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Strategie

Accenture Liquid Studio, un experience lab per accelerare l’innovazione digitale in azienda

Un centro immersivo dove sperimentare e sviluppare applicazioni liquide, multipiattaforma e seamless. Ma anche una fucina di idee innovative da tradurre in soluzioni “market ready” in brevissimo tempo grazie al contributo dei partner e alle metodiche di innovazione co-creativa. Tutto questo è Liquid Studio, il laboratorio milanese che Accenture mette a disposizione delle aziende per accelerare il loro percorso verso la digital transformation. Noi lo abbiamo visitato in anteprima

28 Nov 2016

Annalisa Casali

Le aziende, per essere competitive, devono tenere il passo con un mondo digitale che viaggia ad alta velocità e questo si riflette anche nelle modalità di innovazione. Impensabili, oggi, i progetti IT monolitici del passato, con applicazioni che richiedevano anni di ammortamenti. Nasce l’esigenza di utilizzare soluzioni “liquide” e modulari, multi piattaforma e multi utente, sviluppate in modalità serverless (tipicamente nel cloud) e scomposte in microservizi facilmente riassemblabili e integrabili, pensate per cambiare in modo rapido e scalare velocemente.

Proprio per venire incontro a queste necessità, Accenture ha aperto a Milano Liquid Studio. Non un laboratorio per testare le tecnologie di frontiera e neppure un centro di sviluppo industriale, per scalare sulle dimensioni delle aziende le tecnologie che hanno dato prova di incontrare i favori del mercato. «Liquid Studio si colloca in mezzo a queste due realtà, in un’area rappresentata dall’intersezione di tecnologie, persone e idee. In questo laboratorio, i clienti lavorano a contatto con i consulenti di Accenture per toccare con mano come le tecnologie che abilitano la trasformazione digitale in azienda possano essere oggetto di un’implementazione rapida», spiega in questo video Alessandro Marin, Managing Director, Accenture Technology Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia.

Il nuovo centro milanese è il quarto in ordine di apertura del network internazionale di Liquid Studio Accenture, preceduto da quelli di Redwood City (in California, nel cuore della Silicon Valley), che è stato aperto lo scorso gennaio, Parigi e Francoforte, inaugurati dopo l’estate. Al suo interno, le aziende troveranno un ambiente informale e tecnologico nel quale dare libero sfogo ai propri bisogni, far nascere nuove idee e progetti. «Liquid Studio rappresenta un nuovo modo di fare innovazione – prosegue il manager –. Al suo interno si lavora per le aziende e con le aziende, in un’esperienza immersiva nella quale i clienti sono coinvolti direttamente nel co-sviluppo rapido di soluzioni che integrano le tecnologie all’avanguardia». Una co-creazione vera e propria quindi, ottenuta attraverso approcci innovativi all’innovazione che sfruttano le competenze e i casi d’uso già sviluppati da Accenture in collaborazione con il suo ecosistema “allargato” di partner tecnologici, sviluppatori, università e startup, e che impiegano strumenti di collaboration e le metodologie di sviluppo Agile e DevOps. Le possibilità per i clienti sono diverse: si va dalle sedute di brainstorming e design thinking su un problema specifico a progetti di revisione architetturale end-to-end.

Crolla il muro tra IT e LOB

Alessandro Marin, Senior Managing Director Accenture Technolgy Lead ICEG«La tecnologia non è più solo un abilitatore del business ma diventa essa stessa fonte di business – sottolinea Marin –. Lo vediamo bene con i tanti esempi delle fintech e insurance tech, come pure con i modelli di business dell’economia partecipativa di Uber e Airbnb». «All’interno del Liquid Studio – gli fa eco Gianluca Secondi, Managing Director Accenture Technology, Advanced Technology & Architecture Platform Lead per Italia, Europa Centrale e Greciai nostri clienti si trovano immersi in un ambiente con una forte impronta creativa, volutamente non convenzionale, che intende stimolare il pensiero laterale, non lineare. L’accelerazione del time-to-market è garantita dalla possibilità di vedere e sperimentare tutte le tecnologie up-to-date, anche quelle più complesse come l’intelligenza artificiale, assimilandole e traducendole rapidamente in prototipi pronti e già testati per i contesti di riferimento dell’azienda, il suo ambiente competitivo, le sue specifiche esigenze».

