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Una guida completa per risolvere le problematiche di Virtual Desktop Infrastructure

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Tramite VDI è possibile virtualizzare e centralizzare i desktop con un modello più sicuro, gestibile, economico. Tuttavia il percorso per raggiungere il traguardo del VDI è difficile. In questa guida, il compendio delle cose da fare (e da non fare), a partire da un nuovo approccio allo storage che sfrutta e ottimizza la tecnologia Flash secondo una precisa roadmap

26 novembre 2014

Con i giusti investimenti nell’infrastruttura, il VDI (Virtual Desktop Infrastructure) è in grado di fornire un modello di client computing migliore sia per gli utenti finali che per il personale IT.

I primi per l’esperienza di computing distribuita su più dispositivi con caratteristiche di vera mobilità e migliori prestazioni rispetto ai dispositivi dedicati.

I secondi per i vantaggi legati a una gestione centralizzata e a una governance più rispondenti alle plicy aziendali.

A frenare l’adozione i costi eccessivi, la difficoltà di gestire al meglio le logiche sottese con un impatto sulle performance del servizio percepite come un disservizio dagli utenti finali, ulteriori carichi di lavoro per il dipartimento IT a cui torna in toto la gestione dei desktop.

Per aiutare le organizzazioni a implementare una VDI di successo, PureStorage ha incaricato un panel di esperti di stilare una guida che, oltre a spiegare con grafici e tabelle lo scenario, descrive criticità e tecniche e strategie di risoluzione per una VDI 2.0. Nel documento, analisi dei problemi e proposizione delle nuove strategie di approccio aiuteranno a capire come:

  • risolvere i 5 blocchi principali del VDI di storage (costi, fallimento dei pilota, prestazioni insufficienti, criticità nella migrazione di stato e nel management)
  • gestire una chiave ibrida tramite caching flash basata su array / tiering
  • gestire una modalità convergente di computing/storage identificando, dall’analisi delle esigenze, le configurazioni più adatte
  • gestire un Flash storage integrale per una VDI allo stato dell’arte

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