INTERVISTA

AI Generativa, a che punto siamo in Italia?



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La GenAI è già ampiamente utilizzata in molteplici ambiti. Matteo Mille, Chief Sales Enablement & Operation di Microsoft Italia, fa il punto sull’impatto che questa potente tecnologia sta avendo sulla società e su quello che ci attende nel prossimo futuro. «Non c’è tempo da perdere. Nell’AI Lab già coinvolte oltre 250 aziende e 7 università»

Pubblicato il 29 mar 2024

Manuela Gianni

Direttrice, Digital4Executive



Screenshot della videointervista con matteo mille

L’AI Generativa ha generato due macro cambiamenti: «Il primo è un’interfaccia linguaggio naturale verso i computer, e il secondo la disponibilità di quello che noi definiamo una Reasoning Engine, un software in grado di svolgere dei ragionamenti basati sulle informazioni fornitegli. E questo fa sì che in un futuro non troppo distante i nostri figli sicuramente si stupiranno se il computer non risponde in maniera naturale, magari addirittura in maniera verbale e con un linguaggio come quello a cui siamo abituati». Esordisce così Matteo Mille, Chief Sales Enablement & Operation di Microsoft Italia in questa videointervista in cui spiega perché questa innovazione ha creato una discontinuità e a che punto siamo in Italia.

La strada è dunque segnata e nel nostro Paese l’innovazione stavolta corre più veloce rispetto alla media europea. L’impatto economico è notevole, motivo per cui non c’è tempo da perdere. Uno studio Microsoft e IDC rivela che la maggior parte delle aziende italiane vede un ritorno nell’adozione di soluzioni o di servizi con l’AI Generativa entro 3-6 mesi e entro i primi 12 mesi il 38% delle aziende vede questo ritorno già in maniera tangibile. In generale, per ogni dollaro investito viene stimato un ritorno di 3,3 dollari».

Who's Who

Matteo Mille

Chief Sales Enablement & Operation di Microsoft Italia

Matteo Mille

Microsoft ha subito capito quanto fosse importante l’artificial intelligence generativa e le soluzioni e servizi basati su di essa per le aziende di qualsiasi dimensione. Ha investito in una serie di data center dedicati al mercato italiano e ha avviato programmi per favorire la comprensione delle varie modalità di utilizzo.

L’obiettivo è «accogliere quelle aziende che vogliono adottare magari prima di altre soluzioni legate al mondo dell’intelligenza artificiale generativa, e riuscire a far comprendere con dei percorsi di formazione quali competenze acquisire per poterla adottare in maniera efficace e responsabile. Il terzo punto è dimostrare con dei progetti i benefici, anche da un punto di vista economico e finanziario».

AI Generativa, a che punto siamo in Italia?

L’iniziativa lanciata da Microsoft in Italia si chiama AI LAB, ovvero Learn Adopt e Benefit, e si rivolge a imprese e università. Già oggi coinvolge più di 250 aziende, anche medie e piccole, oltre 30 partner, 7 università. Sono già 1000 le persone formate e 292 gli use case sviluppati, qualche dozzina quelli già in produzione.

Un punto non trascurabile è quello di garantire che l’AI venga applicata in modo etico e responsabile. «Servono principi, regole, come per qualunque innovazione che ha un forte impatto sulla società. Microsoft l’ha fatto internamente, impegnandosi affinché tutti i propri servizi e soluzioni rispondessero a 6 principi: correttezza, reliability e safety, privacy & security inclusività trasparenza responsabilità», conclude il manager.

L’impegno di Microsoft nella formazione dei professionisti del settore IT sui temi dell’AI passa anche da eventi locali dedicati ai Technical Decision Maker come Ignite, che quest’anno è tornato in Italia con intense sessioni di approfondimento sulle soluzioni di Intelligenza Artificiale Generativa. Per recuperare tutte le sessioni, vi invitiamo a visitare questo link.

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