, oltre 20.000 km di a cui si aggiungono altri 6.000 km di tratte concessionarie.

Un progetto particolarmente innovativo, che permetterà agli addetti di diventare «gli occhi della sala operativa sul territorio, perché possono inviare in tempo reale video e foto», spiega Pierluigi De Marinis, Direttore Centrale dei Sistemi Informativi e Impianti di Anas, artefice dell’iniziativa e vincitore del premio CIONet Italia Award 2014 nella categoria Technology Driven.

«Anas non è considerata un’azienda tecnologicamente evoluta – afferma il manager -. In realtà stiamo facendo passi notevolissimi, nonostante i vincoli di budget». Lo conferma questa iniziativa di Work Force Automation, partita ad autunno e mirata a rendere più efficiente il lavoro delle persone su strada: per fare un esempio, ora il cantoniere può fotografare una buca, inviare la segnalazione alla sala operativa, ricevere in tempo reale le istruzioni per l’intervento, compilare il rapporto. Il tutto resta tracciato e viene arricchito dalla georeferenziazione, senza passaggi di carta.

Sono state sviluppate App dedicate, già pensate in ottica multipiattaforma, per prepararsi al futuro nel caso si decidesse di introdurre altri device.

Ma perché proprio un iPad e non un tablet rugged, più robusto e adatto a questo tipo di interventi? «Perché l’iPad è “cool” – spiega De Marinis – e sono sicuro che i cantonieri lo conserveranno come un gioiello perché lo possono portare a casa per uso personale: infatti durante la sperimentazione non se ne è rotto neanche uno».

Una scelta che riflette anche l’attenzione al change management, un aspetto cruciale poiché le persone coinvolte erano abituate a lavorare senza supporti tecnologici da molti anni. «La nostra organizzazione è definita per legge – specifica il manager – quindi il cambiamento è particolarmente difficile: l’abbiamo affrontato in modo molto strutturato, con il supporto del Cefriel, raccogliendo le idee dei cantonieri», spiega De Marinis.

Quanto ai costi, lo sviluppo di App si è rivelato molto più economico – fino a 5 volte – rispetto a un classico sviluppo di applicazioni software, il che ha permesso anche di ridisegnare l’interfaccia dopo la prima release, senza compromettere il budget dell’iniziativa.

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