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Reportage - MWC 2106

5G, Internet delle cose, realtà virtuale: ecco i protagonisti del Mobile World Congress

I trend, le sensazioni e alcuni degli annunci dell’evento di Barcellona, che si conferma anche quest’anno come uno dei più importanti d’Europa, con 2 mila e 200 espositori e un pubblico che si aggira intorno alle 100 mila persone.

25 Feb 2016

Alessandro Longo

Internet delle cose, cloud, sviluppo delle reti mobili verso il 5G. E tanta realtà virtuale, che adesso diventa una nuova piattaforma di mercato IT. Sono queste le direttrici che hanno caratterizzato il Mobile World Congress 2016, una delle maggiori fiere di elettroniche (27 febbraio-2 marzo). Forte di 2 mila e 200 espositori e un pubblico che si aggira intorno alle 100 mila persone.

La sensazione, maturata in questi giorni tra gli stand, è che la fiera sia specchio di un quadro in divenire. L’industria si sta preparando a una grossa rivoluzione, spalleggiata da tutti i big, la quale però è ancora immatura. Sta montando qualcosa di potenzialmente grosso- di più: di distruttivo degli attuali equilibri- ma richiederà alcuni anni ancora.

Il giudizio vale in particolare per le reti 5G (che debutteranno nel 2019-2020) e la realtà virtuale (già disponibile ma ancora incerto come business).

5G e Internet delle cose

Vendor di reti come Ericsson, Zte e Nokia (che sta acquisendo Alcatel-Lucent) e di chip come Qualcomm hanno mostrato quindi alcuni progressi verso il 5G, con prototipi di tecnologie (gateway, base station, architetture di rete) che ne mostrano il potenziale. Interessante in particolare il concetto di 5G come rete flessibile e modulare, che l’operatore può gestire con grande libertà (operando su un pannello web), assegnando in modo dinamico le risorse a diverse istanze. Può anche fare diversi strati di rete, per le diverse funzioni: smartphone, internet delle cose, auto connesse eccetera (è il concetto di “network slicing”).

Il 5G farebbe quindi da abilitatore definitivo a tante rivoluzioni che stanno già prendendo forma. Il collegamento tra il 5G e gli oggetti connessi è esplicito nello stand di Ericsson, dove si è visto un prototipo di auto che si guida da sola e un progetto di cloud robotics. Quest’ultimo è di Ericsson Italia, con l’università di Pisa, ed è la messa in cloud dell’intelligenza di robot che lavorano in un magazzino.

Al momento il test funziona su reti 4G ma per essere davvero praticabile richiede il 5G, come hanno spiegato i tecnici italiani di Ericsson presenti allo stand. Ericsson in questa occasione ha previsto che ci saranno 150 milioni di utenti 5G nel 2020 e che già nel 2017 debutteranno le prime reti 5G-ready.

Cloud computing

Il cloud è stato protagonista anche di molti accordi tra big, confermando così il proprio crescente ruolo strategico per il business dei fornitori. La stessa Ericsson ha annunciato l’accordo con Amazon Web Services per il mercato telco. Gli operatori telefonici potranno così contare sui servizi cloud pubblici di Amazon attraverso la mediazione di Ericsson, per offrire servizi mobili più efficienti. Si rivolge agli operatori telefonici anche il nuovo cloud data center annunciato da Huawei.

Un’alleanza per contrastare Amazon (il leader del cloud pubblico) è invece quella tra Ibm e Vmware, annunciata in questi stessi giorni all’InterConnect di Las Vegas. I big si rafforzano, anche con alleanze, per sfruttare meglio la trasformazione cloud in corso su tutti i business.

Realtà virtuale

L’alleanza che ha fatto più discutere, a Barcellona, è però un’altra: tra Samsung e Facebook, per la realtà virtuale. Alleanza in realtà già stretta, dietro le quinte, per la realizzazione dei visori di Samsung; ma adesso si esplicita. I big stringono un’alleanza (hardware e software) per costruire- e dominare assieme- la nuova “piattaforma della realtà virtuale”, come l’ha chiamata Mark Zuckemberg, venuto a Barcellona per l’occasione. Piattaforma che attirerà un giro d’affari da 180 miliardi di dollari nel 2025, secondo Goldman Sachs, per i produttori di visori, di contenuti, di accessori, di chip, di video camere. E un indotto a vantaggio di quelli di cellulari e computer a cui vanno collegati i visori.

Prodotti

Per il resto, non è stata un’edizione del Mobile World ricca di prodotti. Spiccano gli smartphone di fascia alta di Samsung (S7 in versione normale e Edge, non rivoluzionari nell’aspetto rispetto agli S6) e l’LG G5, che è modulare. L’utente può smontarne la base e sostituirla con accessori, per la musica e la realtà virtuale per esempio.

Sony e Htc hanno presentato smartphone di fascia media. Microsoft ha invece un tablet, il Surface Pro 4; tre i nuovi di Lenovo, pensati per il business (i Tab3). Sulla stessa scia Huawei, con il Matebook, un convertibile per il pubblico aziendale, corteggiato anche da HP con l’Elite X3. È un phablet Windows 10 Mobile che si integra con un accessorio formato da tastiera e display, per trasformarsi quindi inun computer portatile a tutti gli effetti. Segue il principio della funzione Continuum, introdotta da Windows 10, che fonde l’esperienza mobile con quella pc.

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