Fondamentale, in un contesto economico come quello attuale, pensare in termini di velocità e creatività e l’ambiente high tech e informale del Liquid Studio lo permette. «Il time-to-market dei progetti tecnologici sta subendo un’impennata – chiarisce Secondi –. Basta pensare che, secondo una ricerca recente, l’85% delle applicazioni produttive che useremo nel 2020, oggi ancora non esiste, quindi si tratterà di sviluppi completamente nuovi. Eravamo abituati a pensare ad applicazioni destinate a durare nel tempo, che richiedevano percorsi di ammortamento lunghi. Oggi, invece, sviluppiamo applicazioni e prototipi che sono pensati per essere cambiati, ricombinati e modificati».

La creatività, invece, si esprime nel fatto che «nel Liquid Studio si stimolano i processi di sviluppo alternativi, si guarda ai bisogni delle organizzazioni con occhi nuovi e con l’idea di creare valore tutti insieme, sfruttando le competenze dei nostri consulenti, dei partner e quelle dei clienti stessi. I clienti possono entrare qui con un’idea e uscire nel giro di pochi giorni con un prototipo pronto all’uso, già testato in un ambiente sicuro», assicura Secondi. Questo perché il cliente si trova catapultato in un ambiente informale e high tech, con lavagne luminose sulle quali scrivere i propri pensieri e suggerimenti o anche solo semplicemente attaccare un memo cartaceo da condividere con il team. «I percorsi innovativi – spiega Marin – non sono precostituiti ma guidati dalle esigenze del cliente, pensati per eliminare le barriere tra linee di business e IT, con l’intento di sviluppare tecnologie che siano immediatamente utilizzabili dall’utente finale».

Il momento giusto per l’innovazione “liquida”

A chi gli chiede perché Liquid Studio stia vedendo la luce proprio ora, Secondi risponde con sicurezza: «Questo è il momento giusto per l’innovazione liquida. Secondo le ultime ricerche, entro il 2017 il 60% delle iniziative di trasformazione digitale rischierà di fallire per la mancanza di un’architettura adeguata. Nel 2018 oltre il 50% della spesa IT sarà cloud based e che già oggi 7 server su 10 sono venduti ai fornitori di servizi di cloud pubblico. Da qui a un anno, oltre la metà dei team di sviluppo includerà servizi di cognitive computing all’interno delle applicazioni consumer, come dimostrano Apple Siri e Samsung S-Voice, ed enterprise. I principali cloud provider hanno già presentato menu di cognitive API da utilizzare, embedded, all’interno dei propri servizi».

Gianluca Secondi, Managing Director_Accenture Technology Advanced Technology & Architecture Platform Lead ICEGLa prototipazione rapida è garantita dall’ecosistema “allargato” di alleanze tecnologiche – Oracle, Amazon, Sap, IBM, Microsoft, solo per citarne alcune -, sviluppatori, università e startup, ma anche dal supporto di demo tecniche (oltre 20, a copertura di un ampio ventaglio di casi d’uso) e soluzioni preconfigurate (25 al momento) pronte all’uso. A disposizione dei clienti una ventina di sviluppatori esperti, ai quali si aggiungono i 1.300 professionisti del Delivery Center partenopeo di Accenture e 15 consulenti esperti di mercati verticali, che permetteranno di “ritagliare” il progetto, come un abito sartoriale, sulle esigenze delle singole industry.

L’offerta di Liquid Studio si declina in un ventaglio di 8 proposte. Si va dall’intelligenza artificiale alle architetture liquide (sviluppate direttamente nel cloud e altamente modulari, perché basate su microservizi), dalle applicazioni “future ready” (utili per modernizzare le architetture di vecchia generazione come il mainframe) alla cyber security, per arrivare fino a DevOps, app mobile, soluzioni di velocizzazione del cloud journey e testing delle applicazioni di nuova generazione.

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